Gran Premio di Germania 2018: anteprima e orari del weekend

Undicesimo appuntamento del Mondiale

Gran Premio di Germania 2018: anteprima e orari del weekend

Orari

Venerdì 20 Luglio

Libere 1: 11:00-12:30 (Sky Sport F1 HD)

Libere 2: 15:00-16:30 (Sky Sport F1 HD)

Sabato 21 Luglio

Libere 3: 12:00-13:00 (Sky Sport F1 HD)

Qualifiche: 15:00 (Sky Sport F1 HD)

Differita integrale alle 20:00 su TV8

Domenica 22 Luglio

Gara: 15:10  ̶  67 giri  ̶  306,458km (Sky Sport F1 HD)

Differita integrale alle 21:30 su TV8

Gara precedente

A casa di Lewis Hamilton, Sebastian Vettel ha spodestato il Re d’Inghilterra dal trono, portandosi a casa una vittoria importante a conclusione di quella che finora è stata senza dubbio la gara più bella della stagione. Il tedesco della Ferrari ha salutato così Silverstone con 8 punti di vantaggio su Lewis in classifica generale, in attesa di un nuovo successo, questa volta a casa sua. Sul podio insieme a lui è salito anche il valoroso compagno di box Kimi Raikkonen, terzo alle spalle di Hamilton e autore a sua volta di una corsa mozzafiato. Il britannico e il finlandese sono stati i veri protagonisti, dopo il contatto al via costato al primo la discesa libera sul fondo della griglia, e all’altro una penalizzazione di dieci secondi. Insomma, 52 giri vissuti costantemente con l’adrenalina addosso, per una corsa finalmente degna di una F1 moderna!

Pronostici di F1GrandPrix.it

Dopo un anno la F1 torna a fare tappa in Germania, a Hockenheim, a meno di un’ora da casa di Sebastian Vettel. Dopo Lewis ora è il turno di Seb, che siamo certi non vorrà ricambiare il favore al rivale della Mercedes, lasciandolo vincere davanti ai propri tifosi. Sul tracciato tedesco i piloti affronteranno fin da subito diverse incognite: rispetto all’ultima edizione infatti le cose sono decisamente cambiate, dalle monoposto alle gomme, che per questa occasione Pirelli ha deciso di selezionare come in Cina, con il salto di mescola dalle soft alle ultrasoft – oltre alla gomma medium. Le FP1 saranno quindi terreno di avanscoperta, in attesa di capire chi riuscirà a destreggiarsi al meglio tra i lunghi rettilinei e le curve più tecniche e strette del Motodrom. La lotta Mercedes – Ferrari proseguirà quasi sicuramente ad armi pari anche in questa occasione, mentre sarà interessante vedere come alle loro spalle si comporteranno la Red Bull, sempre più spesso ago della bilancia in questo Mondiale 2018, e il gruppo degli “altri” – Renault, Force India e Haas – in lotta per conquistarsi il titolo di inseguitori ufficiali.

Circuito

Nome: Hockenheimring

Luogo: Hockenheim, Land Baden Wüttemberg, Germania

Costruzione: il progetto e la prima pista risalgono agli anni Trenta. Inizialmente lungo 12 kilometri, il tracciato ha subito numerose modifiche nel corso degli anni, anche per garantire una maggiore sicurezza ai piloti (non sono mancati infatti degli incidenti mortali su questa pista, come quello di Jim Clark o Patrick Depailler). Il circuito attuale è frutto di drastiche modifiche effettuate nel 2002, in nome dello spettacolo e di un maggior numero di giri a gara. Il vecchio tracciato è stato smantellato tra le proteste degli appassionati.

Distanza a giro: 4,574km

Numero di curve: 16, nove a destra e sette a sinistra

Senso di marcia: orario

Dati tecnici:

Carico aerodinamico: Basso Medio Alto
Apertura del gas: 68% del giro
Consumo di carburante al giro: 1.49 Kg/giro
Velocità massima: 320 km/h
Possibilità di safety car: 20%
Tempo di percorrenza della pit lane con sosta: 19 secondi
Possibilità di sorpasso: Facile Medio Difficile
Vincitori dalla pole position: 6 su 10 edizioni in questo tracciato
Peggior posizione di partenza per un vincitore: terzo (Alonso 2005)

Particolarità del tracciato: su questo tracciato si effettuano 51 cambi di marcia al giro, arrivando ad un totale di circa 3.400 cambi di marcia nell’intera gara.

Freni:

Categoria di circuito: Light Medium Hard
Numero di frenate: 8
Tempo speso in frenata: 19% del giro
Energia dissipata in frenata durante il GP: 123 kWh
Carico totale sul pedale del freno durante il GP: 58.000 kg
Frenata più impegnativa: la terza staccata alla curva 6, tornantino Spitzkehre

Gomme:

Gomme 2018: Ultrasoft Supersoft Soft Medium Hard
Stress per le gomme 1 2 3 4 5
Sollecitazioni laterali 1 2 3 4 5
Abrasività asfalto 1 2 3 4 5
Grip asfalto 1 2 3 4 5
Numero totale di Pit 2016: 60
Strategia vincente 2016: Supersoft (14) -> Soft (20) -> Supersoft (13) -> Soft (20) Hamilton
Stint più lunghi 2016: Supersoft 23 giri (Grosjean) – Soft 33 giri (Bottas)

Zona DRS: tra curva 4 e curva 6, la cosiddetta Parabolika, con detection point appena dopo la curva 4; sul rettilineo principale, tra la curva 17 e la curva 1, e tra curva 1 e curva 2, entrambi con detection point dopo curva 16.

Edizioni precedenti

Ultime 3 edizioni:

Edizione 2013: si risolve la controversia sul caso Pirelli, con il ritorno a strutture in kevlar e un maggior controllo riguardo la pressione degli pneumatici e la loro inversione sinistra – destra da parte della FIA; si corre, come consueta alternanza, al Nürburgring il quale aveva quasi visto sfumare la sua presenza per mancanza di fondi. Prove libere 1: il duo Mercedes Hamilton – Rosberg si impone nella prima sessione del venerdì, mentre nella seconda è la Red Bull con Sebastian Vettel a far registrare il miglior tempo; infine, nelle FP3 del sabato, è ancora Vettel il più veloce davanti a Rosberg. Qualifiche: in Q2 esce a sorpresa Rosberg, mentre in Q3 il suo compagno di scuderia Hamilton agguanta a sorpresa la pole position, battendo le due Red Bull e le due Lotus di Rӓikkӧnen e Grosjean, settima e ottava le due Ferrari di Massa e Alonso. Gara: Hamilton in partenza nulla può contro la supremazia Red Bull e deve lasciare loro strada, mentre dietro Massa è autore di un sorpasso ai danni di Daniel Ricciardo (Toro Rosso – Ferrari). Tuttavia il brasiliano sarà costretto al ritiro in seguito a un testacoda tre giri più tardi. Al sesto giro comincia il primo cambio gomme con Hamilton, Vettel, il duo Lotus e Webber. Sulla vettura dell’australiano però, una ruota viene fissata male e alla ripartenza si stacca colpendo in pieno un cameraman, che rimane lievemente ferito. Webber perde così altro tempo ai box mentre Vettel conduce tranquillamente davanti alle due Lotus. Paura al 22° giro, quando la vettura di Bianchi, parcheggiata sull’erba in seguito al cedimento del propulsore, viene lasciata in folle e scivola in pista attraversandola, fortunatamente senza conseguenze. Questo causa però l’entrata della Safety Car per ben 7 giri. Alla ripartenza poco cambia nelle prime tre posizioni, se non i distacchi: sulla linea del traguardo vince Vettel con Kimi a un secondo, terzo Grosjean, inseguito a due secondi di distanza da un Alonso in rimonta.

Edizione 2014: la FIA bandisce l’utilizzo del FRIC, il sistema che regola le sospensioni anteriori e quelle posteriori garantendo maggiori performance in curva. Nelle prime prove libere del venerdì la Mercedes di Nico Rosberg precede quella di Lewis Hamilton, seguiti a due decimi dalla Ferrari di Fernando Alonso. Nelle FP2 è invece Hamilton a precedere il tedesco, mentre alle loro spalle questa volta c’è Daniel Ricciardo con la Red Bull. Sabato: le FP3 vedono la stessa situazione delle prime prove libere. Qualifiche: durante le Q1 Lewis Hamilton va a sbattere contro le protezioni dopo essere uscito di pista. Rosberg ha così campo libero e guadagna la partenza al palo davanti alle Williams di Valtteri Bottas e Felipe Massa; seguono Magnussen, Ricciardo, Vettel, Alonso, Kvyat, Hülkenberg e Pérez. Gara: safety car subito al primo giro per un contatto tra Magnussen e Massa, il brasiliano ha la peggio con un capottamento dal quale  fortunatamente esce illeso. Alla ripartenza le posizioni di testa non cambiano, mentre da dietro Hamilton recupera in fretta: partito ventesimo, dopo dieci giri è già nella top ten. Riesce ad arrivare sino alla seconda posizione prima della sua sosta al giro 29, rientrando comunque settimo. Al trentatreesimo giro secondo pit stop per Alonso, imitato un giro dopo da Vettel. Il tedesco rientra davanti allo spagnolo, che però lo passa subito. Al giro 37 tutti e due superano Hülkenberg. Tra il giro 40 e il giro 42 effettuano la seconda sosta Bottas, Rosberg e Hamilton. Vettel effettua il terzo pit stop al giro 45, monta gomme soft (il tedesco viene così passato da Hamilton). Poco dopo va a fuoco la vettura di Kvyat, mentre al giro 50 Adrian Sutil ferma la sua Sauber sul rettilineo dei box dopo un testacoda: la Direzione gara decide di non inviare in pista la vettura di sicurezza. Al cinquantaquattresimo giro Ricciardo passa Hülkenberg, e un giro dopo anche Alonso fa il suo terzo cambio gomme; ciò consente a Hamilton di scalare in terza posizione. Un giro dopo l’australiano della Red Bull Racing supera pure Button, ed è quinto. Button cede una posizione ad Alonso che è poi capace di passare anche Ricciardo e installarsi al quinto posto, dopo un lungo duello con l’australiano. Nico Rosberg vince per la settima volta nel Mondiale, davanti a Valtteri Bottas e Lewis Hamilton.

Edizione 2016: il GP di Germania torna in calendario dopo un anno di assenza. L’ultima edizione, nel 2014, si era tenuta proprio all’Hockenheimring. Nelle FP1 del venerdì Esteban Ocon sostituisce Jolyon Palmer alla Renault, mentre Charles Leclerc prende il posto di Esteban Gutiérrez alla Haas. Nelle Libere 1 Rosberg e Hamilton  prendono il largo sugli avversari, con il britannico costretto inoltre per molto tempo ai box a causa di un problema alla sospensione anteriore. Dietro alla coppia Mercedes si accodano Ferrari, Red Bull, McLaren e le due Toro Rosso. Al pomeriggio Rosberg rimane in testa, con Hamilton e Vettel alle sue spalle, mentre Hulkenberg si intasca il settimo tempo in coda a Ferrari e Red Bull. Al sabato mattina Rosberg non molla la presa, e Hamilton è a 57 millesimi. Ricciardo è terzo, davanti alle due Ferrari. La Mercedes viene multata di 10.000 euro per colpa di Hamilton, che in uscita dalla pit lane ha tagliato la strada alla Haas di Grosjean: il francese finisce poi in testacoda per un guasto al cambio, che dovrà essere sostituito, con conseguente penalizzazione di 5 piazze in griglia. Qualifiche: in Q1 il miglior tempo è opera di Hamilton, che precede di due decimi il compagno di box Rosberg, mentre vengono eliminati Magnussen, le due Manor, Kvjat, e il duo della Sauber. Le Mercedes monopolizzano anche la Q2, mentre abbandonano il campo McLaren, Haas, Carlos Sainz – che verrà penalizzato di 3 posizioni per avere ostacolato Massa – e Palmer. Al primo passaggio in Q3 Hamilton è il più veloce, e Rosberg viene bloccato da un problema elettronico. Ma il tedesco della Mercedes riuscirà comunque a portare a casa la pole position, con Hamilton secondo alle sue spalle. Il terzo posto spetta a Ricciardo, partente dalla seconda fila insieme a Verstappen. Raikkonen, Vettel, Hulkenberg, Bottas, Perez e Massa completano le prime dieci posizioni. Hulkenberg perderà poi una piazza: il suo team ha restituito un treno di gomme diverso da quello indicato. Gara: allo spegnersi dei semafori Rosberg non è abbastanza lesto e Hamilton subito ne approfitta per portarsi al comando. Ma nemmeno le Red Bull si fanno attendere, con Verstappen che passa inoltre il compagno di squadra, guadagnando subito la seconda posizione. Alle spalle di Rosberg, scivolato così quarto, seguono le due Ferrari e Bottas. Al giro 11 Verstappen è il primo a passare dai box, insieme a Rosberg. Poco dopo tocca quindi a Ricciardo, Vettel e Hamilton. Le posizioni in pista non cambiano. Al ventisettesimo giro Rosberg pitta nuovamente, con Verstappen che lo segue un giro dopo. Una volta in pista, al giro 30, il tedesco strappa la posizione all’olandese della Red Bull, ma verrà poi penalizzato di 5 secondi per averlo ostacolato in curva al momento del sorpasso. Dopo la seconda tranche di pit stop Hamilton prosegue al comando davanti a Rosberg, Verstappen, Ricciardo, le due Ferrari e Hulkenberg. Ricciardo passa Verstappen e si mette all’inseguimento di Rosberg, che si fermerà al 44esimo giro per scontare la penalizzazione, rientrando quarto. Lewis Hamilton vince per la quarantanovesima volta il GP di Germania, davanti a Ricciardo, Verstappen, Rosberg, Vettel e Raikkonen.

Migliore edizione per gli autori:

Edizione 1976: nella prima giornata di prove il miglior tempo appartiene a James Hunt. Il suo diretto inseguitore, Niki Lauda, fa segnare il secondo crono davanti a Patrick Depailler, Hans – Joachim Stuck e Clay Regazzoni. Il sabato una leggera pioggia disturba le prove, tanto che nessuno dei piloti di testa riesce a migliorare il proprio tempo. Hunt conquista così la pole numero 5, proprio davanti a Lauda. Gara: la pioggia fa la sua apparizione sul tracciato pochi minuti prima della partenza, posticipata per la necessità di riparare delle protezioni danneggiate. Tutti i piloti scelgono così gomme da bagnato. Alla partenza il comando della gara viene preso da Regazzoni, mentre Lauda parte male e scivola in ottava posizione. Al termine della prima tornata molti piloti decidono di cambiare gli pneumatici per passare a quelli da asciutto, tranne il battistrada Ronnie Peterson e Regazzoni. Il dramma accade al secondo giro, quando Lauda sbanda alla Bergwerk perdendo il controllo della sua Ferrari. La vettura parte verso destra, colpisce la nuda roccia a lato del circuito e rimbalza in mezzo alla pista prendendo fuoco: viene colpita dalla vettura di Harald Ertl e da quella di Brett Lunger.  I piloti che nel frattempo giungono sulla scena scendono dalle loro auto e riescono a estrarre Lauda dalla vettura a fuoco, tra questi anche l’italiano Arturo Merzario. Lauda, con brutte ferite e ustioni, viene portato immediatamente via elicottero all’ospedale, dove nei giorni seguenti lotterà tra la vita e la morte. Alla ripartenza, due ore più tardi, non è concesso utilizzare il muletto, mentre Chris Amon decide di non scendere in pista per l’assenza di sicurezza lungo il tracciato. A vincere alla fine è James Hunt su McLaren, che senza il diretto rivale Lauda, e il ritiro di un ottimo Peterson, ha la strada spianata, distaccando di oltre venti secondi Jody Scheckter (Tyrrell – Cosworth) e il compagno di squadra Jochen Mass. Sarà questa l’ultima edizione di Formula Uno corsa sulla Nordschleife.

Migliore edizione per i lettori:

Edizione 2004: nelle qualifiche è Michael Schumacher a dominare con la Ferrari, conquistando la pole nel GP di casa; dietro di lui parte Juan Pablo Montoya (Williams – BMW), staccato di quasi 4 decimi a causa di un errore nell’ultimo settore. Terzo sarebbe dovuto partire Button su BAR – Honda, ma la sostituzione del cambio lo fa retrocedere di 10 posizioni, lasciando la seconda fila ai due della McLaren – Mercedes, Kimi Rӓikkӧnen e David Coulthard. Gara: il poleman Schumacher scatta bene mantenendo la testa della corsa mentre dietro di lui si posiziona un sorprendente Alonso, che dalla quinta casella riesce a sorpassare i due della McLaren e Montoya, a sua volta autore di una pessima partenza che lo relega in settima posizione. Un contatto tra Coulthard e Barrichello costringe il brasiliano a rientrare ai box per sostituire il musetto danneggiato; un giro più tardi Rӓikkӧnen sorpassa Alonso e tenta di colmare il gap con il leader della corsa, mentre Montoya si porta sesto passando Webber. Al nono giro comincia il valzer dei pit stop: Alonso è il primo, poi Schumacher e infine Kimi, che fa segnare il giro veloce in gara e sembra poter raggiungere il tedesco. Tuttavia deve dire addio ai suoi sogni a causa del cedimento dell’alettone posteriore al tredicesimo giro, con conseguente schianto della monoposto contro le barriere: fortunatamente il finlandese ne esce illeso. Al 21° passaggio fuoripista di Montoya, con Button che se ne avvantaggia portandosi quarto. Grazie all’ottima strategia di gara l’inglese riesce a guadagnare anche la terza posizione dopo la seconda sosta ai box, in cui l’ultimo a rientrare era stato proprio lui. Sorpassato Coulthard, accenna quindi a un duello con Alonso, ma lo spagnolo non lascia spazio e Button deve rinunciare all’attacco diretto; si va così alla terza sosta. È il pilota Renault a essere ancora davanti, ma per poco: al 52° giro Button riesce a soffiargli la seconda posizione guadagnando in breve tempo un certo margine con cui si garantisce il secondo gradino del podio. Vince Schumacher davanti a uno strepitoso Button (da 13° a 2°) e a Fernando Alonso, che negli ultimi giri deve guardarsi da Coulthard, riuscendo a portare a casa la terza piazza.

RECORD

Giro prova: 1:13.780 – K Raikkonen – McLaren – 2004
Giro gara: 1:18.442 – D Ricciardo – Red Bull Racing – 2016
Distanza: 1h30:44.200 – L Hamilton – Mercedes – 2016
Vittorie pilota: 4 – M Schumacher
Vittorie team: 21 – Ferrari
Pole pilota: 4 – J Clark, J Ickx
Pole team: 19 – Ferrari
Migliori giri pilota: 5 – M Schumacher
Migliori giri team: 17 – Ferrari
Podi pilota: 7 – M Schumacher
Podi team: 51 – Ferrari

Albo d’oro

  1. 1926 R Caracciola – Mercedes
  2. 1927 O Merz – Mercedes
  3. 1928 R Caracciola, C Werner – Mercedes
  4. 1929 L Chiron – Bugatti
  5. 1931 R Caracciola – Mercedes
  6. 1932 R Caracciola – Alfa Romeo
  7. 1934 H Stuck – Auto Union
  8. 1935 T Nuvolari – Alfa Romeo
  9. 1936 B Rosemeyer – Auto Union
  10. 1937 R Caracciola – Mercedes
  11. 1938 R Seaman – Mercedes
  12. 1939 R Caracciola – Mercedes
  13. 1950 A Ascari – Ferrari
  14. 1951 A Ascari – Ferrari
  15. 1952 A Ascari – Ferrari
  16. 1953 N Farina – Ferrari
  17. 1954 J Fangio – Mercedes
  18. 1956 J Fangio – Ferrari
  19. 1957 J Fangio – Maserati
  20. 1958 T Brooks – Vanwall
  21. 1959 T Brooks – Ferrari
  22. 1960 J Bonnier – Porsche
  23. 1961 S Moss – Lotus Climax
  24. 1962 G Hill – BRM
  25. 1963 J Surtees – Ferrari
  26. 1964 J Surtees – Ferrari
  27. 1965 J Clark – Lotus Climax
  28. 1966 J Brabham – Brabham Repco
  29. 1967 D Hulme – Brabham Repco
  30. 1968 J Stewart – Matra Ford
  31. 1969 J Ickx – Brabham Ford
  32. 1970 J Rindt – Lotus Ford
  33. 1971 J Stewart – Tyrrell Ford
  34. 1972 J Ickx – Ferrari
  35. 1973 J Stewart – Tyrrell Ford
  36. 1974 C Regazzoni – Ferrari
  37. 1975 C Reutemann – Brabham Ford
  38. 1976 J Hunt – McLaren Ford
  39. 1977 N Lauda – Ferrari
  40. 1978 M Andretti – Lotus Ford
  41. 1979 A Jones – Williams Ford
  42. 1980 J Lafitte – Ligier Ford
  43. 1981 N Piquet – Brabham Ford
  44. 1982 P Tambay – Ferrari
  45. 1983 R Arnoux – Ferrari
  46. 1984 A Prost – McLaren TAG
  47. 1985 M Alboreto – Ferrari
  48. 1986 N Piquet – Williams Honda
  49. 1987 N Piquet – Williams Honda
  50. 1988 A Senna – McLaren Honda
  51. 1989 A Senna – McLaren Honda
  52. 1990 A Senna – McLaren Honda
  53. 1991 N Mansell – Williams Renault
  54. 1992 N Mansell – Williams Renault
  55. 1993 A Prost – Williams Renault
  56. 1994 G Berger – Ferrari
  57. 1995 M Schumacher – Benetton Renault
  58. 1996 D Hill – Williams Renault
  59. 1997 G Berger – Benetton Renault
  60. 1998 M Hakkinen – McLaren Mercedes
  61. 1999 E Irvine – Ferrari
  62. 2000 R Barrichello – Ferrari
  63. 2001 R Schumacher – Williams BMW
  64. 2002 M Schumacher – Ferrari
  65. 2003 J Montoya – Williams BMW
  66. 2004 M Schumacher – Ferrari
  67. 2005 F Alonso – Renault
  68. 2006 M Schumacher – Ferrari
  69. 2008 L Hamilton – McLaren Mercedes
  70. 2009 M Webber – Red Bull Renault
  71. 2010 F Alonso – Ferrari
  72. 2011 L Hamilton – McLaren Mercedes
  73. 2012 F Alonso – Ferrari
  74. 2013 S Vettel – Red Bull Renault
  75. 2014 L Hamilton – Mercedes
  76. 2016 L Hamilton – Mercedes

Fonti: Brembo, Pirelli

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