Formula 1 | Wolff vuole il 24% di Alpine? Pronto uno smacco a Christian Horner
La quota di minoranza del team appartiene a Otro Capital: l'ex Red Bull sarebbe in trattative da un paio di mesi
Il paddock della Formula 1, già scosso dalle sfide tecniche e finora perse del regolamento 2026, guarda con estrema curiosità una possibile battaglia tra due vecchi “amici”. Al centro della contesa c’è il futuro assetto societario di Alpine, o meglio, quel cruciale 24% del capitale attualmente nelle mani del consorzio guidato da Otro Capital. Se fino a poche settimane fa il nome di Christian Horner sembrava l’unico seriamente accostato a questa operazione, il possibile ingresso a sorpresa di Toto Wolff e della Mercedes ha trasformato una possibile trattativa d’acquisto in una riedizione, questa volta finanziaria, della rivalità più accesa dell’ultimo decennio.
Il contesto in cui matura questo scontro è figlio di un terremoto avvenuto nel luglio scorso, quando Horner è stato improvvisamente sollevato dal suo incarico di CEO e team principal della Red Bull, ponendo fine a un regno durato vent’anni. Da quel momento, il manager britannico non ha mai nascosto la volontà di rientrare nel Circus non più solo come dipendente, ma con un ruolo che gli garantisse un peso politico e gestionale differente. L’opportunità offerta da Otro Capital, il fondo che raccoglie stelle dello sport e del cinema come Ryan Reynolds, Patrick Mahomes e Travis Kelce, sembrava il tappeto rosso perfetto per il suo ritorno, magari supportato dall’esperienza decennale di un alleato storico come Bernie Ecclestone.
L’inserimento di Mercedes: una mossa strategica o un disturbo?
Il quadro si è quindi complicato con l’indiscrezione rilanciata dalla stampa britannica riguardo l’interessamento di Toto Wolff. La Mercedes non si limiterebbe a osservare la situazione, ma starebbe valutando seriamente di presentare un’offerta per rilevare proprio quella quota di minoranza ambita da Horner. Per il colosso di Stoccarda, l’operazione avrebbe una valenza strategica non indifferente: Mercedes è già il fornitore dei propulsori ibridi per la scuderia francese e un ingresso nel capitale rafforzerebbe enormemente la sua posizione di partner privilegiato, creando un asse tecnico-politico tra Brackley ed Enstone.
Questa mossa viene vista da molti osservatori come un tentativo di Wolff di sbarrare la strada al suo vecchio rivale, impedendo a Horner di ricostruire un centro di potere all’interno di un team ufficiale. Un portavoce della Mercedes ha preferito mantenere un profilo istituzionale sulla vicenda, senza però smentire l’interesse della casa madre: “Mercedes agisce come un alleato strategico di rilievo per il progetto Alpine e veniamo costantemente messi al corrente riguardo alle evoluzioni più recenti della società”.
Il muro di Alpine e il ruolo di Renault
Nonostante il fermento attorno ai nomi dei due pesi massimi del paddock, la scuderia francese cerca di mantenere la calma, ricordando che il controllo del team resta saldamente nelle mani del Gruppo Renault, che detiene il restante 76%. La dirigenza di Enstone è consapevole che queste manovre potrebbero distogliere l’attenzione dagli obiettivi agonistici, proprio mentre la squadra sta cercando faticosamente di risalire la china dopo stagioni deludenti.
Un portavoce del team Alpine ha voluto chiarire la posizione della scuderia, sottolineando la distanza tra l’attività sportiva e i movimenti azionari: “Non è nostra intenzione rilasciare dichiarazioni su nomi di singoli o su specifiche personalità. Le trattative in corso non rientrano nelle competenze dirette della scuderia, poiché riguardano esclusivamente i soci e i potenziali investitori. La nostra priorità assoluta rimane focalizzata sugli impegni imminenti, ovvero il via della stagione e il consolidamento di un processo di crescita tecnica in pista”.
La prospettiva di Briatore e il passato recente
Per comprendere meglio come si sia arrivati a questo punto, è necessario fare un passo indietro di un paio di mesi. Già a fine gennaio, durante la presentazione della nuova monoposto a Barcellona, Flavio Briatore aveva dipinto un quadro di forte incertezza. Il manager italiano, tornato a guidare le sorti operative del team, aveva ammesso che l’interesse attorno a quella quota del 24% era altissimo, con continue manifestazioni d’interesse da parte di diversi soggetti economici.
In quell’occasione, Briatore spiegò come Horner stesse effettivamente dialogando con Otro Capital, precisando però che si trattava di una discussione privata tra il fondo e l’ex manager Red Bull, senza il coinvolgimento diretto di Alpine. La procedura è complessa: prima deve esserci la volontà di vendere da parte degli attuali soci di minoranza, poi deve concretizzarsi un accordo con l’acquirente e, infine, Renault deve esercitare il proprio benestare o il diritto di prelazione.
Se Horner riuscisse nel suo intento, affiancato magari dall’ombra lunga di Ecclestone, il campionato ritroverebbe uno dei suoi protagonisti più carismatici in una veste del tutto inedita. Se invece dovesse prevalere la linea Mercedes, assisteremmo a un’ulteriore concentrazione di potere nelle mani di Toto Wolff, capace di estendere la sua influenza su una scuderia già comunque cliente.
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