Formula 1 | Ferrari 2026 tra ambizioni e speranze: non si può più sbagliare
La Scuderia di Maranello deve voltare pagina dopo un 2025 disastroso: il nuovo regolamento è un'opportunità che va colta
La Ferrari riuscirà davvero a voltare pagina con il nuovo regolamento del 2026 o rischia di ripetere errori già visti? Il progetto conosciuto internamente come 678 rappresenta una nuova occasione, ma anche un esame severo. In passato, ogni cambio regolamentare era stato annunciato come la svolta definitiva, senza però produrre la continuità che i tifosi aspettano da anni.
La gestione di Frederic Vasseur ha riportato ordine in fabbrica, ma non ha ancora dimostrato di poter creare una squadra solida e vincente sul lungo periodo. La Scuderia continua a vivere tra grandi annunci, cambi di direzione e aspettative elevate, senza la stabilità tecnica che caratterizza le realtà vincenti. Nel frattempo, il 2026 è già arrivato e la pressione aumenta.
Ferrari 2026: idee ambiziose, ma servirà concretezza
Dal punto di vista aerodinamico, il corpo vettura avrà un ruolo centrale. Come ci spiegano i colleghi di FUnoAnalisiTecnica, l’aria che scorre lungo i fianchi della monoposto diventerà ancora più importante, e a Maranello si sta lavorando per indirizzarla in modo efficiente. Sulla carta, il team ritiene di aver trovato soluzioni utili a migliorare la stabilità e ridurre la resistenza all’avanzamento, puntando su forme dei sidepod e sull’area dell’undercut.
Tutto molto interessante, ma la vera domanda è un’altra: la Ferrari riuscirà a trasformare queste idee in prestazione concreta in pista? La storia recente invita alla prudenza. Spesso la squadra ha mostrato buone intuizioni, senza però renderle davvero efficaci nel corso di una stagione lunga e complessa. Il rischio è ritrovarsi con una vettura teoricamente valida, ma difficile da mettere a punto.
Un altro fronte di sviluppo riguarda le sospensioni anteriori e il modo in cui esse influenzano il comportamento degli pneumatici. L’obiettivo è ottenere una risposta dinamica capace di adattarsi alle condizioni di gara, migliorando aderenza e stabilità. In teoria, questo permetterebbe alla vettura di sfruttare meglio le gomme, un problema ricorrente per la Ferrari degli ultimi anni.
Ma proprio qui nascono ulteriori dubbi. La gestione gomme è stata una delle debolezze più evidenti delle recenti monoposto di Maranello. Affermare oggi che il problema sia stato risolto sembra prematuro. La riprogettazione totale delle mescole prevista per il 2026 significa che tutti ripartiranno da zero. E storicamente, quando la situazione diventa complessa, la Ferrari impiega tempo per reagire.
Power unit Ferrari 2026: fiducia interna, scetticismo esterno
A Maranello trapela soddisfazione per il lavoro sul motore 2026, sia nella parte a combustione che in quella ibrida. La Ferrari ritiene di essere competitiva sotto il profilo dell’efficienza e del recupero energetico. Tutto bello, fino a quando i motori non scenderanno in pista, e solo a quel punto si potrà verificare se questa fiducia sia davvero giustificata. Negli ultimi cicli regolamentari, Ferrari ha alternato pochi momenti di forza ad altri (tanti) di evidente difficoltà. Serve continuità, non fiammate occasionali. E questo non è mai stato il vero punto forte della squadra.
Il team tecnico ha scelto un approccio definito “aggressivo”. In altre parole, il progetto 678 non vuole essere conservativo. Una scelta coraggiosa, ma anche rischiosa. Puntare su soluzioni estreme significa poter ottenere grandi risultati… oppure dover inseguire gli altri per mesi. Il timore è che la Ferrari, nel tentativo di colmare il gap, abbia imboccato una strada complessa da sviluppare. In un contesto in cui le altre squadre hanno mostrato processi più solidi e strutturati, ogni errore può diventare pesante.
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