Pirelli: Test di pneumatici prototipo ad Abu Dhabi

Pirelli: Test di pneumatici prototipo ad Abu Dhabi

Il circuito di Abu Dhabi sarà nuovamente un terreno di prova importante per Pirelli, visto che l’azienda italiana farà scendere in pista l’ultima gamma di pneumatici: proprio come accaduto lo scorso anno, quando gli pneumatici P Zero fecero la loro prima comparsa su una Formula Uno attuale.

Durante lo svolgimento della stagione, Pirelli ha anche svolto 10 giorni di test privati con il collaudatore Lucas di Grassi al volante di una Toyota TF109, modificata per rispondere agli ultimi regolamenti tecnici e aerodinamici. I test si sono svolti su quattro circuiti – Istanbul, Barcellona, Jerez e Monza – coprendo in media 700 chilometri al giorno. I primi risultati di quel lavoro si vedranno nelle libere del venerdì e durante il test dei giovani piloti. I test si sono concentrati sull’affinare le ultime evoluzioni degli pneumatici P Zero che si vedranno il prossimo anno, utilizzando una combinazione di simulazioni al computer, feedback del pilota e analisi dei dati.

Inizialmente, un nuovo pneumatico è simulato in modo virtuale usando modelli matematici basati sul computer dalla divisione Ricerca e Sviluppo di Milano, dopo di che nella factory Pirelli di Izmit, in Turchia, vengono prodotti una serie di pneumatici prototipo veri e propri. Prima che questi prototipi siano montati sulla monoposto, a Milano vengono sottoposti a numerosi test su macchinari, che testano i limiti degli pneumatici oltre i consueti parametri. Solo in seguito scendono in pista.

Durante un test di pneumatici, il collaudatore prova ciascun nuovo pneumatico per un numero stabilito di giri ma, tra un run e l’altro, torna continuamente a un pneumatico di riferimento: in questo caso, alle mescole attuali che sono state utilizzate quest’anno. Questo significa che gli ingegneri Pirelli hanno una base consistente su cui lavorare e adeguata visibilità su eventuali influenze esterne sulle le prestazioni del nuovo pneumatico sottoposto a test.

Oltre ai dati puri che vengono raccolti durante il test degli pneumatici, quali temperatura, carichi e tempi sul giro, il pilota fornisce la sua impressione soggettiva sulle gomme, considerando il tempo di riscaldamento, la guidabilità e la precisione. Le impressioni del pilota sono spesso suffragate da dati, il che aiuta a costruirsi un’idea di come gli pneumatici possano essere ulteriormente migliorati. In questo modo gli ingegneri di prodotto possono regolare mescola e carcassa per raggiungere i risultati desiderati, che poi possono essere testati e verificati nuovamente con un prototipo diverso. Con solo 10 giorni di test ufficiali consentiti prima dell’inizio della stagione 2012, il lavoro svolto dal tester Lucas di Grassi e da tutto il team di sperimentazione è assolutamente vitale.

Il commento del Direttore Motorsport Pirelli, Paul Hembery: “In Formula Uno il ritmo di sviluppo è fenomenale, quindi i Team non hanno impiegato molto prima di comprendere i nostri pneumatici e sfruttare al meglio il loro potenziale. Questo significa che in un certo senso abbiamo dovuto reinventarci di continuo, per continuare a progredire, e gli pneumatici del prossimo anno rappresentano lo step successivo, con ancora più prestazioni. Il feedback e le informazioni che otterremo nel corso del weekend e del test di Abu Dhabi saranno molto importanti per proseguire lo sviluppo della nostra gamma di pneumatici P Zero 2012.”

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4 commenti
  1. Gianni (tifoso ferrari)

    10 Novembre 2011 at 20:24

    10 gg di test al team di sviluppo pirelli…oserei dire ridicolo: visto che i piloti li usano a 300+ kmh direi che sono insufficienti, il prodotto deve essere in primo luogo sicuro, deve funzionare bene ed essere degnamente differenziato, e in ultimo ci deve essere un minimo step di sviluppo a favore delle prestazioni. Se il goal della federazione è ridurre i costi..bhe si tengono le gomme 2011, anzi, si riducono i vari tipi di mescola, una morbida, una dura, una intermediate e una wet. fine.

    Ciao
    Gianni

  2. Riccardo

    10 Novembre 2011 at 21:53

    Concordo con te Gianni!!
    È assuro fare 10gg di test su un’auto di F1 del 2009 che anche se aggiornata al 2011 è pur sempre vecchia per la F1!!! E poi con un pilota giovane…

    • Samuele

      10 Novembre 2011 at 22:42

      Guarda che il 2009 è molto diverso dal 2008 (vecchia generazione). Nel 2009 si è aperta l’era attuale arrivando all’odierno 2011 con piccoli aggiornamenti tecnici nel regolamento.
      Aggiornando una vettura del 2009 al regolamento attuale per testare le gomme ovvero la “presa” sull’asfalto va più che bene.
      Farci invece libere dove si sviluppa il setup, qualifiche e gare è invece senza dubbio limitante perchè gireresti piu lento per via di aerodinamica e meccanica 2 anni piu vecchia.
      Ma se guardi l’HRT si trova a competere pur con un progetto inferiore.

  3. Polemiche Blog

    11 Novembre 2011 at 16:35

    A cosa serve fare dei nuovi pneumatici? Voglio dire.. se la pirelli volesse, potrebbe farli che resistono anche a tutta la gara. E’ stata la FIA ed Ecclestone che gli ha chiesto un simile degrado per dare “spettacolo” ai box e mischiare le carte. Non ci facciamo sempre prendere per i fondelli.

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