F1 | E se fosse Carlos Sainz la sorpresa della nuova stagione?

Lo spagnolo ha tutte le caratteristiche per far bene all’esordio con la Rossa

Molto dipenderà dalla monoposto, ma Sainz è molto bravo a cogliere le chance che offre la pista
F1 | E se fosse Carlos Sainz la sorpresa della nuova stagione?

Inutile girarci intorno. Il debutto in rosso di Carlos Sainz, avvenuto tra mercoledì 27 e giovedì 28 gennaio sulla pista di Fiorano alla guida della SF71H, ha portato entusiasmo nei tifosi della Rossa che non aspettavano altro per gettarsi completamente alle spalle un’annata difficile come quella del 2020 dove i risultati sono stati ampiamente insufficienti.

L’ingaggio dello spagnolo, che avrà comunque il difficile compito di sostituire un quattro volte campione del mondo come Sebastian Vettel, ha rappresentato un’autentica ventata di freschezza che ha destato dal torpore tutto l’ambiente del Cavallino che di “rampante” aveva solamente quella frustrazione galoppante che ne ha contraddistinto l’ultimo periodo sportivo.

I primi riscontri di Sainz sono stati assolutamente positivi, con il neo alfiere di Maranello che si è calato perfettamente nella sfida che lo attende. Ha destato un’ottima impressione anche nel comparto tecnico con il quale ha condiviso il giorno e mezzo di test in pista, dopo aver trascorso buone parte delle scorse settimane in fabbrica tra meeting con gli ingegneri e lavoro al simulatore.

La strada da percorre non si preannuncia chiaramente in discesa e sarà irta di ostacoli, visto che i margini di sviluppo sulla nuova monoposto saranno pressoché esigui (escluso il motore che sarà nuovo di zecca, rispetto a quello del 2020 privati di cavalli per le note vicende raccontate) e ridotti ai pochi gettoni che la Rossa avrà a disposizione, ma Sainz può veramente rappresentare la nota lieta della nuova stagione. Vero, Carlos partirà alle spalle di Charles Leclerc per quel che riguarda l’esperienza con il team (lo spagnolo ha iniziato a prendere confidenza con la realtà rossa solamente a dicembre, mentre il monegasco vanta già un triennio da pilota ufficiale a cui si aggiunge tutta la trafila fatta in FDA) ma ha alcune qualità di guida che possono fare la differenza.

In questi anni abbiamo potuto notare come Sainz sia un pilota molto solido e constante sulla distanza di gara, dove riesce ad esprimere meglio il suo potenziale rispetto al giro secco, portando in dote tanti punti che a fine stagione si sono rivelati pesanti. Così come la freddezza nei momenti cruciali della corsa, dove lo spagnolo riesce a tenersi lontano dai guai. Rispetto a Leclerc che, come avvenuto nell’ultima stagione, ha pagato l’irruenza dei primi metri di gara come accaduto in Austria con l’allora compagno di squadra Vettel e a Sakhir con il duo Perez-Verstappen.

Doti che nella sua esperienza in Ferrari potrebbero fare la differenza fin da subito visto che, come ricordato da Mattia Binotto, la Rossa si augura che Sainz possa contribuire alla risalita nel Mondiale costruttori dopo l’ultimo scialbo sesto posto. Matador Carlos non è arrivato alla Ferrari per recitare un copione già scritto che lo vedrà a prescindere recitare il ruolo di seconda guida. Nella sua avventura in Formula Uno ha finora dimostrato di prendersi i propri spazi a suon di prestazioni, non estraniandosi dalla lotta in pista.

Un approccio che non sarà differente in questa nuova avventura professionale, anzi sarà ancora più incisivo visto che non capita tutti i giorni di essere chiamati a guidare per la Ferrari. Sainz ha tutto quello che serve per fare bene e lasciare il segno con la tuta del Cavallino.

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