GP Brasile – Ferrari give me five: meglio tardi che mai! Ma la rimonta di Hamilton è un avvertimento

Grande successo di Seb Vettel a Interlagos, ma il binomio Lewis-Mercedes spaventa sempre...

GP Brasile – Ferrari give me five: meglio tardi che mai! Ma la rimonta di Hamilton è un avvertimento

Con la mente sgombra, smaltite le tossine delle scorie mondiali, Sebastian Vettel ha vinto in leggerezza una bellissima gara, riportando un’ottima Ferrari sul gradino più alto del podio. E’ un successo agrodolce, che però mancava; poco utile ai fini della classifica, ma a dir poco salutare per il morale delle truppe, una vittoria di tappa a lungo inseguita (e meritata), la chiusura di un cerchio che s’era ormai fatto di fuoco tra sfighe varie, errori ed incidenti.

Il rimpianto per un successo arrivato troppo tardi è anche il punto di partenza per impugnare le armi e rimettersi a caccia. L’ennesimo punto di partenza, obietteranno gli scettici, i tifosi più stanchi e disillusi. Vero, una rondine non fa primavera, tantomeno in un autunno che apre all’inverno, ma era da un po’ che non si vedeva una Rossa così bilanciata, sicura tra le pieghe da alto carico e un rettifilo selettivo, piena zeppa di trazione da vendere, con un brillante Kimi Raikkonen che in uscita dalle ultime curve rintuzzava colpo su colpo i timidi attacchi di Hamilton.

E a Interlagos s’è rivisto, finalmente, il Vettel che tutti conosciamo. Risoluto in partenza, determinato a portarsi a casa la vittoria, impeccabile nella gestione della gara. Una vittoria delle sue, sul velluto, con quella capacità naturale di far apprire come semplice un GP dal ritmo incalzante, su una pista corta e con distacchi minimi tra i primi. Sebastian s’è risvegliato da un incubo, fatto di critiche, dubbi, più o meno presunte fragilità. Tanti i rimpianti per questo 2017, ma anche qualche soddisfazione, come quella di aver vinto in ogni caso cinque gare, numeri che ci restituiscono una Ferrari di un certo spessore (era dal 2010 che la Rossa non saliva cinque volte sul gradino più alto del podio).

Ma – c’è sempre un “ma” quando l’avversario è il binomio Hamilton-Mercedes –  la Freccia d’argento è capace di fare paura anche quando finisce fuori dal podio., Parliamo ovviamente della numero quarantaquattro, per tacere dell’inerzia, se non inadeguatezza al ruolo, di Valtteri Bottas (con quella macchina se parti in pole la gara devi pur giocartela…).

La rimonta di Hamilton, nonostante i bottoncini, il motore fresco, il DRS, e tutte le condizioni favorevoli del mondo, resta in ogni caso straordinaria, non tanto per le posizioni guadagnate, ma per la performance in sé. Hamilton ha ancora una volta dimostrato di poter fare il bello e il cattivo tempo, di poter disporre a suo piacimento di questa F1, vederlo chiudere sul traguardo come un’ombra minacciosa alle spalle di Vettel resta un monito da non sottovalutare.

Al contempo però va esorcizzata la fallace e sterile retorica del Brasile come prima gara del 2018. Niente di più sbagliato; si rischia di dare un messaggio controproducente. Se c’è uno sport che può vedere i valori in campo ribaltati da una stagione all’altra questo è proprio la F1. Non ha vinto la Ferrari del 2018, ma quella del 2017. Nessun mini mondiale o roba del genere, soltanto la coda di un campionato che è stato avvincente e che ha raccontato questa verità: una Rossa capace di vincere su molte piste, che stavolta ha saputo capitalizzare a proprio favore l’errore dirimente commesso in qualifica dal cannibale Hamilton.

Antonino Rendina


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8 commenti
  1. undertaker

    13 novembre 2017 at 15:39

    Io l’ho sempre sostenuto che la Mercedes si è sempre nascosta e che ha ancora un vantaggio immenso. La facilità con cui ha superato tutti e ha raggiunto i primissimi è impressionante.
    Vedremo il prossimo ann, ma qui bisogna inventarsi qualcosa, altrimenti il 2018 sarà uguale al 2017.

    • Paolo C.

      13 novembre 2017 at 16:42

      Non c’è nulla di straordinario nella prestazione della Mercedes.
      Il vantaggio immenso non esiste se si gioca a parità di regolamento.
      In Brasile NON si è giocato a parità di regolamento.

      Prosciutto ha fatto quella rimonta proprio per il propulsore fresco e i bottoncini magici che nell’articolo vengono minimizzati.

      Mentre solitamente un motore di F.1 deve durare 5 GP, e quindi viene castrato in potenza e regimi massimi, quello di Ham dovrà durare solo due GP. E allora via libera a mappature più spinte e uso del boost più libero.

      Se Prosciutto userà questo motore nelle qualifiche di Abu Dhabi, aspettiamoci dei distacchi siderali.
      Di sicuro se in gara partirà al palo e non ci sarà nessuno ad intralciarlo, gli altri li vedremo arrivare a 1 minuto di distacco.

      D’altronde, nessuno si ricorda che super prestazione fece Schumi proprio in Brasile nel 2006? Motore nuovo e velocità di punta di 10km/h superiore a quella del suo compagno di squadra, Massa. Superava gli avversari come fossero birilli fermi.

      Non avesse avuto sfortuna con una dechappata, avrebbe vinto e forse doppiato tutti.

  2. tisvernicio

    13 novembre 2017 at 16:22

    La Mercedes è in grado di dare prestazioni ad hoc, a mio parere Hamilton in Messico aveva problemi nel rimontare per problemi in accelerazione in uscita dalle curve.
    In uscita dall’ultima curva era evidente!
    Questa volta ha dimostrato chi è veramente e quanto valgono lui e la Mercedes

    • Paolo C.

      13 novembre 2017 at 16:43

      Sbagli, non c’è peggior gara di questa per mettere sulla bilancia le prestazioni di Ferrari e Mercedes.

  3. Magu

    13 novembre 2017 at 19:26

    Mercedes fà paura…questa ricerca spasmodica a sminuire la gara di Hamilton ne è la prova….addirittura in Brasile Mercedes avrebbe violato il regolamento……mah

  4. voicelap

    13 novembre 2017 at 20:35

    Nell’articolo nn è menzionato ma credo che Hamilton, partendo dai box, abbia anche potuto cambiare assetto non essendo soggetto al regime da parco chiuso. Insomma: motore fresco, che deve durare 2 gp invece che 5, assetto probabilmente da gara puro senza compromessi con la qualifica. Poi, detto questo, bisogna anche essere capaci di spingere come un dannato da inizio a fine gara. Bisogna anche esser capaci di nn fare errori. Forse ieri nn si è visto di cosa è capace la Mercedes sola, ma di cosa sarebbero capaci queste auto senza un regolamento inetto. Credo nn si sia voluto minimizzare, solo far notare come le condizioni dell’auto di Hamilton fossero avvantaggiate rispetto alle altre. Quello che solitamente non si fa per le “imprese” imprese di Verstappen, dove è sempre tutto e solo merito suo (ieri il fenomeno è arrivato 1 posizione davanti al compagno di squadra, partito 15 esimo: ecco Verstappen quando nn ha le gomme fresche contro le usate degli altri e quando le altre macchine TOP sono tutte in pista. Nessuna impresa). Ma tornando a Hamilton, che è un fenomeno non lo si scopre oggi…o qualcuno ancora aveva dubbi?

  5. cevola

    13 novembre 2017 at 22:10

    Mercedes è ancora la più forte e non ci sono trucchi. Questo motore è stato fatto per durare parecchi GP e ha la specifica a 0,9 di consumo olio contro gli 1,5 di prima. E non dimentichiamo che i 105kg di benzina sono uguali per tutti e rappresentano un limite che Hamilton non poteva superare. Mercedes è stata in grado di garantire ad Hamilton di fare 18 gare con quattro motori, risparmiando dove sulla carta erano sfavoriti e dando il 100% dove erano favoriti, vedi i 34s inflitti a Vettel a Monza. Aggiungiamo che Hamilton sia un Campione e per il prossimo anno sarà ancora lui l’uomo da battere…

  6. attilio

    15 novembre 2017 at 13:44

    Non capisco tutto questo stupore per la mercedes e Hamilton. sembra che abbiano
    già vinto il campionato 2018. ma leggiamo bene le cose che sono successe.
    hanno cambiato tutto quello che potevano cambiare anche l’assetto.
    sono partiti e dopo 2 giri erano già ricompattati 14° grazie alle disgrazie
    altrui. 3 eliminati 3 ganbi di gomme , e safety car.
    come mai una volta che si è trovato in testa ( complice il cambio gomme degli altri )
    non è riuscito ad andare via a vettel, è stato lì sui 3/4 secondi per diversi giri.
    se era così forte doveva dare a vettel e compani minimo 1 secondo al giro.
    come mai quando è arrivato dietro Kimi c’è stato per ben 7 giri senza riuscire a
    superarlo?. Vi ricordo gli show fatti da Vettel in malesia partito ultimo
    arrivato 4. e poi ancora in mexico.per cui non mi stupisce quello che hanno fatto.
    un conto è avere la parte meccanica con 4/5 gp fatti e devi stare attento a
    preservarla, un’altro conto è sapere che tanto farai solo 2 GP per cui puoi
    spremerla, con batterie propulsore turbo ecc ecc tutto nuovo.
    io personalmente ci andrei cauto, sicuramente hanno ancora un piccolo
    vantaggio ma non su tutte le piste. per cui vedremo il 2018 cosa ci porterà.

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