F1 | Sebastian Vettel non è “bollito”, ma sembra tanto un capitano senza più vascello…

Vettel è un fuoriclasse che ha bisogno di ritrovare la necessaria tranquillità ed il pieno supporto del team

F1 | Sebastian Vettel non è “bollito”, ma sembra tanto un capitano senza più vascello…

Capitano, mio capitano. Ciò che doveva essere e non è stato. Ciò che poteva essere e molto verosimilmente non sarà. Perché è chiaro che qualcosa è cambiato, qualcosa si è rotto nel magico ingranaggio che legava il ferrarista dentro Sebastian alla famiglia Ferrari.

Gli alti e bassi del campione tedesco, il momento no, questa lunga crisi, date voi il nome che volete, dura da troppo tempo. La fragilità di Sebastian, in certi frangenti, è un dato di fatto. Nell’ultimo anno gli errori sotto pressione, o dovuti alla fretta di recuperare terreno, sono stati obiettivamente troppi. Alternati a gare sontuose, come quelle di questa stagione fino al Canada, dove la prestazione e la vittoria (morale) hanno inorgoglito e sublimato lo spirito Ferrari. Seb è universalmente riconosciuto – finanche dal team principal – come il condottiero della Scuderia, eppure questa qualifica sembra essere sempre più qualcosa di formale piuttosto che sostanziale.

Dalla Germania alla Germania siamo a un anno di svarioni e di sorta di smarrimento, di gare di assoluto livello alternate a errori quasi inspiegabili, come se alcune volte a questo immenso fuoriclasse da quattro titoli mondiali e 52 vittorie mancasse la necessaria tranquillità. “Sbaglia sotto pressione”, “E’ sopravvalutato”. Sono diventati questi i luoghi comuni che accompagnano Seb GP dopo GP. Senza una vera e propria indagine – per quanto possibile – sulle possibili cause di questo momento no della carriera.

La verità è che Vettel s’è preso dal 2015 la Ferrari sulle spalle, ma la Ferrari non ha abbracciato Vettel a dovere. Il tedesco ha sposato una causa, ha il cuore che batte di rosso, è già una bandiera del Cavallino, eppure s’è trovato nel bel mezzo di un frenetico e isterico viavai di responsabili e di tecnici. La sensazione è che Seb sia un campione lasciato solo, concentrato sul proprio lavoro e con un ottimo rapporto con i meccanici, ma fondamentalmente non supportato a dovere. Non c’è, insomma, la stessa attenzione che la Mercedes riserva a Hamilton. Sebastian è da anni un capitano che lotta senza vascello e con una ciurma dai contorni sfumati e figlia di continui rimpasti.

Lui che sognava di sventolare il vessillo Ferrari su tutte le piste e si è ritrovato a fare i conti con una monoposto difficile da guidare e poco congeniale alle sue caratteristiche, problema accentuato in modo ancora più netto dagli ultimi aggiornamenti che sembrano invece sposarsi alla perfezione con la guida più sovrasterzante e meno pulita di Leclerc. Proprio il monegasco è un’altra spia del malessere di Seb. E’ giovanissimo, va fortissimo e rappresenta il futuro. Indirettamente – e certamente involontariamente – il nuovo che arriva e si prende la scena tende per forza di cosa a mettere pian piano nell’angolino il vecchio.

Vettel non è un pilota che commette errori perché è “bollito” o è in fase calante. E’ un pilota più che altro smarrito, disorientato, capitano designato di una nave alla deriva, con un equipaggio che guarda probabilmente già oltre. Tutti gli errori sono figli di difficoltà tecniche – non a caso maggiori nei circuiti guidati dove Seb lamenta di non sentirsi ad agio con il posteriore della SF90, di non sentire l’auto – che in un niente diventano frustrazione e quindi fretta di recuperare. Dicasi irrequietezza.

Non è chiaro se e quanto la Ferrari creda ancora in Vettel e quanto lo veda come l’uomo su cui puntare, ma è chiaro che il pilota tedesco da questo momento di alti e bassi può uscire solo in due modi: riprendendosi con carisma la Rossa (qualora entrambi volessero fortemente continuare insieme), portando il team dalla sua parte, o cambiando aria, ritrovarsi a proprio perfetto agio altrove e dare uno schiaffo morale a chi lo giudica in fase crepuscolare. Trentadue anni sono troppo pochi per essere capitani stanchi e malinconici, bisogna issare le vele e solcare ancora i mari di asfalto.

Antonino Rendina


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15 commenti
  1. Andrei

    20 luglio 2019 at 08:29

    Ferrari, nell’anno migliore, aveva un paio di secondi a gara in 5 gare tutto l’anno. Mercedes 30 in tre quarti. Bottas è stato fermato nonostante ciò, Raikkonen ha fatto perdere un altro titolo come con Massa, non aiutando,anzi, come a Monza. Fiducia in squadra persa. Anche adesso fermato da pezzi e cambi errati.Hamilton in Mclaren con Button e in MB con Rosberg sbagliava uguale.

  2. Roby Bad

    20 luglio 2019 at 09:26

    Stessa sorte avuta anni addietro da Prost e successivamente da Alonso
    Campioni veri che si perdono in Ferrari
    Sicuramente perché non supportati tecnicamente e moralmente

    • Metal84f1

      20 luglio 2019 at 09:31

      Esatto. Il problema della Ferrari é che ha una dirigenza di pagliacci. Non ha nessuno con carisma che prende decisioni e batte i pugni!

  3. Metal84f1

    20 luglio 2019 at 09:34

    Basata vedere Wolf o Marko… Basta una parola e tutti sanno già cosa fare!
    Ferrari deve fare attenzione…o si brucerà anche Leclerc

  4. Roby Bad

    20 luglio 2019 at 10:13

    Infatti Schumy arrivò in Ferrari e si mise lui stesso a dirigere tutto
    Il dato di fatto è che dopo la morte di Enzo Ferrari la squadra è rimasta orfana di un vero leader

    • Metal84f1

      20 luglio 2019 at 18:05

      Esatto Roby Bad…concordo. forse Marchionne aveva dato un po’ di assetto…Ma dopo la sua morte…solo pagliacci.. (elkan e Camilleri)

  5. Magu

    20 luglio 2019 at 13:26

    Fino a quando Vettel verrà visto come un fuoriclasse ci saranno sempre le solite polemiche…i fuoriclasse commettono errori, ci mancherebbe, ma imparano dagli stessi…..Vettel non lo è e continua a commettere errori che “Un fuoriclasse” non supererebbe….ottimo pilota ma non fuoriclasse…..

  6. Metal84f1

    20 luglio 2019 at 18:06

    Binotto é un valido ingeniere…ma non può fare anche il lavoro “politico” del team.

  7. Metal84f1

    20 luglio 2019 at 18:08

    Ci vorrebbe uno come Briatore per me….

  8. Saverio

    20 luglio 2019 at 19:39

    Concordo, ci vuole uno che anche se non sa che la macchina ha 4 ruote, si faccia valere sia a livello politico, e che sia carismatico

  9. Luigi176

    20 luglio 2019 at 22:17

    No, non sono molto d’accordo con questa disamina. Che Ferrari non abbia più il peso politico di un tempo è, purtroppo, un dato di fatto. D’accordo sul fatto che Camilleri ed Elkann sembrino spaesati e poco inclini a dirigere Ferrari con la necessaria autorità. Ma questo con gli errori di guida di Vettel centra ben poco. Vettel è un gran pilota, ma ha bisogno di impostare la gara non sui corpo a corpo con gli avversari. se questo accade allora è propenso a innervosirsi e a commettere errori. Il muretto potrebbe aiutarlo solo dandogli una macchina dominante; cosa che l’attuale Ferrari non è-

  10. Zac

    21 luglio 2019 at 08:59

    Un quarto posto mancato che rischia di costare un prezzo davvero ‘sumptuosus’ al caro ‘vecchiaccia’.
    Peccato che anche in una ‘gara di testa’ come il Canada abbia anche lì palesato dei limiti.
    E tutti a giustificare il furbetto del cartellone delocalizzato.
    Peraltro il teorema che Vettel faccia errori quando è in corsa per il mondiale è stato smentito da una dimostrazione per assurdo. Così come sembra assurdo che Vettel sia davanti a Leclerc nel mondiale, se paragoniamo le esternazioni dei circensi.

  11. Victor61

    21 luglio 2019 at 18:08

    Seb immenso fuoriclasse?? gare di assoluto livello?? Seb universalmente riconosciuto come il condottiero della Scuderia?? Seb non supportato a dovere dalla Ferrari come Hamilton dalla Mercedes che però nel 2016 ha regalato il mondiale a Rosberg??… si dice che sbagliare è umano ma perseverare è diabolico, direi quindi che Rendina e il suo pupillo Vettel sono accumunati dalla diabolica opportunità di poter fare un lavoro per il quale non sono decisamente portati e per il quale sono incomprensibilmente profumatamente pagati…povera Ferrari…agghiacciante

  12. Roby Bad

    21 luglio 2019 at 19:29

    Caro Victor
    Quando Seb è entrato in Ferrari aveva più titoli mondiali di qualsiasi altro pilota iscritto. Compreso il tuo Hamilton
    Quindi è stato assunto come campione fuoriclasse
    Di che cosa stai discutendo ?

    • giallo81

      22 luglio 2019 at 15:01

      La ferrari è un passo dietro alla concorrenza da un pò, questo è il punto: ci ha provato Alonso (mastino in gara, piede pesante,gestione gara impressionante e capace di duellare al limite come pochi, ma con il vizietto di essere poco diplomatico) che è quasi riuscito nell’impresa, ora ci sta provando Vettel che in un primo momento sembrava poter sopperire al talento del primo con quell’essere più uomo squadra ma che sta mostrando i suoi limiti in pista; In Leclerc vedo entrambi i punti forti dei due e aspetto fiducioso che il monegasco porti di nuovo il titolo a maranello.

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