F1 | GP Germania, Pirelli spiega le caratteristiche del tracciato di Hockenheim

"I livelli di usura e degrado sono generalmente bassi", ha affermato Mario Isola

Previste temperature alte, ma attenzione alla variabile meteo
F1 | GP Germania, Pirelli spiega le caratteristiche del tracciato di Hockenheim

A pochi giorni dalle prime libere sul tracciato di Hockenheim, Mario Isola ha parlato del prossimo GP di Germania, undicesimo appuntamento di questo mondale 2019 di Formula 1, sottolineando come il circuito tedesco non sia eccessivamente esoso in termini di consumo e stress dei pneumatici. L’unica eccezione, ovviamente, riguarda il settore finale, ovvero quello del Motodrom, vista la presenza di due curve con inclinazione diversa (12 e 13.ndr).

Nella gara della passata stagione, ricordiamo, le condizioni climatiche hanno giocato un ruolo chiave, premiando Lewis Hamilton e la Mercedes. Nonostante il caldo previsto, quindi, il meteo sarà un aspetto da seguire con estrema attenzione nel corso del week-end.

“Hockenheim è un circuito non troppo familiare per team e piloti, visto che per diversi anni si è alternato con il Nurburgring per ospitare il GP di Germania, prima di sparire dal calendario e ritornare solo nel 2018″, ha affermato Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing di Pirelli. “Tuttavia si tratta di un tracciato senza troppe sorprese, con carichi piuttosto bilanciati sui pneumatici. Unica eccezione è il settore del Motodrom, di natura più stop-and-go. Un altro aspetto da considerare è la diversa inclinazione di curva 12 e curva 13”.

“I livelli di usura e degrado sono generalmente bassi, e in passato ci sono stati anche stint piuttosto lunghi sulle diverse mescole”, ha proseguito l’Ingegnere di Pirelli. “Come abbiamo visto lo scorso anno, il meteo qui è piuttosto variabile e può essere quindi un elemento chiave che può determinare la strategia”.

CARATTERISTICHE DEL TRACCIATO
* Il circuito presenta un mix interessante di curve e velocità, con alcuni tratti molto rapidi e altri più lenti, come il complesso del Motodrom, piuttosto tecnico: il preferito dai tifosi.
Rispetto allo scorso anno non ci sono state modifiche a layout e asfalto, che presenta carichi e abrasione medi. L’evoluzione del tracciato nel corso del fine settimana è piuttosto bassa.

* I carichi longitudinali e laterali sono bilanciati su tutta la lunghezza del giro, quindi sulla carta non dovrebbe essere troppo difficile trovare il giusto set-up per far lavorare al meglio i pneumatici.

*Nel 2018 la pioggia ha stravolto le strategie. Lewis Hamilton su Mercedes ha vinto con una strategia a una sosta soft-ultrasoft, l’unico tra i primi sei piloti al traguardo con un solo pit stop. C’è stato anche un periodo di safety car, con una probabilità storica del 50%. Max Verstappen (Red Bull) è arrivato 4° nonostante tre soste.

*Il nuovo record assoluto di Hockenheim è stato ottenuto da Sebastian Vettel (Ferrari) nelle qualifiche del 2018, ma il giro più veloce in gara, firmato da Kimi Raikkonen su McLaren-Mercedes, risale al 2004.

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