F1 | Vasseur e l’impatto Hamilton sulla Ferrari: “È positivo dare una piccola scossa al sistema”
"Assumere persone provenienti da altre squadre e portatrici di una visione differente può essere utile", ha affermato il TP della Rossa

Il passaggio di Lewis Hamilton in Ferrari, annunciato il 1° febbraio 2024 con il britannico che ha iniziato ufficialmente la propria esperienza con il Cavallino nella stagione 2025, ha rappresentato una vera e propria scossa non soltanto per la squadra di Maranello, ma per l’intero mondo della Formula 1.
Il sette volte campione del mondo ha infatti concluso la sua lunga e vincente esperienza con Mercedes, durata oltre un decennio, per approdare alla corte del Cavallino e scrivere un nuovo capitolo nella parte conclusiva della propria carriera. Un trasferimento che, per portata e aspettative, ha inevitabilmente modificato gli equilibri all’interno del team italiano.
L’esperienza in rosso di Hamilton può essere finora divisa in due fasi. La prima, quella del 2025, è stata caratterizzata dalle difficoltà incontrate dal britannico nel processo di adattamento a una realtà profondamente diversa dalla Mercedes, sia per cultura sia per metodo di lavoro. Anche i risultati ottenuti nella sua prima stagione a Maranello non sono stati all’altezza delle aspettative che avevano accompagnato il suo arrivo, dove non ha conquistato neanche un podio e con l’unico risultato degno di nota rappresentato dalla vittoria nella Sprint Race di Shanghai.
Il 2026 ha invece mostrato un Hamilton decisamente più a suo agio. Il nuovo regolamento tecnico ha aperto una fase completamente differente per la Formula 1 e il britannico è riuscito a offrire prestazioni convincenti, riuscendo anche a conquistare una vittoria dal valore particolare.
Il successo ottenuto a Barcellona lo scorso giugno ha infatti consegnato a Hamilton la sua prima vittoria con la Ferrari. Un traguardo dal forte significato simbolico, considerando che proprio sul circuito catalano, trent’anni prima, Michael Schumacher aveva conquistato la sua prima vittoria al volante della Rossa.
Attualmente Hamilton occupa la seconda posizione nel Mondiale piloti, a pari punti con l’ex compagno di squadra George Russell e a 59 lunghezze dal leader Andrea Kimi Antonelli: proprio colui che ha raccolto l’eredità del sette volte iridato in Mercedes.
Un percorso che Frédéric Vasseur ha analizzato soffermandosi proprio sull’impatto che l’arrivo di Hamilton ha avuto all’interno della Ferrari. Il team principal della Scuderia ha riconosciuto come l’ingresso del britannico abbia inevitabilmente portato una discontinuità rispetto agli equilibri precedenti, ma ha sottolineato anche il valore che può avere una contaminazione proveniente dall’esterno: “È positivo dare una piccola scossa al sistema – ha dichiarato Vasseur, intervistato da Autosport – Se rimani per tutta la vita nella tua bolla, sempre con le stesse persone, a un certo punto farai fatica a migliorare. È vero per i piloti, così come per gli ingegneri, quando si decide di assumere persone provenienti da altre squadre”.
Per Vasseur, dunque, l’arrivo di Hamilton non deve essere interpretato soltanto attraverso i risultati ottenuti in pista. L’esperienza maturata dal britannico negli anni trascorsi in Mercedes rappresenta infatti un patrimonio di conoscenze che può essere messo a disposizione della Ferrari, soprattutto in una fase di profondo cambiamento regolamentare come quella attuale.
“Questo è l’aspetto positivo della Formula 1: abbiamo tre o quattro squadre in grado di mettere una macchina entro 0″050 nelle qualifiche Sprint di Zandvoort, seguendo direzioni diverse, con concetti differenti per la vettura, motori diversi, strategie diverse e così via – ha sottolineato il manager francese a capo della GeS Ferrari – Alla fine, però, siamo tutti più o meno sullo stesso livello. È per questo che, a volte, assumere persone provenienti da altre squadre e portatrici di una visione differente può essere utile”.
Il punto, secondo il team principal della Ferrari, è riuscire a trasformare le diverse esperienze in un’opportunità di crescita, evitando che le differenze diventino invece un elemento di frizione all’interno della squadra: “La parte più difficile è considerare l’integrazione di queste persone come un valore aggiunto e non come un processo destabilizzante. Questo vale per gli ingegneri, ma anche per i piloti. Se riesci a prendere il meglio dal loro bagaglio di conoscenze, allora puoi migliorare”.
Un concetto che Vasseur estende anche al rapporto tra Hamilton e Charles Leclerc. Il confronto tra i due piloti può infatti rappresentare un ulteriore strumento per indirizzare lo sviluppo della Ferrari, soprattutto considerando la crescente esperienza maturata dal monegasco all’interno della Scuderia: “Una delle qualità fondamentali dei piloti è la capacità di contribuire allo sviluppo della squadra. Lo scenario peggiore è quando inizi una discussione e hai la sensazione che l’altra persona stia cercando una scusa. Ma quando c’è un buon rapporto, non si tratta mai di una scusa”.
La collaborazione resta quindi la parola chiave nella visione di Vasseur. Due piloti con esperienze differenti e punti di vista diversi possono contribuire alla crescita della squadra proprio attraverso il confronto, senza che necessariamente uno dei due debba avere ragione sull’altro: “Penso che abbiamo questo atteggiamento positivo, che ci porta ad aiutarci a vicenda e a capire che l’altra persona può avere un punto di vista differente – ha concluso il TP della Rossa – Non ho sempre ragione, così come non ho sempre torto. È solo attraverso la collaborazione, il confronto e lo scambio di idee che possiamo migliorare”.
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