GP Canada: anteprima e orari tv

GP Canada: anteprima e orari tv

Dopo due anni il circus della Formula 1 ritorna in Canada sul circuito Gilles Villeneuve di Montreal sull’isola di Notre Dame. Era dal 2008 che la Formula 1 non tornava nel paese dell’acero, infatti per questioni contrattuali ed organizzative lo scorso anno la consueta tappa di inizio estate in nord America saltò.

Il carrozzone a quattro ruote giunge in Quebec dopo un intenso Gran Premio di Turchia conclusosi tra strascichi polemici. Le due Red Bull hanno offerto ancora una volta una prova della loro schiacciante superiorità ma… la vittoria è andata a Lewis Hamilton con Button in seconda posizione, la McLaren così si è presa la seconda doppietta stagionale. Ma cosa è successo?

Le due Red Bull di Mark Webber e Sebastian Vettel hanno avuto la situazione sotto controllo per tutta la gara e si preannunciava l’ennesima doppietta del team angloaustriaco, ma al 40esimo giro il fattaccio: Vettel tenta un sorpasso impossibile ai danni del compagno di squadra che non molla di un millimetro, un impercettibile scatto di Vettel verso Webber causa la collisione. Risultato? Vettel ritirato, Webber terzo.

Nell’imminenza dell’episodio la contrarietà di Vettel è stata evidente, anche se, ad onor del vero, è proprio il tedesco ad avere le maggiori colpe, con Webber che ha solo tenuto la sua traiettoria, legittimamente. In McLaren stava per succedere qualcosa di simile con Button che ha attaccato Hamilton, che poi ha risposto, ma a Woking hanno dimostrato di saper tenere la testa a posto e non ci sono state conseguenze.

E la Ferrari? Sarebbe il caso di stendere un velo pietoso sulle prestazioni, che definire oscene sarebbe come complimentarsi, offerte dal cavallino in quel di Istanbul, ma per dovere di cronaca non lo facciamo. La Ferrari sin dalle prove libere del venerdì non ha dato la benché minima impressione di poter lottare con le squadre di vertice, in qualifica poi il disastro: Alonso eliminato in Q2 (complice anche un suo errore) e Massa mestamente ottavo nella Q3. Il tutto condito da una gara totalmente anonima, pochissime le inquadrature riservate alla Ferrari, con Massa che ha concluso settimo e Alonso ottavo.

Insomma la situazione a Maranello si sta facendo preoccupante. Per tutto l’inverno gli uomini Ferrari avevano rassicurato i tifosi circa l’ottimo stato di forma della squadra, si è battuto il tasto dello sviluppo interrotto a metà 2009 per puntare tutto sul 2010, ecc… e invece, a parte la prima gara, dove sì effettivamente il cavallino era molto vicino alla Red Bull, il prosieguo è stata una vera involuzione.

I problemi della Ferrari sembrano sempre gli stessi di anno in anno: si parte con una macchina molto forte, ma a lungo andare il vantaggio iniziale si perde e ci si fa rimontare dalla concorrenza. Basti pensare che ad Istanbul la Ferrari non solo è stata nettamente più lenta di Red Bull e McLaren, ma ha preso paga anche dalla Mercedes e perfino dalla Renault. Sarebbe il caso di concentrarsi su prorpie idee invece che scopiazzare, tra l’altro male, quelle degli altri come il sistema F-duct.

La festa per l’ottocentesimo Gran Premio della Scuderia si è trasformata in un incubo. Stefano Domenicali invita tutti alla calma, ma l’impressione è che più che di calma, la Ferrari necessiti di duro lavoro, per rispetto alla sua storia e alla passione dei propri tifosi.

Tornando al Gran Premio del Canada, la prima edizione fu organizzata nel 1967 in occasione dell’Esposizione Universale di Montreal. La gara, che vide una doppietta della squadra Brabham con Jack davanti a Hulme, poi vincitore nel 1968, fu disputata sul circuito di Mosport, spesso definito una specie di Nurburgring in miniatura che per diversi anni, fino al 1977, fu la sede principale del Gran Premio.

Un paio di edizioni si corsero sullo splendido e pericoloso tracciato di Mont Trembant a S. Jovite, dove Ickx nel 1968, per un errore di montaggio dei meccanici, disse addio al possibile titolo mondiale fratturandosi una gamba in prova alla curva in discesa chiamata significativamente “curva del diavolo”. Il belga, dopo aver vinto l’edizione ’69 a Mosport, si prese la sua personale rivincita nel ’70 vincendo anche a Mont Tremblant, pista su cui la Formula 1 non rimise più le gomme.

Stewart fece doppietta a Mosport nel biennio 71-72, mentre nel 1973 il caos regna sovrano a causa della pioggia che manda in tilt i cronometristi e la F1 per la prima volta fa la conoscenza della “pace car” (in Europa conosciuta come safety car): alla fine viene dichiarato vincitore Revson, ma ancora oggi ci sono fondatissimi motivi per ritenere Fittipaldi il legittimo vincitore, che l’anno successivo trionferà senza contestazioni.

Nel 1975, per la prima volta, una gara del Mondiale di F1 viene annullata per contrasti economici tra Ecclestone e gli organizzatori: i rapporti di forza, ovviamente economici, stanno cambiando, e il Canada perde per un anno il suo Gran Premio.

Nel 1978 viene inaugurato il nuovo circuito semipermanente dell’isola artificiale di Notre Dame, e a vincere, tra l’incontenibile gioia del pubblico locale, è proprio il canadese Gilles Villeneuve su Ferrari, che l’anno dopo manca per poco il bis, superato da Jones che si ripete anche nel 1980. Laffite vince nell 1981, anno in cui Villeneuve arriva incredibilmente terzo dopo aver corso mezza gara sotto il diluvio con l’ala anteriore piegata verso l’alto a impedirgli la visuale e poi volata via del tutto. Fu l’ultima apparizione di Gilles su quel circuito che dall’anno successivo prese il suo nome.

Purtroppo proprio nel 1982 alla partenza avviene l’incidente mortale del giovane debuttante Riccardo Paletti, che tampona la Ferrari di Pironi rimasta ferma sulla griglia; vince Piquet, che nel 1991 sarà il primo a raggiungere quota 3 vittorie in Canada, ottenendo proprio su questa pista il suo ultimo trionfo in Formula 1, grazie al ritiro all’ultimo giro del suo vecchio rivale Nigel Mansell, che troppo distratto a salutare il pubblico, dimenticò di scalare le marce e spense la macchina.

Il primato di Piquet viene poi polverizzato da Michael Schumacher che totalizzerà ben 7 vittorie (solo la prima con la Benetton, tutte le altre su Ferrari) tra il 1994 e il 2004. Una delle poche edizioni di quel decennio “mancate” da Schumi è il 1999, anno dell’unica vittoria di Hakkinen su questa pista e del curioso primato “ottenuto” dal muro all’uscita della chicane prima del traguardo, perché gli altri tre campioni del mondo in pista, cioè lo stesso Schumacher con Damon Hill e Jacques Villeneuve, sbattono tutti in quel punto, che verrà poi chiamato il “muro dei campioni”.

Oltre al compianto Gilles, altri due piloti hanno ottenuto sul circuito di Montreal la loro prima vittoria nella massima serie: Jean Alesi, che nel 1995 ottiene l’unica vittoria della sua sofferta carriera proprio nel giorno del suo 31esimo compleanno e Robert Kubica, che nel 2008 trionfa in quello che per ora rimane l’unico GP vinto dal giovane polacco che l’anno prima aveva rischiato la vita proprio a Montreal, uscendo miracolosamente incolume da un violentissimo incidente con la sua Bmw-Sauber poco prima del tornante dell’Epingle.

Le caratteristiche della pista, circuito praticamente cittadino benché velocissimo, quindi con barriere molto vicine alla sede stradale, hanno spesso provocato incidenti molto seri: oltre agli episodi già citati, si ricordano anche gli incidenti che spezzarono le gambe e la carriera al francese Jabouille nel 1980 e al suo connazionale Panis nel 1997.

Il tracciato è un semipermanente, di cui una parte in pratica è usata una sola volta l’anno. Caratteristica primaria di questo circuito sono le brusche accelerazioni e le fortissime frenate. Proprio l’impianto frenante è messo a dura prova e infatti la Red Bull, che con i freni ha avuto non pochi problemi quest’anno, ha garantito il massimo impegno. Date le sue caratteristiche il circuito di Montral vede spesso e volentieri l’utilizzo della safety car, il che costituirà un grosso grattacapo per gli strateghi perché in tal caso azzeccare il momento giusto per fermarsi ai box potrebbe essere decisivo per la vittoria.

La Formula 1 arriva a Montreal e ancora non da quale sarà il fornitore di pneumatici per il triennio 2011-2012-2013. Se in un primo momento sembrava fatta per la Pirelli, con Bernie Ecclestone che si è detto irritato per questo ritardo, negli ultimi giorni si è rifatta sotto la Michelin, anche se a sostenerne l’ingresso pare ci siano solo Ferrari e Renault. vedremo.

Altro cruccio per i team è rappresentato dal fatto di dover poi progettare le vetture 2011 al “buio” senza conoscere le nuove gomme. Per questo pochi giorni fa Ross Brawn, team principal della Mercedes, ha lanciato la proposta di test ad hoc con le nuove coperture, da tenersi tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. La Ferrari, con Domenicali, si è subito detta d’accordo. La palla ora passa alla FIA.

Si arriva a Montreal con le situazioni in entrambe le classifiche molto incerte: in quella piloti Webber conserva la testa ma è insidiato dai due della McLaren, in quella costruttori il team di Woking si è preso la testa, seppur di un solo punto, sulla Red Bull.

Vedremo se il Gran Premio del Canada confermerà le gerarchie viste in Turchia o se ci saranno delle sorprese.

Domenico Della ValleFrancesco Ferrandino

INFO
Lunghezza del circuito: 4,361 km
Giri da percorrere: 70
Distanza totale: 305,270 km
Numero di curve: 13 – 8 destra · 5 sinistra
Mescole Bridgestone: supersoffici/medie

RECORD
Giro prova: 1:12.275 – R Schumacher – Williams BMW – 2004
Giro gara: 1:13.633 – R Barrichello – Ferrari – 2004
Distanza: 1h28:24.803 – M Schumacher – Ferrari – 2004
Vittorie pilota: 7 – M Schumacher
Vittorie team: 11 – Ferrari
Pole pilota: 6 – M Schumacher
Pole team: 10 – McLaren
Km in testa pilota: 1.910 – M Schumacher
Km in testa team: 3.238 – Ferrari
Migliori giri pilota: 4 – M Schumacher
Migliori giri team: 10 – McLaren
Podi pilota: 12 – M Schumacher
Podi team: 30 – Ferrari

Albo d’oro
01. 1967 J Brabham – Brabham Repco
02. 1968 D Hulme – McLaren Ford
03. 1969 J Ickx – Brabham Ford
04. 1970 J Ickx – Ferrari
05. 1971 J Stewart – Tyrrell Ford
06. 1972 J Stewart – Tyrrell Ford
07. 1973 P Revson – McLaren Ford
08. 1974 E Fittipaldi – McLaren Ford
09. 1976 J Hunt – McLaren Ford
10. 1977 J Scheckter – Wolf Ford
11. 1978 G Villeneuve – Ferrari
12. 1979 A Jones – Williams Ford
13. 1980 A Jones – Williams Ford
14. 1981 J Lafitte – Ligier Matra
15. 1982 N Piquet – Brabham BMW
16. 1983 R Arnoux – Ferrari
17. 1984 N Piquet – Brabham BMW
18. 1985 M Alboreto – Ferrari
19. 1986 N Mansell – Williams Honda
20. 1988 A Senna – McLaren Honda
21. 1989 T Boutsen – Williams Renault
22. 1990 A Senna – McLaren Honda
23. 1991 N Piquet – Benetton Ford
24. 1992 G Berger – McLaren Honda
25. 1993 A Prost – Williams Renault
26. 1994 M Schumacher – Benetton Ford
27. 1995 J Alesi – Ferrari
28. 1996 D Hill – Williams Renault
29. 1997 M Schumacher – Ferrari
30. 1998 M Schumacher – Ferrari
31. 1999 M Hakkinen – McLaren Mercedes
32. 2000 M Schumacher – Ferrari
33. 2001 R Schumacher – Williams BMW
34. 2002 M Schumacher – Ferrari
35. 2003 M Schumacher – Ferrari
36. 2004 M Schumacher – Ferrari
37. 2005 K Raikkonen – McLaren Mercedes
38. 2006 F Alonso – Renault
39. 2007 L Hamilton – McLaren Mercedes
40. 2008 R Kubica – BMW

Orari del Gran Premio del Canada

Venerdì 11 Giugno
10:00-11:30 (16:00-17:30) Prove Libere 1
14:00-15:30 (20:00-21:30) Prove Libere 2

Sabato 12 Giugno
10:00-11:00 (16:00-17:00) Prove Libere 3
13:00-14:00 (19:00-20:00) Qualifiche – Diretta Rai Due

Domenica 13 Giugno
12:00 (18:00) Gara – Diretta Rai Uno

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3 commenti
  1. matteo

    6 giugno 2010 at 23:18

    Oltre a Villeneuve, Alesi e Kubica, anche Hamilton ha ottenuto in Canada la sua prima vittoria in F1 (e prima Pole), nel 2007.

  2. AlexMah

    7 giugno 2010 at 15:31

    anke a me la prima volta è stata a montreal

  3. angelo

    7 giugno 2010 at 19:00

    Ricordo benissimo l’emozione provata nel 1995 con Jean che vinceva dopo anni di sofferenza… con un 12 cilindri che “faceva paura”!!

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