F1 | Pirelli prepara la rivoluzione del 2027: “Vogliamo più degrado”

Una maggiore degradazione potrebbe contribuire a creare più alternative sul piano strategico

F1 | Pirelli prepara la rivoluzione del 2027: “Vogliamo più degrado”

Il Gran Premio di Baku ha confermato una delle tendenze che la Formula 1 ha iniziato a registrare con sempre maggiore frequenza: gli pneumatici stanno mostrando una degradazione molto più contenuta rispetto alle aspettative, permettendo ai piloti di spingere al limite per lunghi stint senza dover gestire eccessivamente le gomme.

Una situazione che Pirelli vuole cambiare in vista del 2027. Il fornitore unico della Formula 1 sta infatti lavorando per aumentare deliberatamente il degrado degli pneumatici, con l’obiettivo di creare una maggiore varietà strategica durante i Gran Premi.

A Baku piloti al limite fino alla bandiera a scacchi

Il circuito azero ha rappresentato l’ultimo esempio di questo fenomeno. Dopo la gara, Max Verstappen ha sottolineato quanto fosse ridotta la degradazione degli pneumatici negli ultimi giri.

“Gli ultimi giri sono stati davvero divertenti perché praticamente non c’era degrado. Abbiamo semplicemente continuato a spingere fino alla fine”, ha spiegato il pilota della Red Bull.

Dello stesso avviso George Russell, vincitore del Gran Premio di Baku, che ha descritto la parte conclusiva della gara come una serie di giri da qualifica.

“Sembrava di fare giri da qualifica, uno dopo l’altro”, ha dichiarato il pilota Mercedes.

Una tendenza già osservata anche da Kimi Antonelli due settimane prima a Madrid. Il leader del campionato aveva infatti evidenziato una degradazione decisamente inferiore alle previsioni.

“C’era comunque un po’ di degrado, ma era molto inferiore alle aspettative”, aveva spiegato il leader del Mondiale.

La stessa Pirelli ha definito la degradazione registrata a Baku “estremamente bassa”, evidenziando un’usura e un graining molto contenuti e una necessità limitata di gestione degli pneumatici.

Pirelli vuole più degrado nel 2027

Proprio questo aspetto rappresenta una delle aree sulle quali Pirelli sta intervenendo in vista della prossima generazione di pneumatici.

“Il nostro obiettivo non era tanto concentrarci sull’equilibrio o sulla stabilità della vettura in sé, quanto piuttosto generare un livello di degradazione maggiore”, ha spiegato l’ingegnere Pirelli Simone Berra, citato da Marca.

Il lavoro riguarda sia l’asse anteriore sia quello posteriore.

“Abbiamo valutato diverse soluzioni per aumentare la degradazione degli pneumatici anteriori e altre per generarne di più sull’asse posteriore. Stiamo lavorando direttamente sulla struttura per produrre più calore e una maggiore degradazione termica”, ha aggiunto Berra.

L’obiettivo non è quindi semplicemente rendere gli pneumatici più difficili da gestire, ma modificare l’equilibrio strategico delle gare.

L’obiettivo è evitare gare a una sola sosta

Secondo Pirelli, una maggiore degradazione potrebbe contribuire a creare più alternative sul piano strategico, evitando che in determinati circuiti la scelta della strategia a una sola sosta diventi praticamente obbligata.

La volontà del fornitore italiano è quindi quella di aumentare le variabili a disposizione dei team, rendendo la gestione degli pneumatici un elemento nuovamente centrale nella lotta per la posizione.

Un lavoro che, secondo Berra, può contare anche su un vantaggio rispetto allo sviluppo delle gomme 2026: Pirelli ha potuto effettuare i test con le vetture reali della stagione, anziché affidarsi esclusivamente a una vettura muletto.

“Quest’anno non abbiamo lavorato con una vettura muletto, ma con le vetture reali della stagione in corso. Questo ci ha permesso di avere una visione molto più chiara”, ha concluso l’ingegnere Pirelli.

Il 2027 potrebbe quindi portare in pista pneumatici caratterizzati da una maggiore degradazione termica e, di conseguenza, da un ruolo più importante della strategia. L’obiettivo dichiarato da Pirelli è chiaro: evitare che la gestione delle gomme renda troppo spesso la gara un esercizio quasi obbligato a una sola sosta e restituire ai team una maggiore varietà nelle scelte.

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