F1 GP Cina | Antonelli brilla a Shanghai: “Avevo tutto sotto controllo, sognavo questa occasione”

"Siamo solo all'inizio di questo percorso", ha detto Kimi

F1 GP Cina | Antonelli brilla a Shanghai: “Avevo tutto sotto controllo, sognavo questa occasione”

Il verdetto di Shanghai sancisce l’inizio ufficiale di una nuova era per l’automobilismo italiano e mondiale. Kimi Antonelli ha conquistato la sua prima vittoria in Formula 1 nel Gran Premio di Cina, diventando il secondo pilota più giovane di sempre a salire sul gradino più alto del podio dopo Max Verstappen in Spagna nel 2016. Una prestazione di maturità, quella del 19enne della Mercedes, che ha saputo gestire le insidie di una gara tattica, reagendo con freddezza a una partenza non perfetta e alle incognite poste dal nuovo regolamento tecnico.

La domenica della squadra di Brackley si è chiusa con una doppietta perentoria, grazie al secondo posto di George Russell, consolidando un inizio di stagione che vede le Frecce d’Argento godere di un vantaggio tecnico importante sulla concorrenza. Nonostante il dominio finale, la corsa ha vissuto momenti di incertezza, soprattutto nelle fasi iniziali e durante i delicati passaggi di gestione degli pneumatici e dell’energia elettrica.

La cronaca della gara in Cina: una partenza in salita

Allo spegnimento dei semafori, la prima fila tutta Mercedes è stata messa a dura prova dallo spunto delle Ferrari. Come già accaduto nell’appuntamento in Australia, le monoposto di Maranello hanno mostrato uno spunto superiore nei primi metri. Lewis Hamilton, scattato dalla seconda fila, è riuscito a prendere il comando della corsa, trascinando con sé Charles Leclerc. Antonelli, partito dalla pole position con gomme medie, si è ritrovato in seconda posizione dopo la prima curva, mentre George Russell è scivolato fino alla quarta piazza.

L’efficienza della power unit Mercedes ha però permesso ai due piloti della Stella di non perdere il contatto visivo con i leader. In questa nuova Formula 1, la gestione della batteria è fondamentale: l’erogazione della potenza deve essere calibrata per evitare quanto più possibile il “Super Clipping”, ovvero quel calo improvviso di velocità a fine rettilineo dovuto all’esaurimento della carica elettrica. Antonelli ha dimostrato una sensibilità degna dei piloti più esperti, ricaricando i sistemi nei tratti guidati per poi sferrare l’attacco. Prima dell’ingresso della Safety Car, i due piloti della Mercedes erano già riusciti a ristabilire le gerarchie, riportandosi in prima e seconda posizione davanti alle due Ferrari.

L’intervento della vettura di sicurezza ha spinto il muretto box Mercedes a una scelta conservativa ma efficace. Entrambi i piloti hanno effettuato la sosta per montare la mescola dura, puntando a chiudere la gara senza ulteriori stop. La gestione termica delle coperture Hard si è rivelata però complessa. Con le temperature dell’asfalto non elevatissime, le Mercedes hanno faticato a ritrovare il corretto range di utilizzo nei primi giri dopo la ripartenza.

Questa finestra di vulnerabilità ha permesso a Hamilton e Leclerc di farsi nuovamente minacciosi. Mentre Antonelli è riuscito a trovare il ritmo e a scavare un solco di sicurezza, Russell è rimasto invischiato in un duello ravvicinato con le Ferrari. La capacità di George di difendere la posizione senza eccedere nel consumo energetico è stata la chiave per garantire il risultato di squadra. Una volta messe in temperatura le gomme, il passo delle W17 è diventato insostenibile per la SF-26, permettendo ad Antonelli di involarsi verso il traguardo con un margine rassicurante.

Le parole del vincitore: il sogno di Kimi

Al termine della gara, l’emozione del giovane talento italiano era evidente, ma accompagnata da un’analisi lucida della sua prestazione. Kimi Antonelli ha raccontato così la sua domenica storica: “Sognavo da tempo che potesse presentarsi un’occasione del genere e per fortuna oggi tutto si è concretizzato nel migliore dei modi. Provo una gioia immensa, è un successo che ha un sapore speciale e sono veramente felice. Ero consapevole che la partenza sarebbe stata un momento critico, specialmente perché nei precedenti appuntamenti i miei stacchi erano stati pessimi e non avevo molta fiducia”.

“Non sono partito male questa volta, anche se ho ceduto il passo a Lewis inizialmente, ma poi il ritmo si è rivelato molto buono, soprattutto quando abbiamo montato le gomme dure. Verso la conclusione mi sono forse rilassato un po’ troppo e ho commesso una sbavatura che non deve ripetersi, ma la velocità complessiva era eccellente. Nei primi chilometri con le hard ho pensato solo a gestire la situazione; mi sentivo a mio agio e sono rimasto tranquillo in ogni fase, persino al restart della Safety Car quando scaldare le coperture è stato difficile. Sentivo di avere il controllo totale. Sappiamo che non sarà sempre facile e che dovremo continuare a spingere forte, perché oggi è andata bene ma siamo soltanto all’inizio di un lungo percorso”.

Il dominio Mercedes e il fattore “Bono”

La vittoria di Antonelli porta con sé un valore simbolico aggiunto: sul podio, a ritirare il premio per il costruttore, è salito Peter Bonnington. Il celebre ingegnere di pista, noto come ‘Bono’, ha iniziato nel 2025 l’avventura al fianco del giovane bolognese dopo anni di successi con Hamilton. La sintonia tra i due sembra solida, fattore chiave per arrivare al successo.

Dal punto di vista tecnico, la Mercedes ha confermato di avere la vettura più equilibrata del lotto. Se la Ferrari brilla per trazione e inserimento nei curvoni veloci, la W17 eccelle nel recupero energetico. In un circuito come quello di Shanghai, caratterizzato dal rettilineo più lungo del mondiale, la capacità di non andare in “clipping” elettrico ha permesso ad Antonelli di gestire i distacchi senza dover mai guidare costantemente al limite, se non nei giri di attacco.

Con questo risultato, George Russell mantiene la testa della classifica iridata, ma il suo vantaggio su Kimi Antonelli si è ridotto a soli quattro punti. La lotta interna in casa Mercedes si preannuncia come il tema portante della stagione, con Lewis Hamilton, Charles Leclerc e la Ferrari che, nonostante il podio, sembrano dover inseguire le prestazioni dei due piloti.

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