F1 | Red Bull non vuole confusioni inutili: ai test di Barcellona la miglior RB22 possibile

Paul Monaghan: "Tutti faranno i soliti giochetti, ma queste vetture potranno essere modificate"

F1 | Red Bull non vuole confusioni inutili: ai test di Barcellona la miglior RB22 possibile

La Formula 1 entrerà nel vivo del nuovo ciclo regolamentare già alla fine di gennaio, quando le monoposto 2026 scenderanno in pista per la prima volta a Barcellona. Il test inaugurale, organizzato a porte chiuse, durerà cinque giorni e consentirà a ciascun team di scegliere tre sessioni per effettuare i primi chilometri con vetture completamente ridisegnate. Red Bull, protagonista delle ultime stagioni, ha riconosciuto che arrivare pienamente preparata al debutto non sarà semplice, pur mantenendo fiducia nel lavoro svolto in fabbrica.

L’ingegnere capo Paul Monaghan ha spiegato che lo scadenzario serrato richiede grande coordinamento tra reparti e una gestione attenta delle priorità, soprattutto in una fase di sviluppo così delicata. Le nuove regole, che rivoluzionano aerodinamica e power unit, pongono tutte le squadre di fronte a un progetto praticamente privo di punti di riferimento, e proprio questo aumenta il livello di incertezza nelle prime fasi di attività in pista.

Monaghan ha sintetizzato così l’approccio del team: “Sarà una bella lotta arrivare a Barcellona. E se pensate che ci presenteremo con due versioni di una carrozzeria, una vera e una finta, no. Se arriviamo in buone condizioni e la macchina funziona, bene. Avremo quindi qualcosa su cui costruire, piuttosto che cercare di confonderci con più opzioni”.

La portata del cambiamento rende probabile un certo riserbo da parte delle squadre durante i primi test, con pacchetti tecnici che potrebbero evolvere rapidamente nel corso dell’inverno. Secondo Monaghan, sarà inevitabile che i team procedano per gradi, valutando passo dopo passo le scelte progettuali e intervenendo laddove necessario per ottimizzare prestazioni e affidabilità.

Prosegue ancora il responsabile tecnico Red Bull: “Ci saranno ancora tutti i giochetti possibili: cosa stai facendo con l’energia, quale carburante hai a bordo, è il tuo pacchetto per la prima gara, è il tuo pacchetto iniziale, sarà diverso? Fa parte del gioco. Avvicinandoci al secondo test in Bahrain, potremmo trarre qualche spunto per un ordine di partenza iniziale. Ma queste sono vetture prototipo, possiamo modificarle. Quindi, anche se fossimo delusi dal secondo test in Bahrain, non significa che sarà la stessa cosa in Australia”.

“Se riusciamo a progettare un cambiamento e ad applicarlo alla vettura, traendone beneficio, lo faremo, così come faranno Mercedes, Aston Martin e tutti quelli in pit lane. Quindi potrebbe non essere così evidente come in passato con una settimana di test: è stato difficile. Penso che partiremo al meglio con quello che abbiamo a disposizione a Barcellona”.

Il quadro che emerge è prudente ma concreto: i test non rappresenteranno una fotografia definitiva dei valori in campo, è evidente all’inizio di un’era regolamentare, bensì l’inizio di un percorso di sviluppo che proseguirà fino alla prima gara in Australia. Red Bull, come gli altri team, punterà soprattutto a costruire una base solida, consapevole che la competitività reale potrà emergere solo con il passare delle settimane e l’accumulo di dati in pista.

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