La FIA fa chiarezza sul caso Hamilton delle qualifiche

La FIA fa chiarezza sul caso Hamilton delle qualifiche

La FIA ha emanato tramite comunicato stampa una delucidazione delle regole per quanto riguarda l’inconveniente che ha visto Lewis Hamilton, a fine qualifiche, dover spegnere il motore per salvaguardare il livello minimo di carburante che sarebbe stato successivamente analizzato. L’astuta mossa dettata dalla McLaren è valsa al pilota inglese una multa del valore di 10.000 dollari, un’ammonizione ma nessun altra penalizzazione.

Come si legge chiaramente nel regolamento sportivo le vetture, al termine di ogni prova, devono avere almeno un litro di carburante per i controlli della Federazione e come ben sappiamo, se Hamilton avesse terminato quel suo giro… il litro non ci sarebbe stato ed è per questo motivo che si è fermato in pista e ha inizialmente spinto la vettura e in seguito è stato aiutato dai commissari.

Nessuno era soddisfatto del trattamento di favore ricevuto dal pilota britannico.

Il primo a prendere la parola è stato un diplomatico Ross Brawn che ha affermato: “per non conoscendo a fondo i dettagli è difficile commentare, ma nessun pilota deve ridursi a spegnere il motore in pista, a giro terminato, per poter affrontare l’ultimo tentativo il più leggero possibile”.

Felipe Massa non usa mezzi termini affermando che a suo parere andava sicuramente penalizzato e la stessa Red Bull imputa a questa “furbata” la perdita della pole position da parte del loro pilota Mark Webber.

La domenica, a motori spenti, il direttore di gara Charlie Whiting si è incontrato con i responsabili delle scuderie e così ha deciso che in futuro chiunque si fermi in pista per evitare di prosciugare il rimanente carburante nel serbatoio, sarà convocato con il proprio dirigente e rischierà pesanti sanzioni se il motivo non sarà attribuibile a “forze maggiori”.

Eleonora Ottonello

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