F1 Test Bahrain | Ferrari, Hamilton: “Queste macchine sono più divertenti, hanno meno carico”
"Dobbiamo capire funzionamento ideale, ottimizzazione degli pneumatici, aerodinamica, altezza da terra e bilanciamento meccanico"
da Sakhir, Bahrain – Lewis Hamilton ha concluso la prima giornata di test avendo totalizzato 52 giri. Il sette volte campione del mondo è stato impegnato severamente con la sua Ferrari SF-26, controllandola spesso e volentieri per via di un sovrasterzo che in questi primi chilometri stiamo vedendo non solo sulla monoposto di Maranello ma un po’ dappertutto. Dopo la pausa pranzo, il britannico ha incontrato i giornalisti sotto il caldo del Bahrain, con temperature costantemente sopra i 30 gradi.
“Macchine difficili da guidare? Direi che è ancora troppo presto per esprimere un giudizio definitivo – ha detto Lewis ai media presenti, tra i quali Motorionline. La nuova generazione di monoposto ha chiaramente meno carico aerodinamico. A Barcellona non era andata male, ma qui le condizioni sono diverse: c’è molta polvere e fa più caldo, quindi trovare il giusto bilanciamento è più complicato. Sia l’anteriore che il posteriore risentono della riduzione di carico, ma la vettura è più corta e più leggera, quindi è anche più facile da riprendere quando inizia a muoversi. È divertente da guidare, ricorda un po’ il rally. In questo momento sembriamo anche più lenti delle GP2, o almeno questa è la sensazione”.
“Non direi che assomigli alle monoposto di qualche anno fa. È davvero troppo presto per trarre conclusioni. Stiamo ancora lavorando sulla base della vettura e provando tante soluzioni diverse. Dobbiamo capire la finestra di funzionamento ideale, ottimizzare pneumatici, aerodinamica, altezza da terra e bilanciamento meccanico. Oggi, con il vento molto forte e raffiche intense, non è stato semplice. La prima giornata su una pista come questa non è mai indicativa. In generale, però, rispetto ai test precedenti, la macchina è più divertente”.
Parlando della gestione dell’energia, Hamilton ha voluto dire la sua: “È un sistema estremamente complesso, probabilmente più di quanto i tifosi possano immaginare. Anche per noi comprenderlo fino in fondo richiede tempo e competenze tecniche molto specifiche. La gestione in sé non è particolarmente complicata in condizioni normali, ma in gara potrebbe cambiare. C’è anche un sistema che apprende il tuo stile di guida e si adatta, però se fai un errore, ad esempio un bloccaggio o una traiettoria più lunga, questo influisce sugli algoritmi. Stiamo cercando di capirne tutti i dettagli, ma siamo tutti nella stessa situazione”.
Ferrari, Hamilton: “Grato ad Adami, ma nelle prossime gare ci saranno altri cambiamenti”
Continuando la chiacchierata, Lewis ha parlato ancora di come sia complicato recuperare energia con questa generazione di monoposto.
“I rapporti molto corti che utilizziamo dipendono dal fatto che non riusciamo a recuperare abbastanza energia dalla batteria. Per questo dobbiamo far salire molto i giri del motore e talvolta scendiamo fino alla prima marcia per recuperare quel surplus di energia. A Barcellona, ad esempio, si facevano lunghi tratti in lift and coast anche in qualifica, e questo non è lo spirito delle corse. Qui abbiamo più frenate, ma i salti tra un rapporto e l’altro sono ampi e quando inserisci la prima marcia l’auto può diventare nervosa. Inoltre il carico è ridotto e c’è vento a favore, quindi molti piloti bloccano in curva 10. Oggi è stato uno dei punti più difficili del circuito, con molto scivolamento sull’anteriore”.
Sulla decisione di lasciarsi con Adami: “È stata difficile e gli sono grato per l’impegno e la pazienza dimostrati in una stagione complicata per tutti. Quest’anno la situazione è particolare perché la soluzione attuale non è a lungo termine. Dopo poche gare ci sarà un nuovo cambiamento e dovrò adattarmi ancora. Non è l’ideale quando vuoi continuità e persone con cui hai costruito fiducia nel tempo, ma è la situazione in cui ci troviamo e stiamo facendo il massimo per rendere la transizione il più fluida possibile”.
Poi un’ultima domanda in merito a quanto la gestione dell’energia potrebbe essere così determinante da fare la differenza tra la vettura più veloce sul giro secco e quella che poi vince in gara: “Non ho una risposta precisa. La gestione dell’energia sarà sicuramente cruciale: conta quale squadra saprà ottimizzare meglio l’erogazione e quale pilota saprà interpretarla nel modo più efficace, anche attraverso i feedback e i controlli disponibili. Scopriremo di più quando affronteremo vere simulazioni di gara. Per ora siamo tutti nella stessa condizione di apprendimento”.
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