Schumacher, le sue condizioni un anno dopo

Il Campione potrebbe tornare ad una vita normale

Schumacher, le sue condizioni un anno dopo

È ormai passato un anno da quando Michael Schumacher, sette volte iridato della Formula Uno, è rimasto coinvolto in un terribile incidente sugli sci nei pressi di Meribel, impattando violentemente con la testa su di una roccia. Trasportato immediatamente all’ospedale più vicino è rimasto in coma indotto sino al mese di giugno, lottando a più riprese contro diversi problemi – tra i quali una polmonite verso febbraio – sino a quando grazie a piccoli ma significativi miglioramenti i medici hanno potuto far sì che il campione tedesco potesse riaprire gli occhi.

Superfluo dire che la situazione è molto delicata e richiederà tempo prima che Michael possa recuperare almeno una piccola parte delle sue funzioni psico-motorie. Al momento possiamo attenerci alle informazioni ufficiali divulgate da Sabine Kehm, portavoce che nel 2006 fu scelta da Schumi stesso per aiutarlo nel suo lavoro e che ancora oggi sta svolgendo un grande incarico per far sapere a tutti noi le reali condizioni del pilota. Verso la fine di novembre aveva rilasciato tali dichiarazioni alla TV tedesca RTL: “Schumacher sta facendo progressi, tenendo conto della gravità delle sue lesioni. Sarà un percorso difficile e lungo, condiviso da sua moglie Corinna. Sui tempi non posso dare una risposta seria e definitiva, sarebbe impossibile”.

Già buone notizie potevano essere attese quando di fatto Schumacher venne trasferito dalla struttura ospedaliera che lo assisteva alla propria casa in Svizzera, dove ha sin da subito cominciato terapie e cure necessarie al suo ristabilimento, circondato dall’affetto dei suoi cari, che è la cosa migliore. Jean-Francois Payen, uno degli specialisti che ha seguito Michael nei sei mesi di ricovero a Grenoble, ha detto che il periodo di convalescenza potrebbe durare dai due ai tre anni, senza comunque esserne lui stesso certo. Schumacher sta proseguendo la riabilitazione in una villa diventata clinica grazie ad un investimento di 12 milioni di Euro per allestire un reparto dove lavorano a turno 15 specialisti tra neurologi, fisioterapisti, logopedisti guidati dal professor Richard Frackowiak, luminare londinese di origini polacche. A disposizione dell’equipe anche un robot per far tornare a camminare il tedesco.

A parlare è stato anche un suo amico di vecchia data ed attuale presidente della FIA, Jean Todt, anche lui con una visione positiva riguardo le condizioni del campione tedesco dopo averlo visto di persona: “E’ giovane, è forte. Ha tutto il tempo di recuperare, tornerà ad una vita normale”.

Dal profondo buio in cui si trovava soltanto un anno fa ora Michael sta lentamente riemergendo grazie alle cure ed alla vicinanza delle persone a lui care, per cui non bisogna perdere la speranza che un giorno possa tornare ad una vita come quella antecedente al grave fatto occorsogli. Nel frattempo a seguire le orme di papà Michael ci ha pensato Mick, il figlio quattordicenne che lo scorso settembre si è confermato vice campione del mondo di kart nella classe KF Junior dopo un ottimo start dalla pole position. A fine evento aveva così commentato: “Questo è un grande risultato ma si tratta solo dell’inizio. Il mio sogno è diventare campione del mondo di Formula 1“. E secondo i media austriaci Mick avrebbe svolto anche alcuni test segreti a bordo di una monoposto di Formula 4, sulla quale potrebbe ufficialmente debuttare nel corso della stagione 2016, dopo aver completato l’esperienza nel mondo dei kart. Speriamo che papà Michael possa essere lì con lui a celebrare l’evento quando accadrà.

In questi ultimi giorni si è parlato anche di sponsor che per molte stagioni sono stati al fianco del Kaiser e che ora sembrano averlo abbandonato causa il mancato ritorno d’immagine. Non è il caso di DVAG, compagnia d’investimenti presente dal 1996 su cappellini, tute e caschi del tedesco. Così ha commentato Robert Peil, dirigente dell’azienda: “Sinceramente parlando, già in precedenza non c’era più quel rapporto di dipendenza tra sportivo e marchio, era ormai diventata amicizia. Quando si è giovani si necessita di apparire nelle pubblicità, ma lui non ne aveva più bisogno”.

Tutta la redazione manda un augurio di pronta guarigione a Michael ed un saluto a tutti i suoi cari per un 2015 ricco di gioie, con la viva speranza che il Campione tedesco possa ristabilirsi il prima possibile regalando ai suoi Tifosi la vittoria più bella di sempre.

#keepfightingMichael

 

Andrea Villa

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2 commenti
  1. cpJack

    29 dicembre 2014 at 13:58

    ragazzi mi spiace ma se a causa dei danni subiti le cellule celebrali coinvolte sono morte allora non sara’ mai piu lui , a questo punto mi viene da domandarmi se del vecchio michael ne sia rimasto qualcosa……..

  2. terminator

    30 dicembre 2014 at 09:33

    N° 1

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