Audi conclude il primo vero test in Formula 1 a Barcellona: archiviati i problemi iniziali?
James Key: "Non abbiamo pensato alla prestazione"
La settimana di Shakedown a Barcellona ha rappresentato per Audi molto più di un semplice test preliminare: è stato il primo vero banco di prova ufficiale del progetto Formula 1 del marchio tedesco, chiamato a misurarsi per la prima volta con un programma completo in pista. Sul tracciato del Montmelo, la nuova R26 ha affrontato tre giornate di attività distribuite nell’arco di cinque giorni, permettendo al team di raccogliere le prime indicazioni concrete sull’interazione tra telaio e power unit ibrida Audi F1. Nell’ultima giornata, disputata venerdì, Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto hanno completato complessivamente oltre 140 giri, chiudendo una settimana intensa dal punto di vista operativo.
Il lavoro non è stato orientato alla ricerca della prestazione, ma alla comprensione del pacchetto tecnico, in una fase in cui ogni chilometro rappresenta un passaggio fondamentale per costruire metodo e affidabilità. I dati raccolti saranno ora analizzati in vista del primo test ufficiale pre-stagionale, in programma in Bahrain dall’11 al 13 febbraio. A sottolineare il valore simbolico e tecnico di questi giorni è stato Mattia Binotto, responsabile del progetto Audi F1, che ha rimarcato l’importanza del debutto in pista della R26.
“Questa settimana ha segnato l’inizio concreto del nostro percorso come Audi in Formula 1 e come costruttore di power unit – ha detto l’ex Ferrari. Vedere la R26 scendere in pista per la prima volta è stato un momento significativo per tutti noi. Sappiamo che c’è ancora moltissimo da imparare, ma lasciamo Barcellona con una comprensione solida della vettura, del motore e del loro comportamento reale in pista. Nel primo giorno abbiamo affrontato alcune situazioni che hanno condizionato parzialmente il programma, ma passo dopo passo siamo riusciti ad aumentare il chilometraggio e a raccogliere informazioni preziose”.
Audi, Binotto: “Andiamo via con molte cose sulle quali lavorare”
“Ogni giro ci ha permesso di migliorare la qualità dei dati e il feedback tecnico, ed è così che si costruiscono le basi di un progetto ambizioso. Entrambi i piloti hanno potuto prendere confidenza con la vettura, con la gestione dell’energia e con le caratteristiche della power unit, fornendo indicazioni fondamentali. Andiamo via con una lunga lista di aspetti su cui lavorare, e questo è positivo perché dimostra quanta motivazione e concentrazione ci siano nel team. Voglio ringraziare tutte le persone coinvolte, sia in pista sia a Hinwil, Neuburg e Bicester. Ora utilizzeremo ciò che abbiamo imparato per compiere un ulteriore passo avanti in Bahrain”.

Dal punto di vista tecnico, anche James Key, direttore tecnico dell’Audi Revolut F1 Team, ha rimarcato il valore del test come tappa di validazione più che di confronto diretto.
“Barcellona ha rappresentato un momento chiave nel nostro percorso di sviluppo, perché è stato il primo vero programma di test completo della vettura – ha dichiarato. Sapevamo fin dall’inizio che non sarebbe stata una settimana perfetta, considerando la quantità di novità e la complessità della collaborazione tra Hinwil e Neuburg. Abbiamo incontrato alcuni problemi nelle fasi iniziali, tutti però chiari e risolvibili. Con il passare dei giorni siamo riusciti a lavorare in modo sempre più efficace e, nella seconda parte del test, abbiamo iniziato a estrarre informazioni davvero significative”.
Il focus, ha ribadito, resta sulla solidità tecnica.
“Questo shakedown non era pensato per valutare le prestazioni, ma per verificare i fondamenti del progetto e l’affidabilità dei sistemi principali. In questo senso abbiamo fatto passi importanti e ora disponiamo di una base concreta su cui costruire il lavoro verso il Bahrain. Ogni giro completato è stato un progresso, frutto dell’impegno del team in pista e di chi lavora quotidianamente nei nostri centri tecnici”.
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