Sainz contro il regolamento: “FIA e F1 devono ascoltare i piloti, non i team. Le gare sono pericolose”

"Mi ha spiazzato sentire che si interverrà solo in qualifica. Non vediamo sorpassi, ma semplici scambi di posizione", ha aggiunto

Sainz contro il regolamento: “FIA e F1 devono ascoltare i piloti, non i team. Le gare sono pericolose”

Il Gran Premio del Giappone ha risollevato un polverone preoccupante sul futuro prossimo della categoria. Al centro del dibattito, con una forza che travalica il semplice risultato sportivo, c’è il brutto incidente che ha visto protagonista Oliver Bearman alla curva Spoon. Un impatto da 50G laterali che ha trasformato le critiche sui nuovi regolamenti tecnici in una vera e propria emergenza sicurezza. Carlos Sainz, nel suo ruolo di direttore della GPDA (l’associazione dei piloti), si è fatto portavoce di un malumore che ormai è ben evidente in tutto il paddock, puntando il dito contro una FIA rea di aver ignorato avvertimenti precisi.

La dinamica dell’incidente del britannico è il manifesto delle criticità di questa nuova e giustamente criticata Formula 1. Il giovane britannico della Haas si è trovato a gestire una differenza di velocità di quasi 50 km/h rispetto all’Alpine di Franco Colapinto, che in quel momento stava ricaricando le batterie. La necessità di evitare un ostacolo in un tratto velocissimo ha innescato una manovra evasiva terminata contro le barriere. Per Sainz, questo non è un caso isolato o una fatalità, ma la logica conseguenza di norme scritte privilegiando un’idea di spettacolo che mal si concilia con la fisica della pista. Una previsione che lo stesso spagnolo, insieme a Norris, ha espresso durante il weekend inaugurale a Melbourne.

Il rischio dei cittadini: l’ombra di Baku e Las Vegas

Il timore principale espresso dallo spagnolo riguarda la tipologia di circuiti che il mondiale affronterà a breve. Se Suzuka, con le sue ampie vie di fuga in ghiaia e asfalto, ha permesso a Bearman di uscire con le proprie gambe dall’abitacolo, il discorso cambierebbe radicalmente su tracciati cittadini. La pausa di cinque settimane che separa la Formula 1 dal prossimo appuntamento di Miami è vista da Sainz come l’ultima finestra utile per apportare correttivi che non siano semplici palliativi.

Le falle del regolamento 2026 risiedono evidentemente in una dipendenza esasperata dal sistema ibrido e dal “boost” elettrico, che crea situazioni di pericolo costante quando le vetture si trovano in fasi energetiche opposte. La FIA ha annunciato un summit tecnico per il 9 aprile a Londra, mirato a discutere modifiche alla gestione dell’energia e al formato delle qualifiche, ma per i piloti il problema è molto più profondo e riguarda la dinamica stessa della domenica.

Oltre alla sicurezza, Sainz ha messo nel mirino la qualità stessa della competizione. I dati che parlano di un aumento dei sorpassi vengono chiaramente interpretati in modo distorto dai vertici della Formula 1. Quello che il pubblico vede in TV non è frutto di abilità nel corpo a corpo, ma di una disparità tecnologica istantanea che rende la difesa impossibile. Una critica che si scontra frontalmente con la linea di Toto Wolff, il quale ha invece lodato la “scienza della ricarica” come il nuovo cuore pulsante della categoria.

Il confronto tra i piloti e i costruttori sembra essere arrivato a un punto di rottura. Mentre i team principal difendono un regolamento che hanno contribuito a scrivere, chi siede nell’abitacolo chiede di rimettere al centro la costanza delle prestazioni, anche a costo di sacrificare la velocità pura sul giro singolo.

Le dichiarazioni di Carlos Sainz dopo la gara di Suzuka

“Non mi considero un tecnico esperto di propulsori, ma è evidente che serva una svolta immediata e dobbiamo fare tutto il possibile per trovarla – ha detto Carlos. Non mi preoccupa se finiremo per girare mezzo secondo o un secondo più lenti; se per garantire la sicurezza dobbiamo abbassare la potenza affinché la parte elettrica sia più costante e meno soggetta a bruschi cali o dipendenze eccessive dal boost, allora dobbiamo farlo senza esitazioni. Sarei certo di una guida più sicura e gratificante se non fossimo così vincolati alla gestione dell’energia, ma la priorità resta trovare una via d’uscita al più presto”,

“Siamo rimasti stupiti quando ci hanno dato i primi feedback; si dicono soddisfatti delle qualifiche e del tipo di spettacolo che stiamo vedendo la domenica, ma ciò che vediamo in pista non sono veri sorpassi, sono semplici scambi di posizioni. Ti sposti da una parte, poi dall’altra e vai avanti. Non è una manovra di sorpasso degna della Formula 1; assomiglia più a un’autostrada dove attivi il boost e sfili chi vuoi senza che l’altro possa fare nulla. Come categoria di vertice sento che dobbiamo pretendere di meglio e sono convinto che, se i vertici ascoltassero davvero noi piloti, i cambiamenti arriverebbero immediatamente”.

“Oggi abbiamo assistito a una decelerazione di 50G in un punto di Suzuka che ha le sue vie di fuga, ma provate a immaginare cosa potrebbe succedere su tracciati come Baku o Las Vegas, dove le velocità sono persino superiori e i muretti sono a ridosso della traiettoria. Spero sinceramente che la Formula 1 ci ripensi e che le squadre non diventino troppo conflittuali per meri interessi politici. Questi regolamenti mostrano falle e criticità preoccupanti che vanno corrette assolutamente prima di affrontare Miami o altri circuiti cittadini”.

“Confido che l’incidente di oggi spinga a trovare soluzioni più efficaci per Miami; avevamo chiaramente segnalato alla FIA e alla FOM che situazioni simili si sarebbero verificate prima o poi. Con differenze di velocità che arrivano a 30, 40 o 50 km/h tra chi usa il boost e chi ricarica, un botto del genere era purtroppo inevitabile e non posso dirmi felice di come è stata gestita la faccenda”.

“Mi ha spiazzato sentirmi dire che si interverrà solo sulle qualifiche perché la gara sarebbe ‘emozionante’. Come GPDA abbiamo sempre ribadito con forza che il pericolo è reale soprattutto la domenica. 57G sono un’enormità; il mio urto in Russia nel 2015 fu di 46G, provate a immaginare l’esito di un impatto simile a Las Vegas dove non c’è spazio di fuga. Mi auguro che questo serva da esempio: è il momento di dare retta ai piloti invece di ascoltare solo i team. Alcuni sostengono che le gare vadano bene così, ma la realtà è ben diversa”.

Motorionline.com è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News,
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui
Leggi altri articoli in News F1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati