Alonso: “Venti podi con la Ferrari in due anni: non c’è male!”

Alonso: “Venti podi con la Ferrari in due anni: non c’è male!”

Sono già arrivato a casa dopo la trasferta ad Abu Dhabi, conclusa con un bel risultato. Il secondo posto di ieri è stato sicuramente superiore a quelle che erano le nostre aspettative della vigilia ma quello che mi ha soddisfatto di più è stata la velocità dimostrata praticamente per tutta la gara.

Con Hamilton è stata una bella sfida: una volta era più veloce lui una volta io. Di solito all’inizio degli stint lui riusciva a guadagnare un certo margine poi mi rifacevo sotto nella seconda parte, soprattutto quando eravamo entrambi con le Soft. Nel secondo stint il traffico ha ulteriormente contribuito a creare questa sorta di effetto elastico fra noi due ma è difficile dire chi abbia pagato il prezzo più alto. Dopo aver analizzato i dati nel debriefing ieri sera posso dire a ragion veduta che anche quel piccolo problema avuto nel secondo pit-stop non ha inciso sul risultato finale: non avrei avuto comunque la possibilità di rientrare in pista davanti ad Hamilton, che è riuscito ad essere subito velocissimo con le Medium. Proprio la capacità di usare subito le gomme, sin dal primissimo giro, è una delle aree su cui dobbiamo lavorare in vista del prossimo anno.

Portarmi a casa il trofeo di Abu Dhabi mi ha fatto molto piacere ma mi sono accorto di aver commesso un errore statistico. Non è infatti corretto dire che nella mia collezione c’è almeno una coppa per ognuno dei Gran Premi che ho disputato in Formula 1: manca ancora quella dell’Austria, una gara che ho corso soltanto due volte – nel 2001 e nel 2003 – senza peraltro mai vedere il traguardo: la prima volta, con la Minardi, mi lasciò a piedi il cambio, la seconda, quando ero alla Renault, fu il motore a tradirmi. Beh, non so se il Gran Premio d’Austria tornerà mai nel calendario iridato: se dovesse accadere, allora ci sarà un motivo in più per cercare di salire sul podio!

Sempre a proposito di numeri, quello di ieri è stato il ventesimo podio nella mia carriera in rosso, il che significa che in più di metà delle gare che ho disputato guidando una Ferrari sono riuscito a finire fra i primi tre. Ciò significa che, anche in annate che non sono straordinarie come questa in termini di prestazione della vettura, il livello medio è sempre molto alto. Non è un caso che, da diciott’anni a questa parte, la Scuderia riesce a vincere sempre almeno un Gran Premio a stagione. Non ci sono altre squadre che possono dire la stessa cosa e sono anche considerazioni come questa che mi hanno convinto a prolungare così a lungo il mio rapporto con la Ferrari. So che tanti di voi avranno pensato che sarebbe stato meglio ottenere questo secondo posto un anno fa, in questa stessa gara. Lo so ma non serve a niente pensare sempre al passato, anche perché sono certo che avremo modo di toglierci prima o poi quelle soddisfazioni che ci sono mancate fino ad oggi. Sono sicuro che da qui al 2016 ci saranno ancora tantissime bottiglie di champagne da regalare ai meccanici scendendo le scale del podio!

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