Toro Rosso, Key: “Nessuna analogia tra noi e Red Bull”

Il direttore tecnico di Faenza sottolinea l'autonomia tecnica della Toro Rosso

Toro Rosso, Key: “Nessuna analogia tra noi e Red Bull”

Tra Faenza e Milton Keynes, sedi rispettivamente della Scuderia Toro Rosso e del team senior Red Bull, ci sono quasi millecinquecento chilometri. Eppure, negli ultimi anni, le due squadre si sono ulteriormente allontanate, a livello progettuale. A spiegarlo è il direttore tecnico della STR, James Key. “Le nostre auto sono completamente diverse” ha tagliato corto il britannico.

“Le regole prevedono che ogni squadra sviluppi la propria aerodinamica. E questo determina la maggior parte del resto della vettura. Ora abbiamo anche motori diversi in modo che le comunanze tra le due monoposto sono molto poche” ha continuato Key. Come sappiamo, la situazione non è sempre stata questa. In passato Red Bull e Toro Rosso condividevano alcune sezioni della vettura. E fino all’anno scorso, usufruendo della stessa power unit Renault, le due scuderie potevano condividere le parti interne di cambio e idraulica.

Le regole via via più stringenti e l’adozione del propulsore Ferrari hanno spinto la scuderia italiana a distaccarsi definitivamente, a livello tecnico, dalla casa madre. “Non so cosa la Red Bull stia facendo – continua Key – Per esempio, non ho idea di come funzioni la loro ala anteriore. Ci siamo allontanati dal punto di vista della filosofia della macchina. Si può vedere a colpo d’occhio che le due auto sono completamente diverse.”

Il colosso degli energy drink ha quindi intrapreso una strada diametralmente opposta alla nuova tendenza di realizzare vetture che sfruttano al massimo le componenti di team di punta. Soluzione che vede la sua massima applicazione nella Haas, scuderia cliente della Ferrari che tanti malumori ha suscitato.

In Toro Rosso hanno comunque dimostrato di essere perfettamente in grado di mettere insieme una monoposto competitiva anche senza il sostegno tecnico della scuderia senior. Tanto che, sia lo scorso anno che le prime gare del 2016, abbiamovisto delle STR assai in forma, a volte in grado di tenere testa alle vetture di Ricciardo e Kvyat. 

Lorenzo Lucidi

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