La Formula 1 modifica la procedura di partenza in Australia: chiaro svantaggio alla Ferrari

Il direttore di gara Rui Marques: "Dobbiamo garantire una partenza corretta e ordinata"

La Formula 1 modifica la procedura di partenza in Australia: chiaro svantaggio alla Ferrari

L’esordio stagionale del mondiale 2026 all’Albert Park di Melbourne ha già le sue prime polemiche. La Formula 1 ha deciso di cambiare le procedure di partenza per non avere il rischio che diverse monoposto stallino o partano lentamente dai blocchi allo spegnimento dei semafori. La transizione verso le nuove unità di potenza, caratterizzate dall’addio alla componente MGU-H, ha infatti generato una serie di sfide tecniche che hanno spinto la Federazione Internazionale a riscrivere parzialmente il protocollo di avvio della gara.

Il nodo della questione risiede nella diversa gestione della sovralimentazione. Senza l’ausilio dell’MGU-H, che nelle precedenti versioni dei motori ibridi manteneva il turbocompressore in rotazione elettricamente eliminando ogni ritardo di risposta, i piloti si trovano ora a dover gestire un sensibile fenomeno di turbo lag. Per garantire uno scatto efficace allo spegnimento dei semafori, è diventato indispensabile mantenere regimi di rotazione molto elevati per un lasso di tempo superiore rispetto al passato. Questa necessità ha sollevato dubbi immediati sulla sicurezza e sull’equità della competizione, specialmente per chi occupa le ultime file della griglia di partenza.

Tutto questo sfavorisce ovviamente la Ferrari e i suoi team clienti: la Scuderia di Maranello ha adottato un turbo più piccolo per la SF-26, un compromesso che può dare vantaggi e svantaggi a seconda della circostanza. In fase di partenza, questo avrebbe dato un plus alla vettura rispetto alla concorrenza, perché una unità più piccola aiuta ad aumentare la velocità con cui si arriva a regime.

La sfida tecnica: addio MGU-H e gestione del turbo lag

Nelle concitate fasi che precedono il via, le vetture posizionate in fondo allo schieramento arrivano nelle proprie piazzole quando i leader sono già pronti da diversi secondi. Con il vecchio sistema, i piloti in coda avrebbero avuto una finestra temporale troppo stretta per stabilizzare i giri del motore e caricare correttamente il turbo, rischiando di subire un calo di potenza improvviso proprio nel momento dello stacco della frizione. Un’eventualità del genere non solo penalizzerebbe la prestazione, ma creerebbe pericoli enormi legati a possibili tamponamenti a catena qualora una o più vetture dovessero stallare o procedere a velocità ridotta mentre il resto del gruppo è in piena accelerazione.

Per scongiurare questi scenari, già durante le sessioni di test pre-stagionali in Bahrain la FIA ha sperimentato un sistema di segnalazione supplementare. L’obiettivo è quello di uniformare il tempo di attesa e permettere a tutti i ventidue protagonisti di preparare la meccanica in modo ottimale. La conferma ufficiale dell’adozione di questo nuovo schema è arrivata direttamente dal direttore di gara della Formula 1, Rui Marques, che ha delineato le nuove linee guida nelle note inviate ai team alla vigilia del fine settimana australiano.

Il nuovo protocollo nelle parole di Rui Marques

Le istruzioni fornite dalla direzione gara non lasciano spazio a interpretazioni e definiscono una sequenza luminosa inedita che precederà i classici cinque semafori rossi. Questa fase intermedia, denominata “Pre-Start”, servirà da cuscinetto temporale per permettere la stabilizzazione termica e meccanica delle power unit 2026.

Rui Marques ha spiegato così le nuove direttive nel documento ufficiale: “Per assicurare che lo svolgimento della partenza avvenga in modo corretto e ordinato, abbiamo stabilito una procedura specifica che entrerà in vigore nel momento in cui tutte le monoposto avranno occupato le proprie posizioni sulla griglia, al termine del giro di formazione o dei giri precedenti la corsa. In quel frangente, i pannelli luminosi posizionati lungo lo schieramento si accenderanno con una luce blu lampeggiante per la durata di cinque secondi, mentre sul portale informativo sopra la linea di partenza apparirà chiaramente il messaggio ‘Pre-Start’. Soltanto una volta conclusa questa fase preliminare, avrà inizio la sequenza luminosa tradizionale definita dall’Articolo B5.7.2 del Regolamento Sportivo della FIA, portandoci allo spegnimento dei semafori rossi”.

Questo intervallo di cinque secondi è stato calcolato per offrire ai piloti in fondo alla griglia il tempo necessario per sincronizzare i regimi del motore, eliminando quella disparità cronologica che avrebbe reso la partenza un terno al lotto per le ultime file. La sicurezza è stata posta al primo posto: evitare che una vettura rimanga ferma o proceda a rilento a causa del turbo lag è una priorità assoluta per la FIA in questo esordio regolamentare.

Aerodinamica attiva e restrizioni al primo giro

Oltre alla gestione dei semafori, la Federazione ha preso decisioni importanti anche riguardo all’utilizzo dell’aerodinamica attiva durante le fasi iniziali della corsa. La nuova modalità “Straight”, concepita per massimizzare le velocità di punta riducendo la resistenza all’avanzamento nei rettifili, sarà soggetta a forti limitazioni durante il giro di apertura.

Insieme ai team, è stato concordato che i piloti non potranno attivare la configurazione a basso drag immediatamente dopo il via. La modalità “Straight” diverrà disponibile solo dopo che le vetture avranno superato la prima curva del tracciato di Melbourne. Si tratta di una scelta prudenziale volta a mantenere il massimo carico aerodinamico possibile nella prima frenata e nel cambio di direzione iniziale, dove la vicinanza tra le monoposto e la turbolenza dei flussi d’aria rendono la stabilità un fattore critico per evitare contatti multipli.

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