F1 GP Australia | Ferrari, Hamilton: “Giornata produttiva, non vedo l’ora di iniziare le FP3”

Quarta posizione per il sette volte campione del mondo, visibilmente soddisfatto dopo il venerdì di Melbourne

F1 GP Australia | Ferrari, Hamilton: “Giornata produttiva, non vedo l’ora di iniziare le FP3”

Il mondiale di Formula 1 2026 si è aperto ufficialmente sotto il sole di Melbourne, segnando l’inizio di una rivoluzione regolamentare senza precedenti. Il venerdì di prove libere ad Albert Park è stato il palcoscenico di un lavoro metodico e silenzioso da parte della scuderia di Maranello, impegnata a decifrare le reazioni della nuova SF-26 su un asfalto in continua evoluzione. Per Hamilton, la giornata ha rappresentato il primo vero confronto diretto con la pista in un contesto competitivo, un momento di adattamento necessario per rifinire i setup di una monoposto che promette di essere quella della rinascita del Cavallino Rampante, doveroso dopo i disastri dello scorso anno.

La strategia adottata dai tecnici della Ferrari è stata lineare e finalizzata alla massima raccolta di dati. Nel corso delle due sessioni, sono state passate in rassegna tutte le mescole fornite dalla Pirelli, cercando di bilanciare le esigenze del giro secco con la necessaria stabilità richiesta dai long run domenicali. Hamilton ha mostrato una rapidità d’adattamento notevole, lavorando in stretta simbiosi con il proprio muretto per correggere le risposte della vettura nei tratti più impegnativi del tracciato cittadino australiano.

Come abbiamo potuto notare anche dai team radio con il nuovo ingegnere di pista Carlo Santi, per Lewis ma anche per tutti gli altri piloti, il modo di comunicare è molto diverso, dovendo gestire ancora di più la monoposto rispetto al passato, specialmente per quel che riguarda l’energia.

La cronaca: dalle medie alle simulazioni con carburante

Nella prima sessione di prove libere il programma di Hamilton è iniziato con l’utilizzo della mescola media. Il sette volte campione del mondo ha inanellato 16 giri iniziali, fermando il cronometro su un riferimento di 1:21.227. Il passaggio alla mescola soft a metà turno ha permesso di alzare l’asticella delle prestazioni, portando Lewis a segnare un incoraggiante 1:20.736, crono che gli è valso la seconda posizione assoluta alle spalle del compagno di squadra Charles Leclerc. La fase conclusiva della mattinata è stata invece dedicata a una prima valutazione della vettura con un carico di carburante più sostenuto, riutilizzando gli pneumatici medi per saggiare la consistenza della SF-26 in condizioni di gara.

Al termine dei primi sessanta minuti, Hamilton ha messo a referto 30 giri, contribuendo al totale di squadra di 63 tornate, fondamentali per mappare il comportamento aerodinamico del nuovo corpo vettura.

FP2: Il confronto diretto e i nodi del passo gara

Il turno pomeridiano ha visto Hamilton scendere in pista inizialmente con pneumatici hard, completando così la rotazione prevista delle coperture disponibili per il weekend. Con la mescola più dura, l’inglese ha ottenuto un tempo di 1:20.637, mostrandosi particolarmente a suo agio nella gestione delle temperature. Il successivo attacco al tempo con le soft ha portato il britannico a fermare le lancette su un ottimo 1:20.050, chiudendo la sessione in quarta posizione, in un fazzoletto di centesimi che vede i top team estremamente vicini.

Tuttavia, è nell’analisi del passo gara che sono emerse le indicazioni più interessanti e, al contempo, le sfide più ardue per la Ferrari. Hamilton ha effettuato una sequenza di sei giri con le gomme hard caricate a inizio turno, mantenendo una media cronometrica di 1:24.5. Sebbene il ritmo sia stato sporcato da un passaggio lento in 1:34.3, il confronto diretto con la Mercedes ha evidenziato una differenza di approccio e di rendimento. Mentre la W17 ha mostrato una tendenza al miglioramento progressivo dei tempi nel corso dello stint, la Ferrari di Hamilton non è riuscita a raggiungere quel medesimo picco di efficienza nella simulazione odierna, restando su valori più costanti ma meno brillanti rispetto alla concorrenza diretta di Brackley.

Anche qui teniamo a sottolineare, ed è bene farlo specialmente in questo inizio di mondiale, che ogni dato va analizzato per quello che vediamo, non conoscendo non solo le mappature del motore e il quantitativo di carburante imbarcato, ma anche la gestione dell’energia, essenziale in questa nuova Formula 1.

Le sensazioni di Lewis Hamilton

Al termine della giornata, nonostante la mole di lavoro ancora da svolgere per colmare il gap nei long run, Hamilton è apparso visibilmente soddisfatto e motivato dal primo impatto con questa nuova monoposto.

“È stata una giornata realmente produttiva sotto molti punti di vista: rimettersi in gioco e ricominciare a spingere seriamente è stato elettrizzante – ha detto Lewis. Trovarsi qui è un’emozione speciale e provo una gratitudine immensa per la possibilità di esercitare la mia passione davanti a un pubblico così caloroso come quello odierno. Le condizioni dell’asfalto si sono rivelate a tratti piuttosto complesse, ma siamo stati capaci di ottimizzare il numero di passaggi effettuati, operando con la massima dedizione per estrarre una quantità significativa di parametri tecnici utili. Siamo consapevoli che il volume di lavoro che ci attende sia ancora cospicuo, ma non vedo davvero l’ora di calarmi nuovamente nell’abitacolo nella giornata di domani per continuare il nostro percorso”.

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