F1 | Hamilton tra 2025 e 2026: l’evoluzione del suo ambientamento in Ferrari
Il britannico racconta il passaggio alla corte del Cavallino, tra difficoltà iniziali e una nuova stagione segnata da maggiore integrazione e competitività
Lewis Hamilton sta vivendo una fase di transizione profonda nella sua nuova avventura in Ferrari, un percorso fatto di adattamento, apprendimento e cambiamento culturale.
Dopo un primo anno di assestamento e un avvio di 2026 decisamente più competitivo, dove nel Gran Premio di Cina ha conquistato il suo primo piazzamento a podio in rosso nella domenica che ha anche celebrato il debutto al successo del suo successore in Mercedes, Andrea Kimi Antonelli, il sette volte campione del mondo ha raccontato quanto il passaggio dalla Stella alla squadra di Maranello abbia rappresentato una sfida molto più complessa del previsto.
Il 2025 è stato infatti un anno di costruzione, in cui Hamilton ha dovuto ambientarsi in un contesto completamente diverso rispetto a quello della Mercedes. Non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto umano e organizzativo. Una parte del motivo per cui Hamilton si sente più a suo agio è perché ha avuto un anno per capire come funziona la sua nuova famiglia nel mondo delle corse, che è molto diversa da quella Mercedes: “È una differenza enorme e un impegno enorme e penso che le persone, quando guardano, non capiranno quanto sia grande il cambiamento quando ti trasferisci in un nuovo team – ha dichiarato il sette volte iridato, intervistato recentemente da Lawrence Barretto sulle colonne di F1.com – Certo, puoi arrivare e salire subito in abitacolo, ma imparare i nuovi strumenti, in particolare una nuova cultura e un nuovo modo in cui le persone lavorano, e adattarlo al proprio stile di lavoro”.
Il britannico ha poi sottolineato anche il peso della stagione precedente nello sviluppo del progetto: “E poi, se guardi ad esempio all’anno scorso, era la fine di un’era di monoposto che non abbiamo sviluppato durante la stagione, quindi eravamo un po’ bloccati con quello che avevamo, che alla fine non era abbastanza buono per lottare per le vittorie. Ma abbiamo imparato tantissimo durante lo scorso anno come squadra e stiamo applicando quelle lezioni a quest’anno, che è iniziato molto meglio”.
Le parole di Hamilton tracciano chiaramente la linea di demarcazione tra il 2025 e l’inizio del 2026. Se la scorsa stagione è stata caratterizzata da un lungo processo di adattamento e comprensione reciproca, il nuovo anno sembra invece segnare un cambio di passo significativo. La Ferrari appare più solida, più strutturata e soprattutto più pronta a mettere in pratica il lavoro svolto nei mesi precedenti.
Nel 2025, i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative, anche a causa di una monoposto poco sviluppata nel corso della stagione e molto lontana dalla lotta al vertice, che ha limitato le possibilità di competere stabilmente per le vittorie. Tuttavia, quel periodo ha rappresentato una fase fondamentale di apprendimento collettivo, utile per costruire le basi della stagione successiva.
L’inizio del 2026 mostra invece un Hamilton più integrato e consapevole, capace di adattarsi meglio alle dinamiche del team e di contribuire in modo più incisivo allo sviluppo della vettura. La differenza rispetto all’anno precedente è evidente: meno rodaggio, più concretezza.
In questo scenario, il ruolo del pilota britannico va oltre la semplice prestazione in pista. Hamilton è diventato un punto di riferimento tecnico e umano all’interno della Scuderia, e il suo processo di adattamento, iniziato nel 2025, sembra finalmente iniziare a dare i primi risultati concreti nel 2026.
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui









