F1 | Haas, Magnussen: “Hypersoft fragilissima, rimanere fuori dal Q3 sarà un grande vantaggio”

Grosjean: "Sia io che la macchina dobbiamo migliorare, soprattutto nel giro secco"

F1 | Haas, Magnussen: “Hypersoft fragilissima, rimanere fuori dal Q3 sarà un grande vantaggio”

Archiviato il venerdì di prove libere, la Haas guarda con discreto ottimismo a qualifiche e gara. Il team statunitense a Sochi si è allineato, in particolar modo con Kevin Magnussen, alle prestazioni degli altri concorrenti di metà classifica, concentrando il proprio lavoro sulla gestione della gomma hypersoft, fattore chiave del weekend.

ROMAIN GROSJEAN
FP1: 11°, 1:36.816 (+2.328) – 23 giri
FP2: 15°, 1:35.911 (+2.526) – 35 giri
“È andato tutto bene. Questo è un tracciato in cui non è così facile guidare e trovare il limite. Quindi, probabilmente, ho un po’ di margine in termini di guida. Anche la macchina deve migliorare. In generale, abbiamo lavorato molto sulla hypersoft, cercando di capire se si tratta di un potenziale pneumatico da gara o meno e per vedere quale strategia attuare in qualifica. Il bilanciamento è effettivamente a posto, la macchina è quasi troppo facile da guidare e questo non è mai il segno di una vettura veramente veloce. Lavoreremo per essere un po’ più veloci nel giro secco. Stasera c’è del lavoro da fare, ma domani dovrebbe essere una giornata decisamente migliore”.

KEVIN MAGNUSSEN
FP1: 8°, 1:36.196 (+1.708) – 21 giri
FP2: 11°, 1:35.331 (+1.946) – 33 giri
“Non è andata male oggi. Abbiamo visto che la parte alta del gruppo di centro classifica è molto vicina: ci sono solo un paio di decimi tra il 7° e il 12° posto. È una battaglia avvincente, le qualifiche saranno dure. In vista della gara, è molto difficile gestire l’hypersoft con alto carico di carburante: si consuma in modo incredibilmente veloce, è molto fragile. Penso che sarà un grande vantaggio qualificarsi all’11° posto, appena fuori dalla Q3, con la libertà di scegliere di iniziare la gara su gomme soft. Il bilanciamento della macchina è abbastanza buono. Ci sono alcune cose da affinare, ma il nostro punto di partenza è buono. Da lì, possiamo lavorare”.

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