Formula 1 | Pirelli, scelta conservativa per il Gran Premio di Cina?

L'anteprima: C2, C3 e C4 le mescole scelte per il fine settimana di Shanghai

Formula 1 | Pirelli, scelta conservativa per il Gran Premio di Cina?

Dopo il tanto criticato esordio stagionale in Australia, il Circus della Formula 1 si sposta a Shanghai per il secondo appuntamento del mondiale 2026. Il Gran Premio di Cina non rappresenta solo una sfida logistica e tecnica di alto livello, ma segna anche il debutto stagionale del formato Sprint. Sarà il primo dei sei appuntamenti “veloci” programmati per quest’anno, con una gara da 19 giri prevista per il sabato (ore 4 italiane) che metterà a dura prova la resistenza delle nuove power unit e la gestione strategica dei piloti, specialmente nel lunghissimo rettilineo di oltre un chilometro.

Lo Shanghai International Circuit, celebre per la sua conformazione che richiama l’ideogramma shang (verso l’alto), si presenta come il terreno di prova ideale per verificare i reali equilibri della nuova era regolamentare, in attesa che la FIA applichi (si spera) quei correttivi in grado di dare nuovamente un’identica racing a questo sport martoriato. Con i suoi 5,451 chilometri, il circuito alterna sequenze estremamente lente a tratti ad alta velocità, culminando appunto nel rettilineo che congiunge la curva 13 alla 14. È proprio qui che la gestione dell’energia elettrica e l’efficienza dei sistemi di aerodinamica attiva faranno la differenza.

La sfida degli pneumatici Pirelli: tra asfalto liscio e graining

Per questa trasferta, Pirelli ha selezionato il tris di mescole centrale della sua gamma: C2 (Hard), C3 (Medium) e C4 (Soft). È una scelta di continuità rispetto alle ultime due edizioni, ma volendo anche conservativa, dettata soprattutto dalla natura di un asfalto che continua a evolversi. La pista, infatti, è stata completamente riasfaltata nell’agosto del 2024, un intervento che ha sensibilmente aumentato i livelli di aderenza, riducendo di conseguenza i tempi sul giro.

La superficie molto liscia ha presentato un conto salato nel 2025: un marcato fenomeno di graining, specialmente sull’asse anteriore. Durante la Sprint dello scorso anno, questo deterioramento superficiale della gomma è stato il vero fattore limitante per le prestazioni, favorendo piloti gentili sulle coperture, come appunto Lewis Hamilton. A dodici mesi di distanza, la situazione potrebbe essere mutata. L’invecchiamento naturale del bitume dovrebbe aver ridotto la tendenza al graining, pur portando con sé una leggera diminuzione del grip assoluto. Sarà fondamentale monitorare l’evoluzione della pista sin dalle prime sessioni del venerdì per capire se la Medium resterà, come nel 2025, la gomma preferita per lo start.

Simulazioni e Straight Mode: la velocità non dovrebbe ridursi

Nonostante la nuova generazione di monoposto 2026 sia intrinsecamente diversa dalla precedente, le simulazioni inviate dai team indicano tempi sul giro incredibilmente vicini a quelli registrati un anno fa. Questo equilibrio cronometrico è garantito dalle zone SM (Straight Mode). L’aerodinamica attiva, riducendo la resistenza all’avanzamento nei lunghi tratti rettilinei di Shanghai, compensa il calo di velocità pura derivante dalla minore spinta del motore termico.

Il tracciato resta comunque un test severo per il recupero dell’energia. Le frenate violente, come quelle delle curve 1, 6 e 14, saranno cruciali per ricaricare le batterie. Un aspetto da osservare con attenzione riguarda i bloccaggi in ingresso curva: durante i test pre-stagionali a Sakhir si sono visti molti errori in frenata e le curve lente di Shanghai potrebbero punire severamente ogni imprecisione dei piloti nella gestione del brake-by-wire.

I precedenti dicono che Shanghai sorride alle monoposto di Woking. L’anno scorso, il Gran Premio di Cina è stato terreno di conquista per la McLaren, che ha siglato una doppietta con Oscar Piastri sul gradino più alto del podio, seguito da Lando Norris. George Russell, su Mercedes, ha completato il podio, confermando come la gestione delle gomme Medium sia stata la chiave del successo. La Ferrari è stata invece squalificata con entrambe le monoposto, dopo aver vinto la Sprint con Hamilton.

La strategia a una sola sosta si è rivelata la più efficace nel 2025, con i piloti di testa che hanno allungato il primo stint fino al 14° o 15° giro prima di passare alla mescola Hard. La Soft, invece, è rimasta confinata alle qualifiche, dimostrandosi troppo fragile per la distanza di gara su un asfalto che, all’epoca, innescava troppo graining.

Il fine settimana di Shanghai non assegnerà solo punti pesanti. Venerdì, al termine della Sprint Qualifying, il poleman riceverà il Pirelli Sprint Qualifying Award, un trofeo rinnovato per il 2026 che include un casco con i colori della bandiera cinese incastonato in una base che riproduce uno pneumatico Soft.

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