Le Pagelle del Gran Premio del Brasile

Le Pagelle del Gran Premio del Brasile

Prima di commentare questo ultimo appuntamento e' d'obbligo una premessa interamente dedicata alle penne facili, ai facili giudizi a cui il giornalismo, quello tra virgolette, si presta benissimo.

Per mesi se ne sono lette e sentite di tutti i colori su Kimi Raikkonen. C'era chi gli aveva dato del bollito ancora prima che arrivasse a Maranello, chi del ripiego dopo che Alonso aveva scelto la McLaren, questo solo per iniziare. Poi, nel corso della stagione i giudizi sono diventate mezze sentenze, accompagnate, e' ovvio, dall'onnipresente comparazione con Michael Schumacher. Pollo, pivello, comprimario e indegno di vestire quella casacca. Roba da far venire la bava alla bocca anche ad un santo. Kimi Mathias Raikkonen e' il nuovo campione del mondo. In una domenica in cui e' andato tutto liscio come l'olio, lo stesso olio che sembra scorrere nelle sue vene.

Questa e' la vittoria della Ferrari, tutta, ma soprattutto la sua. Quella di un ragazzo che ha sempre preferito i fatti alle parole, la pragmaticita' a tutto il resto. Parlera' poco, questo e' vero, e certo la cosa non e' sempre il massimo in un team che voglia essere realmente squadra, ma non puo' essere un caso che tutte le volte che qualcuno gli ha fornito i mezzi sufficienti per lottare per il titolo lui lo abbia fatto alla grande.

Per ben due volte c'era arrivato vicinissimo: nel 2003 ad un punto da Michael Schumacher e nel 2005, piu' distaccato grazie allo scassone McLaren che guidava, dietro a Fernando Alonso. Insomma, se oggi Kimi e' campione del mondo non e' certo uno dei campioni del mondo "per caso", uno di quelli che ha guidato il meglio sulla piazza nell'anno giusto. No, lui quasi sempre ha guidato un mezzo ottimo negli anni sbagliati. Anche quest'anno le cose aveva preso la piega di sempre, perche' nonostante avesse cominciato alla grande in Australia poi la storia era cambiata e parecchio. Qualche sua sbavatura, e molte mancanze da parte della squadra. Poi, pero', la risalita netta e che lo ha fatto entrare nella storia di questo sport e in quella della Ferrari.

Un predestinato, verrebbe da dire, perche' uno che nel medesimo anno sostituisce Michael Schumacher, mette a segno pole – giro veloce – vittoria al debutto, sigla la vittoria numero 200 per il Cavallino, sembrava ovvio dovesse diventare il terzo nella storia di questa squadra a diventare campione del mondo nel primo anno in Rosso.

Kimi Raikkonen: 10.
Quando si presento' con il nuovo tattoo sul polso disse solo: "un giorno vi spieghero'". Non e' che sapevi gia' tutto Kimi? Ecco perche' sei sempre rimasto calmo e pacato! Scherzi a parte domenica il finnico e' stato mastodontico. Perfetto, lui, che sottopressione non si limita a dare il meglio, ma fa quasi venire i nervi per la semplicita' con cui si scrolla di dosso qualunque pensiero e mette giu' una prestazione paurosa. Campione del mondo. Campione anche nei modi, si avete capito bene, nei modi. Lui, che al sabato aveva dovuto controllare la sua F2007 alla curva 4 dopo che Hamilton gli aveva tirato la staccata alla sera si era limitato a dire: "L'importante e' domani". E il domani e' stato il piu' importante della sua vita sportiva. Ha addirittura mostrato i denti in una smorfia simile ad un sorriso a fine gara. Roba da incorniciare.

Felipe Massa: 10.
Il brasiliano, che per piu' di meta' stagione aveva fatto sogni iridati qui non e' da meno del compagno e oltre a mettere a segno una super-pole da urlo che fa esplodere la torcida tiene un ritmo di gara sostenibile solo per Raikkonen. Forse avrebbe potuto rimanere davanti anche dopo la seconda sosta, ma ha fatto, se effettivamente e' stato cosi', quello che doveva fare.

Fernando Alonso: 8.
Lo conoscevamo Fernando, soprattutto per il suo temperamento in pista, e lui nelle prime curve e' un leone. La cattiveria con cui mette le ruote davanti a quelle del compagno nella S Senna vale un mondiale, che non dimentichiamoci lui poteva vincere piu' di Kimi. Altro che calcoli da scervellarsi, quando c'e' da rischiare e tenere giu' il piede non e' di quelli che si fanno pregare. Alla fine e' un misto di rabbia e gioia. Parafrasando un nota pubblicita': "vedere il proprio compagno, cocco di mamma, perdere il mondiale che aveva in pugno all'ultima gara no ha prezzo…per tutto il resto…"

Nico Rosberg: 8.
L'ex ragazzino, che qualcuno pensava l'ennesimo figlio di papa' in F1 solo grazie al nome, ha dimostrato di aver raggiunto una certa maturita'. A dire il vero e' l'unico a movimentare nelle posizioni di testa la gara, che tralasciando il significato in chiave mondiale e' un monologo Ferrari senza problemi.

Robert Kubica: 7.
E' il primo a fermarsi per i pit stop, al giro 19, e questa sua leggerezza di serbatoi gli permette di avere un buon ritmo e di sorpassare Alonso. In quel momento lui e' a soli 5 giri dalla sua seconda sosta(ne fara' tre), mentre lo spagnolo e' carico fino all'orlo. Nel finale e' dietro ad Heidfeld e Rosberg e approfittando proprio dal duello senza esclusione di colpi fra i due li passa agguantando la quarta posizione, che poi pero' deve cedere al tedesco della Williams.

Nick Heidfeld: 7.
In partenza viene sfilato da Robert perche' piu' pesante e poi in gara, grazie ad una strategia meno dispersiva (due soste contro tre) riesce a stargli davanti, almeno fino a dieci giri dal termine quando in una staccata al limite tentata da Rosberg nei suoi cofronti finisce largo alla prima curva e viene sfilato anche dal compagno.

Lewis Hamilton: 7.
Parliamoci chiaro, lui questo mondiale lo meritava almeno quanto gli altri. Ma per come ha guidato nelle ultime gare ha meritato anche di perderlo. Perche' il papocchio della Cina gli e' costato carissimo e non e' sembrato nemmeno avergli insegnato molto. Lui che doveva controllare ancora una volta ha finito, noie al cambio a parte, per farsi prendere dalla foga da debuttante. Cosi' dopo aver subito il sorpasso di forza da parte di Alonso invece di ragionare alla curva successiva tenta una staccata all'esterno che non puo' che portarlo nella via di fuga. Quando rientra in pista e' ottavo, che significa mondiale svanito, ma solo momentaneamente, perche' nei 70 giri rimasti sa' benissimo di poter compiere in pista e ai box quella manciata di sorpassi che significano il titolo. Gli crolla il mondo addosso quando all'ottavo giro il cambio della sua McLaren non risponde piu'. Riesce a resettarlo con l'aiuto del muretto che via radio gli da' le istruzioni e si lancia in una rimonta contro tutto e tutti. Il contro-miracolo non riesce e alla fine vede, ironia della sorte, Kimi tagliare il traguardo davanti a lui, primo dei doppiati.

Jarno Trulli: 6.
Riesce finalmente a conquistare un punto e per questo e' soddisfatto. La sua gara come al solito difficile e' complicata dall'usura delle gomme ma sicuramente facilitata dal forfait del duo Renault che gli lascia la porta aperta per entrare in zona punti.

David Coulthard: 5,5.
Doveva essere la giornata della riscossa dopo la bella qualifica di sabato, ma domenica le cose sono andate diversamente. Mai veloce, almeno tanto da poter lottare per i punti e nel finale anche protagonista di una toccatina che non fa che rendere ancora meno guidabile la sua RB3.

Takuma Sato: 5,5.
Gara difficile la sua, che e' stata viva per pochissimo. Nel primo giro, il giapponese e' riuscito a risalire dalla 18esima alla 13esima posizione, dopodiche' poco o niente. Era partito a razzo Taku, ma chiaramente i mezzi che ha avuto lo hanno ridimensionato. Il rammarico alla fine, nonostante la stagione iniziata da vittima predestinata e poi rivelatasi nel suo piccolo entusiasmante, e' stato quello di non aver concluso davanti a mamma Honda.

Vitantonio Liuzzi: 5,5.
Gara difficile anche la sua. Inizia in salita e dopo il contatto alla prima curva e' costretto al rientro per cambiare il musetto. Non riesce mai ad avvicinarsi agli altri per poter lottare e questo rende ancor piu' soporifera la sua gara.

Ralf Schumacher: 5.
Lui che per una stagione intera e' sembrato avere la stessa voglia e grinta di chi porta lo scuola-bus non poteva stupirci uscendo dai canoni nelll'ultima gara della stagione, nonche' unltima gara con la Toyota. Non per voler metter il coltello nella piaga, ma la notizia sconvolgente e' che non sembre esseer stata l'ultima in F1.

Heikki Kovalainen: 5.
Era iniziata male la stagione, per demerito suo, e finisce peggio, ma stavolta lui c'entra per una minima parte. Ad inizio gara si deve fermare per una gomma forata a seguito di un contatto alla prima curva, che un po' e' frutto di quella 17esima posizione in griglia frutto di un suo errore ,poi a causa di un cedimento finisce contro le barriere al giro 35.

Sebastian Vettel: 5.
Uno non bastava di guasto e cosi' oltre alle marce anche il servosterzo da il ben servito. Un peccato si, anche perche' la zona punti era forse alla sua portata.

Mark Webber: 5.
In partenza insidia per un momento addirittura Fernando Alonso, e dopo l'uscita di Hamilton e' perfino ai margini del podio. Il guasto che lo mette fuori e' qualcosa che al box RedBull non sono riusciti ancora a spiegare.

Kazuki Nakajima: 4.
In alcuni frangenti piu' che debuttante sembre neo-patentato. Fa saltare un paio di meccanici come birilli durante la sua prima sosta e in pista non da certo un senso di sicurezza. L'azzardo piu' grande della giornata e' sicuramente quello del team che giudica buono il duo debutto, dall'esterno e' parso solo come il solito debutto su caloroso consiglio di chi mette soldi(in questo caso i motori) e niente piu'.

Antony Davidson: 4.
Gara incolore la sua, vivacizzata solo da un contato con Sutil. Mai in grado di lottare realmente, l'inglese ringrazia speranzoso di esserci anche l'anno prossimo.

Adrian Sutil: 4.
Peccato, perche' ci stava deliziando con buone prestazioni ultimamente. Questo weekend proprio no. In griglia davanti solo al compagno e ben sette decimi da chi lo precede, in gara un mezzo disastro, che si conclude al giro 43 quando dopo aver tamponato Davidson alla prima curva, con una vettura ormai ingovernadbile e' costretto ad alzare bandiera bianca.

Rubens Barrichello:4.
In prova riesce quasi ad entrare nel Q3, grazie ad una conoscenza del circuito che gli permetterebbe di girare ad occhi chiusi, la domenica pero', le cose non sono cosi' semplici e anche per merito suo. Il drive-through al nono giro per una partenza anticipata gli taglia definitivamente le gambe.

Jenson Button: 4.
Un peccato, ma da una Honda stile 2007 c'e' da aspettarselo. Riesce a risalire fino alla deciam posizione, dopo essere partito sedicesimo, ma a quel punto il suo motore va' KO.

Sakon Yamamoto: 3.
Una fine col botto. L'ultima gara per la Spyker F1 e' anche la sua ultima, causa fine fondi per entrambi. Dopo due giri monta letteralmente sopra a Fisichella disintegrando l'anteriore della sua vettura. Si lamenta di come l'italiano sia rietrato senza guardare negli specchietti dopo un'uscita e non ha tutti i torti.

Giancarlo Fisichella: 3.
Weekend molto difficile il suo. Corre non sapendo ancora che fine fara' la prossimam stagione e questo non gli fa benissimo, poi in gara si gira e nel rientrare in tutta fretta si trova davanti alla Spyker di un fiondatissimo Yamamoto. Finisce cosi', dopo due giri il suo Gran Premio.

Stefano Baiardo

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