GP Singapore: Analisi del Weekend di Marina Bay

GP Singapore: Analisi del Weekend di Marina Bay

Il Gran Premio di Singapore può essere considerato come il vero importante crocevia della stagione 2014 perché riporta la situazione per la lotta al titolo mondiale in totale equilibrio.

Forse in Mercedes da ora in poi non si parlerà più di crediti nei confronti della fortuna da parte dei due piloti: il ritiro di Nico Rosberg a causa di problemi elettronici che hanno colpito il suo volante mette il conto in pareggio fra i due alfieri delle frecce d’argento. Il vero peccato sta nel fatto che probabilmente questo ritiro ci ha privato di una lotta serrata per la prima posizione che, una volta fuori gioco Rosberg, Lewis Hamilton non ha avuto difficoltà nell’amministrare e riconquistare nei confronti di Sebastian Vettel dopo l’entrata della Safety Car. Sì perché i 7 millesimi che hanno diviso i due in qualifica al sabato ci hanno dato la dimensione di quanto siano vicini e di quanto da qui in avanti ogni minimo dettaglio sarà fondamentale per la conquista del titolo. Con questo 25 a 0 Lewis Hamilton si porta in vantaggio di 3 punti sul compagno di squadra a 5 gare dal termine. Potete stare certi che, visto anche i doppi punti che verranno assegnati nella gara conclusiva, il mondiale si giocherà fino all’ultima curva.

Ottimo week end per il team Red Bull che completa il podio con Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo. Alla vigilia c’era grande fiducia nel team circa le possibilità di portare a casa addirittura una vittoria ma la realtà ha messo in mostra una Red Bull molto vicina alle Mercedes in qualifica (meno di due decimi il distacco fra Ricciardo terzo e Hamilton), ma inferiore sul passo gara. Per una volta Sebastian Vettel finisce davanti al compagno di squadra che negli ultimi giri si fa pericoloso ma non riesce a mettere a segno il sorpasso sul tedesco in crisi con gli pneumatici. Un Vettel in crescita (e dato vicino alla Ferrari) è la migliore notizia per il team anglo-austriaco che si prepara ad affrontare la pista di Suzuka (congeniale alle caratteristiche della monoposto) con fiducia.

Week end agro dolce in casa Ferrari. Reduce dal disastroso gran premio di Monza, la Rossa vista nelle prove libere e in qualifica sembrava aver ritrovato la forma, con Alonso quinto (a meno di tre decimi da Hamilton) e un Raikkonen in palla fermato per problemi elettrici sulla sua power unit. In gara lo spagnolo riesce a guadagnare posizioni alla partenza piazzandosi terzo subito dietro Vettel e con la strategia al pit stop riesce a sopravanzare il tedesco. Probabilmente l’errata scelta della mescola delle gomme (super soft anziché soft) e la sfortunata entrata della Safety Car sono costate un sicuro podio per lo spagnolo che ancora una volta ha dimostrato quanto bene si trovi su questo difficile circuito e di come le voci sul suo futuro non lo condizionano per nulla una volta dentro l’abitacolo. La gara di Raikkonen è stata invece in ombra poiché è rimasto imbottigliato nel traffico nonostante un buon primo stint, che lo ha visto giungere all’ottavo posto finale.
Si sapeva che sarebbe stato un week end difficile per la Williams e le prove libere del venerdì avevano confermato questa impressione. Ma nonostante ciò Felipe Massa conquista un ottimo quinto posto dopo essere partito dalla sesta piazza, mentre invece il compagno di squadra Bottas finisce al di fuori della zona punti in undicesima posizione a causa di un degrado delle gomme che non gli ha permesso di battagliare nelle curve finali della gara. Per Massa si è trattato di una gara solida condita da un bel sorpasso sulle Mclaren nelle fasi iniziali della corsa, che permette al team di difendere la terza posizione nel mondiale costruttori minacciata dalla Ferrari, con i due team separati da appena 9 punti.

Straordinaria gara per Jean-Eric Vergne. Il francese, scaricato dalla Red Bull e in cerca di un sedile per la prossima stagione, mette in mostra tutto il suo talento con una gara entusiasmante e ricca di sorpassi nelle fasi finali facilitati dalla gomma super soft, con la sesta posizione finale nonostante i 5 secondi di penalità per aver tratto un vantaggio superando i limiti del tracciato. Questi 8 punti sono importanti per il francese e per tutto il team italiano, che ha colto un risultato impensabile alla vigilia. Il compagno di squadra del francese Daniil Kvyat finisce ben lontano dalla zona punti (quattordicesimo) a causa di problemi di disidratazione dal momento che il giovane pilota russo non riusciva a bere durante la corsa. Una gara dura e difficile quindi per il rookie, su un circuito che da questo punto di vista non perdona ma siamo sicuri che il giovane pilota cercherà il riscatto sin dalla prossima gara.

Buon week end per la Force India che vede entrambi i piloti finire in zona punti. Nonostante una brutta qualifica in cui Nico Hulkenberg e Sergio Perez non sono andati rispettivamente oltre la tredicesima e la quindicesima posizione, in gara entrambi rimontano con il messicano che fa meglio del tedesco finendo al settimo posto contro il nono posto del compagno. Ma ancora una volta Sergio Perez si è dimostrato un pilota spettacolare regalando belle manovre di sorpasso grazie alle gomme soft, nonostante avesse distrutto l’ala anteriore a seguito di un contatto con Sutil. Una gara importante per il team che riesce a trovare l’allungo in classifica costruttori in quinta posizione con 117 punti contro i 111 della Mclaren.

Brutto week end per la Mclaren che raccoglie un misero punto con Kevin Magnussen, mentre il suo compagno più esperto di box non è riuscito a vedere la bandiera a scacchi a causa di problemi patiti alla power unit. Kevin Magnussen oltre a lottare con gli avversari in pista si è visto costretto a fare i conti con il caldo. Il giovane rookie ha spiegato al termine della corsa di come la temperatura nell’abitacolo si sia alzata improvvisamente, provocandogli scottature che ha cercato di contrastare durate il regime di Safety Car ponendo le braccia al di fuori dell’abitacolo alla ricerca di aria fresca. Considerato tutto ciò possiamo dire che ha ottenuto un gran risultato viste le condizioni in cui si è trovato costretto a correre.

Per quanto riguarda gli altri dalla tredicesima posizione in giù troviamo Pastor Maldonado (per una volta davanti al compagno di squadra), Romain Grosjean, Daniil Kvyat, Marcus Ericsson, Jules Bianchi e Max Chilton. Ritirati oltre ai già citati Button e Rosberg: Kamui Kobayashi e i due piloti Sauber Esteban Gutierrez e Adrian Sutil.

Davide Gambardella

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1 commento
  1. stefanoabbadia

    24 Settembre 2014 at 12:16

    un solo commento…purtroppo il declino Ferrari (a dispetto di quanto ostinatamente Voi giornalisti continuate a far finta di credere e concretamente scrivete) è in caduta libera…Non si capisce come si possa dire che qui sono andati benino…o addirittura che senza la safety avrebbero potuto fare meglio, la realtà andrebbe descritta per quello che è, quindi:
    -se Alonso non avesse fatto quella partenza…lungo compreso…portando via di fatto la posizione a Ricciardo..beh..
    – se Rosberg non avesse avuto problemi…Alo sarebbe un passo più indietro
    – Se le Williams che solitamente sono superiori alla Ferrari non avessero sbagliato la strategia..Alo sarebbe due passi più indietro
    -A questo punto acetto anche il loro SE..se la safety non fosse intervenuta forse avrebbero guadagnato UNA posizione…ma tenete conto dei tanti se degli altri!!!!

    Inoltre ho notato che dopo 86 gp senza problemi tecnici..beh..dal dopo Marmorini..sono bastati due o tre gp a farli emergere..pure quelli

    Per concludere chiedo a voi tanti lettori che date la colpa al solo motore di guardare (GUARDARE) con gli occhi le fotografie presenti anche in questo sito (per esempio in primo piano nell’articolo dove Mattiacci dice che Alo resterà in Ferrari) beh..ma lo vedete l’alettone posteriore quanto è carico e dritto? per tenere un pochino in strada sta vettura che aerodinamicamente fa pena? lo capite che con un’ala cosi in rettifilo si perdono almeno 30 cavalli? avete provato a vedere le stesse fotografie nello stesso GP della RB? ..beh..l’ala dietro…è molto molto meno carica…
    Quindi è colpa del motore poco potente….o..di un’aereodinamica e un telaio inesistenti che richiedono maggiore carico aerodinamico sacrificando ulteriormente un motore gia fiacco per volere degli aerodinamici che avevano preteso determinate dimensioni? eh?…

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