F1 | Nuove scintille tra Haas e Racing Point, Szafnauer: “Certe frizioni si creano quando alcune squadre sfruttano la tecnologia di un top team”

"Il ricorso ad Abu Dhabi? Abbiamo costruito molte più parti di loro", ha aggiunto il Team Principal

F1 | Nuove scintille tra Haas e Racing Point, Szafnauer: “Certe frizioni si creano quando alcune squadre sfruttano la tecnologia di un top team”

Parlando alle colonne di motorsport.com, Otmar Szafnauer ha commentato le recenti frizioni tra la Haas e le altre piccole squadre di media e bassa classifica, sottolineando come sul banco degli imputati sia finito lo strettissimo rapporto tra la Scuderia statunitense e la Ferrari. Secondo il Team Principal della Racing Point, infatti, la squadra di Gene Haas sfrutterebbe in maniera eccessiva questa collaborazione, contribuendo pochissimo allo sviluppo tecnico della monoposto.

La Haas, ricordiamo, può contare sul supporto della Dallara per quello che riguarda la fabbricazione del telaio e su alcune componenti Ferrari. Una mossa strategica a cui molte squadre hanno storto il naso, tra cui proprio la Racing Point e la Williams, contrarie a questo modo di correre in Formula 1. Da notare che questa intervista è stata rilasciata subito dopo il reclamo presentato da Gunther Steiner ad Abu Dhabi per l’assegnazione dei premi FOM proprio alla ex Scuderia di Vijay Mallya.

Ecco le parole di Otmar Szafnauer, team principal della Racing Point: “Certe frizioni si creano quando alcune squadre studiano i costruiscono le proprie componenti, mentre altre sfruttare la tecnologia di un top team. Il problema non è la competitività, ma questo aspetto. Tornando al passato, ritengo strano che solo due squadre non avessero il fondo conforme alle regole e guarda caso erano proprio Haas e Ferrari. E’ come avere due fiocchi di neve uguali”.

Sulla protesta avanzata dalla Scuderia statunitense ha invece aggiunto: “Eravamo sicuri al 100% della nostra posizione di costruttore, ma non è stata una bella situazione. La buona notizia è che c’è stato un processo, ognuno ha messo le proprie carte sul tavolo e gli stewart hanno detto ‘si’. Ironia della sorte posso tranquillamente affermare che abbiamo progettato molte più parti di loro”.

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