Formula 1 | Caso motori: in Bahrain la FIA potrebbe andare contro Mercedes

Il rapporto di compressione potrebbe essere misurato a caldo, cambiando di fatto il regolamento tecnico

Formula 1 | Caso motori: in Bahrain la FIA potrebbe andare contro Mercedes

La Formula 1 si avvicina all’inizio del mondiale 2026 con un fronte tecnico ancora aperto e destinato a far discutere. Al centro dell’attenzione resta il tema del rapporto di compressione dei motori Mercedes, una questione che potrebbe trovare un primo snodo decisivo già in Bahrain, dove la FIA è pronta ad affrontare l’argomento in maniera strutturata. Sul tavolo non c’è soltanto l’interpretazione di una norma, ma la possibilità concreta di rivedere in corsa i criteri con cui vengono effettuate le verifiche tecniche.

Il punto di partenza è noto. I V6 termici della Stella risultano conformi ai controlli ufficiali perché le misurazioni vengono effettuate a freddo, condizione che consente di rispettare formalmente il limite regolamentare fissato a 16:0. Una volta raggiunta la temperatura di esercizio, però, quegli stessi propulsori sarebbero in grado di superare la soglia consentita, aprendo una zona grigia che ha spinto altri costruttori a chiedere un chiarimento ufficiale. La discrepanza tra la lettera del regolamento e il comportamento reale del motore in funzione è diventata così il cuore del dibattito.

La discussione non si è fermata alle prime segnalazioni. Nel corso di un recente incontro tra FIA, Formula 1 e i team, è emersa la disponibilità della Federazione a prendere in considerazione un cambiamento nei parametri di controllo. L’ipotesi allo studio prevede che i componenti del V6 vengano portati a temperatura e poi analizzati in modo statico, così da avvicinare il più possibile la verifica alle condizioni operative reali. Se questa linea dovesse essere confermata, il nuovo metodo potrebbe entrare in vigore già dal Gran Premio d’Australia.

Un’eventuale revisione del regolamento tecnico, pur avvenendo a stagione in corso, non richiederebbe l’unanimità. Sarebbe sufficiente una maggioranza qualificata che coinvolga FIA, Formula 1 e almeno quattro costruttori di motori su cinque. Ed è proprio su questo piano che lo scenario si fa complesso per Mercedes, che rischia di trovarsi in minoranza.

Accanto a Ferrari, Honda e Audi, infatti, si è progressivamente allineata anche Red Bull Powertrains. In una fase iniziale, a Milton Keynes si era ipotizzato che anche il nuovo progetto interno potesse rientrare nei margini consentiti dall’attuale interpretazione delle regole. Le verifiche successive avrebbero però portato a una valutazione diversa, spingendo Red Bull a condividere la posizione della maggioranza dei costruttori e a sostenere un chiarimento definitivo.

Il tema resta delicato, anche per il peso politico che porta con sé. Sebbene il campionato non sia ancora iniziato, un intervento regolamentare in questa fase potrebbe essere percepito come una forzatura, soprattutto da parte di Toto Wolff, che nei giorni scorsi ha difeso con decisione l’operato di Mercedes, invitando gli avversari a “guardare in casa propria”. Qualunque sarà l’esito della votazione, il caso del rapporto di compressione è destinato a rimanere sotto i riflettori, accompagnando l’avvio della stagione con un carico di tensioni che difficilmente si esaurirà in tempi brevi.

Motorionline.com è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News,
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui
Leggi altri articoli in News F1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati