Formula 1 | Haas in Australia fiduciosa dopo gli ottimi test del Bahrain
La VF-26 ha percorso 794 giri per un totale di oltre 4.297 chilometri prima dell'inizio del mondiale
Il mondiale 2026 di Formula 1 prende il via dall’Australia e per la Haas l’appuntamento di Melbourne rappresenta l’inizio di una stagione che segna un passaggio tecnico cruciale per l’intera categoria. L’undicesimo campionato della squadra statunitense coincide anche con l’ingresso in una nuova era regolamentare, caratterizzata da monoposto più compatte e leggere, da un’aerodinamica profondamente rivista e da una componente ibrida ulteriormente potenziata.
Il primo round si disputa come da tradizione all’Albert Park Circuit, tracciato cittadino che nel 2026 celebra trent’anni di presenza nel calendario iridato. Inserito per la prima volta nel 1996, il circuito si snoda tra viali alberati a pochi chilometri dal centro di Melbourne e combina curve veloci con staccate decise, offrendo margini di errore ridotti tra muretti e vie di fuga in ghiaia. La natura temporanea dell’impianto comporta un’evoluzione marcata dell’asfalto nel corso del weekend, con un’aderenza inizialmente limitata che cresce sessione dopo sessione, mentre la probabilità di Safety Car resta tradizionalmente elevata.
Per la formazione americana si tratta di una ripartenza nel segno della continuità. La line-up è composta ancora da Esteban Ocon, 29 anni, e da Ollie Bearman, 20 anni. Ocon arriva al via con un bagaglio di 180 Gran Premi, quattro podi e una vittoria, per un totale di 483 punti iridati, mentre Bearman, reduce da 27 presenze nella massima serie, ha già ottenuto un quarto posto come miglior risultato e raccolto 48 punti complessivi.
Il calendario 2026 ripropone 24 appuntamenti, e per Haas non mancano le tappe di casa negli Stati Uniti: Miami a maggio, Austin a ottobre e Las Vegas a novembre. Sono confermati anche sei eventi Sprint, mentre a settembre debutta la gara cittadina di Madrid, nuova sfida logistica e tecnica per tutte le squadre.
Prima di arrivare a Melbourne, il team ha affrontato un intenso programma di preparazione. Dopo uno shakedown a Barcellona, la VF-26 ha completato sei giornate di test in Bahrain, percorrendo 794 giri per un totale di oltre 4.297 chilometri. Un chilometraggio significativo, utile a raccogliere dati su affidabilità, gestione dell’energia e comportamento aerodinamico, ma inevitabilmente limitato rispetto alle variabili che si presentano durante un fine settimana di gara.
GP Australia, Haas: le parole dei piloti e di Komatsu
A sintetizzare lo stato d’animo della squadra è il team principal Ayao Komatsu, consapevole che l’avvio di un nuovo ciclo tecnico comporti incertezze diffuse.
“Arriviamo alla prima gara di questa nuova fase regolamentare con grande motivazione – ha detto il giapponese – sapendo che il centro gruppo sarà estremamente compatto e che nessuno conosce con precisione i reali valori in campo, ma la preparazione invernale è stata solida, l’affidabilità ci ha dato riscontri incoraggianti e abbiamo accumulato informazioni importanti sulla vettura e sulla gestione dell’energia, anche se è evidente che ciò che si apprende in sei giorni di test su un solo circuito è molto diverso da ciò che accade quando si scende in pista a Melbourne per le prove libere”.
“Quest’anno la vera difficoltà sarà condensare in poche uscite in pista tutto il lavoro che in Bahrain distribuivamo su mezza giornata, perché nelle FP1 avremo sostanzialmente due run per raccogliere dati fondamentali e prepararci alle qualifiche, e già passando da Barcellona al Bahrain abbiamo visto quanto le caratteristiche di un tracciato possano cambiare radicalmente l’approccio al set-up”.
“Melbourne, per quanto riguarda il recupero energetico che nel 2026 assume un ruolo centrale, sarà molto più impegnativa rispetto al Bahrain e ci aspettiamo un banco di prova significativo, soprattutto considerando che in Q1 con 22 vetture in pista la gestione del traffico sarà decisiva, ma se riusciremo a sfruttare il lavoro svolto nei test e a coprire con attenzione tutti gli aspetti operativi, credo che potremo collocarci stabilmente nel gruppo centrale con l’obiettivo di avvicinarci alle posizioni più avanzate”, ha concluso.
Bearman arriva in Australia con un anno di esperienza in più e una consapevolezza diversa rispetto al debutto: “La pausa è stata breve ma ho avuto la sensazione che l’attesa per scoprire il potenziale reale di queste nuove monoposto fosse lunghissima, e il team ha compiuto uno sforzo enorme lavorando per settimane lontano da casa e su fusi orari differenti per garantire che il programma di test fosse efficiente, motivo per cui sento il dovere di ringraziare ogni membro della squadra, perché le risposte ottenute finora sono incoraggianti anche se il percorso di apprendimento è solo all’inizio”
“Sono arrivato a Melbourne con qualche giorno di anticipo per adattarmi al fuso orario e immergermi nell’atmosfera della città, perché l’Albert Park è un tracciato che mette alla prova precisione e costanza e nelle prime gare dell’anno sarà essenziale evitare errori e massimizzare ogni opportunità, considerando che dopo dodici mesi in Formula 1 mi sento molto più preparato ad affrontare un weekend complesso rispetto a quanto lo fossi alla mia prima apparizione”, ha aggiunto.
Anche Ocon guarda all’esordio stagionale come a un momento chiave: “L’inizio di un campionato è sempre speciale perché rappresenta la verifica concreta di mesi di lavoro intenso e per me questa è una sfida che affronto con grande entusiasmo, visto l’impegno profuso dalla squadra per portare la vettura in pista tra Fiorano, Barcellona e Bahrain e le indicazioni positive raccolte durante i test, che ci permettono di presentarci in Australia con fiducia ma anche con la consapevolezza che la concorrenza sarà serrata”.
“Melbourne richiede adattamento per il lungo viaggio e per le caratteristiche di un circuito cittadino irregolare e tecnico, ma l’energia dell’evento è unica e non vedo l’ora di misurarci con gli altri in un contesto dove la costanza potrà fare la differenza in una lotta di centro gruppo molto equilibrata, motivo per cui sarà fondamentale partire con il piede giusto e costruire slancio fin dalle prime sessioni”, ha concluso.
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