Gran Premio di Ungheria 2018: anteprima e orari del weekend

Dodicesimo appuntamento del Mondiale

Gran Premio di Ungheria 2018: anteprima e orari del weekend

Orari

Venerdì 27 Luglio

Libere 1: 11:00-12:30 (Sky Sport F1 HD)

Libere 2: 15:00-16:30 (Sky Sport F1 HD)

Sabato 28 Luglio

Libere 3: 12:00-13:00 (Sky Sport F1 HD)

Qualifiche: 15:00 (Sky Sport F1 HD)

Differita integrale alle 19.00 su TV8

Domenica 29 Luglio

Gara: 15:10 ̶ 70 giri ̶ 306,63km (Sky Sport F1 HD)

Differita integrale alle 21.00 su TV8

Gara precedente 

Che questo Mondiale 2018 sia un continuo avanzare e indietreggiare dei due designati al titolo, lo avevamo capito. Raggiunto il medesimo livello prestazionale delle monoposto – anche se la Rossa quest’anno ha dimostrato di averne un pizzico in più in diverse occasioni – la differenza ormai la fanno gli errori o le sfighe. E, quando al tuo rivale dice male, non puoi e non devi fare altro che approfittarne. Così è stato a Hockenheim, in una corsa che ha completamente ribaltato il risultato del sabato, con Seb in pole e Lewis condannato a partire 14esimo per un problema alla trasmissione. Quando la pioggia ha deciso di mettere alla prova i due pluri iridati,  uno è andato nel “panico”, mentre l’altro ha pescato senza esitazione la carta del riscatto – dopo l’umiliazione inflittagli dal rivale davanti al pubblico britannico. Così, mentre Vettel non ha potuto prendersela che con se stesso, Hamilton ha gridato al miracolo compiuto. Gli errori capitano, e nemmeno Lewis ne è esente. Ma ci sono momenti in cui non devono succedere, e domenica era uno di quei momenti. Con il DNF tedesco, Vettel si ritrova ora staccato di 17 lunghezze dal nemico, e la Ferrari a sua volta di nuovo a rincorrere la Mercedes nei Costruttori. Il giro di boa di questa stagione è stato compiuto: da qui in poi gli errori non saranno più tollerati e, da tifosi imparziali quali dobbiamo essere, speriamo che il “tira e molla” iridato prosegua fino alla fine, ma solo ed esclusivamente come risultato di una lotta ai massimi livelli tra i suoi due protagonisti.

Pronostici di F1GrandPrix.it

Arrivati al dodicesimo round, con Vettel e Hamilton in perenne rincorsa l’uno dell’altro, entrambi meritevoli del titolo iridato più combattuto degli ultimi anni e piloti di due monoposto altrettanto “da mondiale”, non è più il caso di cercare una pista pro Mercedes o pro Ferrari. O meglio, sulla carta forse ci sarebbero anche, ma il livello della sfida orami è tale, che la differenza da qui in poi la faranno piloti, muretto box, varie ed eventuali – leggi safety car, meteo ingestibile, o altri colpi di scena – oltre ai rispettivi alfieri della Stella e del Cavallino che altro non devono fare se non coprire le spalle ai rispettivi compagni di squadra. Per questo anche la gara ungherese, conosciuta per essere tra le più noiose in calendario e con poche possibilità di sorpasso, ci regalerà senza dubbio una nuova serratissima battaglia tra Seb e Lewis. La differenza, questa volta la farà anche la pressione psicologica addosso ai due: sarà dunque Hamilton a godersi tre settimane senza pensieri, o Vettel, a salutare l’Hungaroring con il morale risollevato? Senza ulteriori errori o “deus ex machina” meteorologici, a nostro parere il distacco tra i due in classifica generale potrebbe tornare a ridursi. Anche se, la F1 ci ha insegnato che tutto può sempre succedere… almeno fino alla bandiera a scacchi.

Circuito

Nome: Hungaroring

Luogo: Mogyoród, Ungheria

Costruzione: negli annali, la prima gara automobilistica in Ungheria risale addirittura agli anni ’30. Tuttavia, dopo la seconda guerra mondiale, con l’estendersi della cortina di ferro, l’idea di un GP nei territori dell’Unione Sovietica venne abbandonata. Solamente più tardi, negli anni ’80, la Formula 1 cercò di organizzare un evento a Mosca, ma dopo lunghe trattative la scelta ricadde sull’Ungheria, in particolare su Budapest. Venne prima presa in considerazione l’idea di un tracciato cittadino all’interno della città, e successivamente si optò per costruire un complesso a circa 19km di distanza dal centro. Il primo GP disputato su questo tracciato risale al 1986, ma da allora sono state davvero poche le modifiche apportate alla pista fino a oggi. Da ricordare quelle alle curva 3, alla curva 11, e l’allungamento del rettilineo principale. Tutti questi accorgimenti sono stati presi allo scopo di aumentare la spettacolarità della gara, che di solito risulta essere una delle più noiose della stagione. Vi sono però recentemente state numerose edizioni spettacolari, specialmente se le condizioni climatiche mutano improvvisamente. La possibilità di scrosci dovuti a temporali estivi da sempre conferiscono un piacevole scossone alla gara.

Distanza a giro: 4,381km

Numero di curve: 14, otto a destra, sei a sinistra

Senso di marcia: orario

Dati tecnici:

Carico aerodinamico: Basso Medio Alto
Apertura del gas: 50%
Consumo di carburante al giro: 1,43 Kg/giro
Velocità massima: 320 km/h
Possibilità di safety car: 15%
Tempo di percorrenza della pit lane con sosta: 22 secondi
Possibilità di sorpasso: Facile Medio Difficile
Vincitori dalla pole position: 14 su 32 edizioni in questo tracciato
Peggiore posizione di partenza per un vincitore: dodicesimo (Mansell 1989)

Particolarità del tracciato: in questo circuito è decisamente sollecitato il cambio, dove sono necessari 78 cambi di marcia al giro e approssimativamente 3.710 per completare la gara. Le marce più sollecitate sono la quarta e la sesta, mentre l’ottava è utilizzata solamente per risparmiare del carburante. Questa pista è molto impegnativa per i piloti, a causa delle alte temperature che si registrano di solito, e delle numerose brusche accelerazioni da affrontare lungo tutto il giro. La media oraria si aggira attorno ai 187 km/h.

Freni:

Categoria di circuito: Light Medium Hard
Numero di frenate: 11
Tempo speso in frenata: 18%
Energia dissipata in frenata durante il GP: 159 kWh
Carico totale sul pedale del freno durante il GP: 83.300 kg
Frenata più impegnativa: la prima staccata alla curva 1

Gomme:

Gomme 2018: Ultrasoft Supersoft Soft Medium Hard
Stress per le Gomme 1 2 3 4 5
Sollecitazioni Laterali 1 2 3 4 5
Abrasività Asfalto 1 2 3 4 5
Grip Asfalto 1 2 3 4 5
Numero totale di pit stop 2017: 21
Strategia vincente 2017: Supersoft (32) -> Soft (38) Vettel
Stint più lunghi 2017: Supersoft 46 Giri (Palmer) – Soft 62 Giri (Ericsson)

Zona DRS: sul rettilineo principale tra la curva 14 e la curva 1 e tra la curva 1 e la curva 2, entrambe con detection point prima della curva 14

Edizioni precedenti

Ultime 3 edizioni:

Edizione 2015: la mattina del 18 Luglio viene comunicata la morte del pilota Jules Bianchi, in coma da 9 mesi dopo l’incidente di Suzuka. I piloti si raccoglieranno intorno al suo casco prima della partenza, la domenica. Venerdì: subito in spolvero le due Mercedes, con Lewis Hamilton davanti a Nico Rosberg, terzo Kimi Räikkönen con la Ferrari. Nelle FP2 è ancora Hamilton a comandare, ma dietro ci sono le due Red Bull di Kvyat e Ricciardo. Sabato: nelle terze prove libere del mattino ancora l’inglese davanti a Rosberg e Sebastian Vettel. Qualifiche: come immaginabile, Lewis Hamilton domina Q1, Q2 e Q3 e agguanta la 47° pole position in carriera davanti a Nico Rosberg e Sebastian Vettel. Completano la top ten Ricciardo, Räikkönen, Bottas, Kvyat, Verstappen e Grosjean. Gara: al via le due Ferrari scattano rapidamente, tanto che Vettel prende il comando davanti a Rosberg e Räikkönen che, a sua volta, ha sopravanzato Hamilton; già alla terza curva il finlandese della Ferrari passa anche Rosberg. Poco dopo Hamilton, nel tentativo di superare a sua volta Rosberg, esce di pista, e precipita al decimo posto. Tra il 20° ed il 23° passaggio le due Ferrari vanno al cambio gomme, seguite dalle Mercedes. La situazione vede sempre Vettel davanti a Kimi, poi Rosberg, Ricciardo e Hamilton, che ingaggia un aspro duello con l’australiano, sorpassandolo. Al 40° giro noie per la vettura di Räikkönen, che perde potenza e deve cedere a Nico Rosberg, dopo l’ingresso della safety car intervenuta per rimuovere la Force India di Hülkenberg. Negli ultimi giri accade di tutto. Il finlandese della Ferrari è costretto al ritiro, da dietro Ricciardo rimonta ingaggiando battaglia con Rosberg: i due si toccano e sono costretti ai box, con il tedesco ad avere la peggio (all’uscita è solo 7°). Dopo 69 giri Sebastian Vettel vince con la Ferrari, è la sua 41° volta; dietro di lui Kvyat e Ricciardo completano il podio.

Edizione 2016: le Mercedes davanti alle Ferrari. Comincia così il weekend in Ungheria, con Hamilton autore del giro più veloce nelle FP1 del venerdì, il cui rinnovo biennale con la casa di Stoccarda viene annunciato proprio in quei giorni. Le Red Bull inseguono le due coppie di testa. Al pomeriggio Hamilton lascia il posto a Rosberg in cima alla lista dei tempi, concludendo la sessione al quinto posto e in anticipo, dopo un’uscita di pista. Ricciardo è secondo davanti a Vettel e Verstappen. Rosberg non molla la vetta nemmeno al sabato mattina, ma Verstappen, secondo, lo marca stretto a soli 2 millesimi. Terzo giunge Ricciardo, seguito da Hamilton, Raikkonen e Vettel. Qualifiche: una pioggia battente e oltre due ore spese tra pista e box, per decretare il poleman del GP di Ungheria. Alla fine di una sessione estenuante, costellata da quattro bandiere rosse per le continue uscite di pista, il tedesco della Mercedes ha rubato la partenza al palo al compagno di box per 143 millesimi, con Hamilton bloccato da una bandiera gialla causata da Alonso. La seconda fila se l’aggiudicano le due Red Bull, davanti a Vettel, Sainz, Alonso, Button, Hulkenberg e Bottas. Gara: partenza asciutta con le due Mercedes che se la giocano alla prima curva. Hamilton ha la meglio sul rivale Rosberg, che deve difendersi da Ricciardo alle sue spalle. Verstappen e Vettel mantengono la posizione, Alonso guadagna su Sainz. Seguono quindi Button, Bottas e Hulkenberg. Button lamenta problemi di potenza via radio e scivola sul fondo, beccandosi un drive-through per aver violato il regolamento in merito alle comunicazioni con il muretto. Raikkonen intanto attacca Grosjean per la decima posizione. Al giro 20, dopo i primi cambi gomme, Hamilton è sempre al comando seguito da Rosberg, Ricciardo, Vettel, Raikkonen, Verstappen, Perez, Palmer, Magnussen e Alonso. Raikkonen, Perez e le due Renault devono ancora fermarsi. Kvyat deve scontare 5 secondi di penalità per non aver rispettato il limite in entrata della pit lane. A metà gara circa, Hamilton è saldo in prima posizione davanti a Rosberg, Ricciardo, Vettel, Verstappen, Kimi, Alonso, Sainz, Bottas e Perez. Segue un doppio pit stop per Hulkenberg e Palmer, con la Renault che ruba l’undicesima piazza alla Force India in pit lane. Seconda sosta per Hamilton al giro 42, seguito da Vettel. La Mercedes rientra in seconda posizione, la Ferrari quinta dietro alla Rossa di Kimi. Rosberg si ferma al giro successivo e fa di nuovo suo il secondo posto. A 15 giri dal termine Hamilton non si schioda, inseguito da Rosberg, Ricciardo, Vettel, Verstappen, Raikkonen, Alonso, Sainz, Bottas e Hulkenberg. Le fasi finali della gara vedono Vettel avvicinarsi a Ricciardo e più dietro Kimi a Verstappen. Al giro 63 Button si ritira dopo una gara sofferta. Hamilton vince il GP di Ungheria davanti a Rosberg, Ricciardo, Vettel, Verstappen, Raikkonen, Alonso, Sainz, Bottas e Hulkenberg.

Edizione 2017: nella prima sessione di prove libere Antonio Giovinazzi sostituisce Kevin Magnussen al volante della Haas, e Alfonso Celis Jr. è al posto di Esteban Ocon alla Force India. Nelle FP1 svetta la Red Bull di Ricciardo, seguito da Raikkonen e Hamilton. Vettel, autore di un testacoda, chiude solo sesto. Giovinazzi e Grosjean sono entrambi protagonisti di un incidente, con la sessione che terminerà poi in anticipo per i detriti lasciati in pista dalla Renault di Palmer, che ha danneggiato l’ala anteriore dopo il violento passaggio su un cordolo. Nelle FP2 Ricciardo rimane saldo al comando, mentre Vettel risale la china e chiude alle sue spalle, precedendo entrambe le Mercedes. Sessione interrotta anche al pomeriggio, questa volta per l’uscita di pista della Sauber di Wehrlein, uscito fortunatamente illeso dopo avere disintegrato la monoposto contro le barriere. Un altro incidente ha visto coinvolto nuovamente Palmer, mentre Magnussen ha dovuto attendere che i meccanici riparassero la sua Haas dopo l’uscita di Giovinazzi al mattino. Hulkenberg verrà penalizzato di 5 piazze in griglia di partenza per la sostituzione del cambio. Nella notte Felipe Massa accusa un malore e viene trasportato all’ospedale di Budapest per accertamenti: la Williams decide che sarà Paul di Resta a sostituirlo per il resto del weekend. Al sabato mattina la Ferrari sta davanti a tutti, con Vettel che fa suo il record della pista e, a quasi mezzo secondo, Kimi Raikkonen – in pista senza gli aggiornamenti aerodinamici del tedesco. Terzo Bottas, davanti a Verstappen e Hamilton. Qualifiche: proprio di Resta esce di scena già in Q1, così come il compagno di box Stroll. Eliminate anche le due Sauber e Kevin Magnussen con la Haas. Kvyat verrà penalizzato di tre posizioni per avere ostacolato Perez dopo il rientro in pista a seguito di un’uscita in curva 4. In Q2 Lewis Hamilton fa segnare il nuovo record della pista, mentre abbandonano il campo Ocon, Kvyat, Palmer, Perez e Grosjean. La pole position del GP di Ungheria se l’aggiudica Sebastian Vettel, con Raikkonen a fargli compagnia in prima fila. Bottas ottiene invece la terza posizione, mentre Hamilton, lamentatosi di alcune vibrazioni alle gomme, occupa la seconda fila insieme al compagno di box e davanti alle due Red Bull. Hulkenberg, Alonso, Vandoorne e Sainz completano la top ten. Gara: le due Red Bull partono subito aggressive su Hamilton e, arrivati in curva 2, Verstappen effettua un bloccaggio e colpisce il compagno di box, eliminandolo dalla gara. La safety car entra subito in scena, per rientrare poi al sesto giro. All’olandese vengono inflitti 10 secondi di penalità. In pista Vettel guida il gruppo davanti a Raikkonen, Bottas, Verstappen, Hamilton, Sainz, Alonso, Perez e Vandoorne. Al giro 20 c’è il ritiro di Grosjean, causato da una gomma mal fissata al pit stop. Vettel dalla cima lamenta problemi allo sterzo, che tirerebbe verso sinistra. Kimi e Bottas guadagnano così un po’ di terreno sul tedesco. Tra il giro 30 e il giro 33 si fermano ai box Ferrari e Mercedes, con la classifica che rimane invariata. Solo Verstappen passa al comando per una decina di tornate, fin quando anche lui deve fermarsi, per rientrare poi al quinto posto. Le Mercedes intanto sono arrivate sotto alle Rosse. Al giro 42 Bottas lascia sopravanzare Hamilton in curva 1 – con la “promessa” dai box che, in caso di mancato successo sulla Ferrari, la posizione gli verrà restituita -: il britannico va così all’attacco di Kimi, ma il finlandese non mollerà. Vettel vince il GP di Ungheria davanti a Raikkonen e Bottas al quale, come promesso, Hamilton ha restituito la posizione.

Migliore edizione per gli autori:

Edizione 1989: a conquistare la pole position è per la prima volta un pilota non della scuderia di Woking (la quale ne aveva inanellate 16 consecutive), bensì Riccardo Patrese (Williams Renault) davanti al campione del mondo Ayrton Senna (McLaren – Honda), in seconda fila un sorprendente Alex Caffi su Dallara – Cosworth  e Thierry Boutsen, compagno di squadra di Patrese; quinto è Alain Prost, affiancato dalla prima Ferrari di Gerhard Berger, mentre l’altro ferrarista Nigel Mansell è soltanto dodicesimo. Tuttavia, nel warm-up della domenica mattina il Leone d’Inghilterra si dice fiducioso riguardo la gara e con la solita flemma risponde che punta alla vittoria, spiazzando i giornalisti, increduli a quelle parole. Gara: scatta bene Patrese, inseguito da Senna, mentre Caffi cede subito a Berger e Prost, con il francese che poco dopo supera l’austriaco e tenta di riagganciare i primi due. Dietro invece compie una strabiliante rimonta Mansell: con una partenza azzeccata sorpassa subito due vetture e continua imperterrito la sua scalata, sebbene i primi sembrino già lontani. Al 22° giro aggancia Caffi e lo passa, dopo il primo cambio gomme è davanti al compagno di scuderia Berger (che dovrà ritirarsi per noie al cambio), Prost può solo assistere in quanto non tenta nemmeno di bloccare l’avanzata del Leone inglese. Davanti si presentano Patrese e Senna, in lotta sin dal primo giro, ma l’italiano al 53° passaggio deve rallentare per problemi ai radiatori, causa di lì a poco del suo ritiro: soltanto Senna precede Mansell. Al 58° giro, anche “Magic” deve cedere alla Ferrari guidata da un inarrestabile Mansell, che per il sorpasso sfrutta il traffico creato dal doppiaggio di Stefan Johansson (Onyx – Cosworth). Al 77° giro Nigel Mansell taglia il traguardo con oltre venticinque secondi di vantaggio su Senna, mandando il pubblico in visibilio; terzo Boutsen, poi Prost, Cheever, Piquet e Caffi, settimo e fuori dalla zona punti ma primo dei non doppiati quel giorno dal vincitore.

Migliore edizione per i lettori:

Edizione 1998: sull’ostico tracciato ungherese dove le qualifiche sono (quasi) tutto, sono le due McLaren–Mercedes a occupare la prima fila, con Mika Hӓkkinen in pole e David Coulthard secondo; dietro di loro Michael Schumacher con la Ferrari, staccato di 4 decimi, e la Jordan–Honda di Damon Hill. Gara: ottima partenza delle due McLaren, con Schumacher che non può far altro che accodarsi; dietro, Irvine con l’altra Ferrari riesce a scavalcare Hill per la quarta piazza, poi Villeneuve, Frentzen, Wurz, Alesi. Sorprendentemente è la Ferrari del nordirlandese a girare più forte, trascinando con sé tutto il gruppo, ma al 13° passaggio deve dire addio ai sogni di rimonta a causa di un guasto elettronico; il terzetto davanti a lui può così incrementare il proprio vantaggio sugli inseguitori, che erano spinti proprio da Irvine. Dal 24° giro in poi comincia la prima serie di rifornimenti, senza che nulla cambi nelle posizioni di testa, mentre più dietro Frentzen ha problemi al dado di una ruota, costringendo i suoi meccanici a un lungo intervento. Al 28° giro si ritira Jarno Trulli (Prost–Peugeot) per problemi al propulsore. Mossa a sorpresa della Ferrari, che cambia strategia facendo rientrare Schumi ai box per un pit-stop nel corso della 43tornata: ripartito con poco carburante e gomme fresche, stacca parziali record superando Coulthard, dopo che questi è rientrato ai box, e mettendosi a caccia di Hӓkkinen. Così accade che al 46° giro Schumacher sia in testa alla corsa, e Hӓkkinen costretto a inseguirlo; tuttavia quest’ultimo sembra avere dei problemi al cambio e perde vistosamente terreno, costretto a lasciare pista a Coulthard. Seppur con una sosta in più, Schumacher riesce a uscire dalla corsia box primo e portare così a casa la quinta gara stagionale davanti a Coulthard e Jacques Villeneuve (Williams). Solo sesto il finlandese, a causa delle noie al cambio. Si riapre così anche la classifica piloti, con Schumacher a quota 70 e a 7 punti dal leader finnico.

RECORD

Giro prova: 1:16.276 – S Vettel – Ferrari – 2017
Giro gara: 1:19.071 – M Schumacher – Ferrari – 2004
Distanza: 1h35:26.131 – M Schumacher – Ferrari – 2004
Vittorie pilota: 5 – L Hamilton
Vittorie team: 11 – McLaren
Pole pilota: 7 – M Schumacher
Pole team: 8 – McLaren, Ferrari
Migliori giri pilota: 4 – M Schumacher, K Räikkönen
Migliori giri team: 9 – Williams, Ferrari
Podi pilota: 8 – K Räikkönen
Podi team: 22 – McLaren, Ferrari

Albo d’oro

  1. 1936 T Nuvolari – Alfa Romeo
  2. 1986 N Piquet – Williams Honda
  3. 1987 N Piquet – Williams Honda
  4. 1988 A Senna – McLaren Honda
  5. 1989 N Mansell – Ferrari
  6. 1990 T Boutsen – Williams Renault
  7. 1991 A Senna – McLaren Honda
  8. 1992 A Senna – McLaren Honda
  9. 1993 D Hill – Williams Renault
  10. 1994 M Schumacher – Benetton Ford
  11. 1995 D Hill – Williams Renault
  12. 1996 J Villeneuve – Williams Renault
  13. 1997 J Villeneuve – Williams Renault
  14. 1998 M Schumacher – Ferrari
  15. 1999 M Hakkinen – McLaren Mercedes
  16. 2000 M Hakkinen – McLaren Mercedes
  17. 2001 M Schumacher – Ferrari
  18. 2002 R Barrichello – Ferrari
  19. 2003 F Alonso – Renault
  20. 2004 M Schumacher – Ferrari
  21. 2005 K Räikkönen – McLaren Mercedes
  22. 2006 J Button – Honda
  23. 2007 L Hamilton – McLaren Mercedes
  24. 2008 H Kovalainen – McLaren Mercedes
  25. 2009 L Hamilton – McLaren Mercedes
  26. 2010 M Webber – Red Bull Renault
  27. 2011 J Button – McLaren Mercedes
  28. 2012 L Hamilton – McLaren Mercedes
  29. 2013 L Hamilton – Mercedes
  30. 2014 D Ricciardo – Red Bull Renault
  31. 2015 S Vettel – Ferrari
  32. 2016 L Hamilton – Mercedes
  33. 2017 S Vettel – Ferrari

Fonti: Brembo, Pirelli

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