GP Ungheria: Anteprima ed orari del weekend

GP Ungheria: Anteprima ed orari del weekend

Neanche il tempo di riprendersi dal Gran Premio di Germania che la Formula 1 arriva a Budapest per il Gran Premio d’Ungheria, sulla pista dell’Hungaroring che sorge nella periferia est della capitale magiara.

Si arriva a Budapest sull’onda delle polemiche. La gara in terra teutonica è stata dominata delle Ferrari che si sono imposte con una doppietta: primo Alonso, secondo Massa. Ma al centro dell’attenzione non è finita l’ottima prestazione fornita dal Cavallino ma il palese ordine di scuderia che ha costretto Massa, ad una decina di giri scarsi dal termine della gara, a cedere il primo posto ad Alonso.

Neanche a dirlo, si è scatenato un pandemonio, Christian Horner, team manager della Red Bull, ha parlato di gara manipolata (forse dimenticando di aver chiesto, appena poche gare fa, a Webber di farsi da parte per lasciare passare Vettel), e la stampa brasiliana ha sparato a zero sulla Ferrari per aver trattato Massa da zerbino.

A difesa della Ferrari si è invece schierato l’ex ferrarista, ora pilota Mercedes, Michael Schumacher che ha detto di “capire al 100% le motivazioni della casa italiana” e che i team di Formula 1 sono nel circus “per vincere il mondiale”. Molto dignitosa inoltre, la reazione della McLaren che per bocca di Martin Whitmarsh ha fatto sapere che non intendere rilasciare dichiarazioni pubbliche sulle tattiche degli altri team.

La vincenda si è, per ora, chiusa con i commissari di Hockenheim che hanno multato la Ferrari di 100.000 dollari e hanno rimesso l’intera questione al Consiglio Mondiale che si terrà a Parigi alla fine di Agosto. In tutta onestà ci pare che si stia discutendo eccessivamente della questione. I team order in Formula 1 sono sempre esistiti e continueranno ad esistere e continueranno ad essere attuati in modo più o meno palese.

Oltre alle polemiche sull’ordine di scuderia della Ferrari gli strali dei team rivali sono abbattuti sulla Red Bull e sulla stessa Ferrari per presunte irregolarità alle ali anteriori delle due squadre. In particolare sarebbe stato provato, attraverso evidenze fotografiche, che le ali sarebberro eccessivamente flessibili. La McLaren ha già fatto sapere di essere al lavoro per copiare la soluzione adottata da Ferrari e Red Bull.

Per quanto riguarda il Gran Premio d’Ungheria, siamo alla venticinquesima edizione valida per il Campionato del Mondo di Formula 1, tutte disputate all’Hungaroring che è rimasto pressoché uguale a sè stesso per circa vent’anni, fino al 2003 quando una serie di lavori di ammodernamento allungarono il tracciato di circa settecento metri.

La pista di Budapest è un vero toboga, Hakkinen una volta disse: “E’ come guidare a Monte Carlo, ma senza il mare, le case e i marciapiedi”. La sede stradale è molto stretta e la pista è quasi sempre coperta da un velo di polvere che rende l’aderenza molto aleatoria, basta uscire di poco dalla linea “pulita” e si è fregati! Bisogna fare i conti anche con le temperature che sono sempre abbastanza alte e che rendono i settanta giri da percorrere un vero calvario.

Non mancano tuttavia i colpi di scena: proprio la strettezza del circuito e la sua imprevedibilità in termini di aderenza può favorire dei ritiri improvvisi o errori che possono pregiudicare un intero weekend.

Un po’ di sotoria.

Ancora oggi spesso si crede che il primo Gran Premio d’Ungheria sia stato disputato nel 1986, un’edizione decisa dal famoso e fantastico sorpasso di Piquet su Senna all’esterno della prima curva, con la Williams in sbandata e controsterzo quasi come fosse un kart.

In realtà quella fu la seconda volta che le macchine da Gran Premio mettevano le ruote a Budapest; per la prima bisogna tornare indietro di cinquant’anni esatti, al 1936, anno in cui gli organizzatori ungheresi, dopo diversi rinvii negli anni precedenti, riescono a mettere in piedi un Gran Premio che si disputa su un circuito ricavato dalle strade di un parco nel centro cittadino della capitale magiara. A vincere è Tazio Nuvolari sull’Alfa della Scuderia gestita da Enzo Ferrari, che batte il dominatore di quella stagione, l’asso tedesco Bernd Rosemeyer sulla sua Auto Union.

L’eco di quella vittoria si farà sentire anche cinquant’anni dopo, quando, dopo la mediocre prova delle Ferrari nell’edizione del 1986, il Drake disse per telefono al fido Franco Gozzi: “In Ungheria io ho già vinto nel ’36 con Nuvolari. Con i giornalisti devi parlare di quella edizione, non di questa!”.

L’edizione del 1986 passa alla storia anche per essere stato il primo Gran Premio ad essere disputato al di là della cortina di ferro. Il brasiliano Piquet su Williams-Honda bissa il successo nel 1987, sempre davanti al suo connazionale Ayrton Senna su Lotus, che a sua volta trionferà l’anno successivo in un duello serrato col compagno di team Alain Prost, entrambi a bordo della imbattibile McLaren Honda.

Memorabile l’edizione del 1989: la Ferrari di Mansell parte addirittura dodicesima, sembra una condanna in una pista dove i sorpassi sono quasi impossibili, ma il “leone” inglese riesce a sorpassare uno dopo l’altro tutti gli avversari, fino a raggiungere e superare dapprima la McLaren di Prost e poi quella di Senna, che resiste fino a quando, nel doppiaggio di Johansson, ha un’esitazione di cui Mansell approfitta immediatamente, andando a vincere una delle sue gare più entusiasmanti della sua carriera.

Ma su una pista come l’Hungaroring, la normalità è costituita dai “tappi” e dai “trenini”, come avviene nel 1990 quando Boutsen su Williams vince dalla pole (mentre infuriano polemiche per le condotte di gara di Senna e Berger, entrambi su McLaren, che “spingono” fuori pista rispettivamente Nannini e Mansell, che lottavano per la vittoria). Anche nel 1991 la pole position si rivela fondamentale, con Senna che vince rintuzzando gli attacchi delle Williams di Mansell e Patrese.
Ayrton si ripeterà anche l’anno successivo, ma la festa è tutta per il secondo arrivato, proprio Nigel Mansell, che in quella gara diventa finalmente campione del mondo con ben cinque gare di anticipo sulla fine del campionato, un record che sarà battuto nel 2002 da Schumacher, che a Magny-Cours, in Francia vincerà il titolo con ben sei gare di anticipo. Schumacher risulta vittorioso all’Hungaroring anche nel 2001 dove insieme alla vittoria si aggiudica anche il mondiale.

Nel 1993 Damon Hill ottiene qui il suo primo successo in F1, che ripeterà due anni dopo sempre al volante della Williams Renault, ma l’inglese è grande protagonista anche nel 1997 quando alla guida di una modesta Arrows Yamaha (dotata però delle performanti gomme Bridgestone) conduce sorprendentemente in testa il Gran Premio fino all’ultimo giro, quando il cambio va in tilt costringendolo al secondo posto e favorendo la seconda vittoria consecutiva del suo ex compagno di squadra Jacques Villeneuve su Williams-Renault.

Nel 1998 Schumacher con la Ferrari riesce a trionfare cambiando in corsa la strategia compiendo ben tre pit stop, in pratica correndo quattro stint di gara sempre a ritmo di qualifica. I due anni successivi vedono la perentoria doppietta di Hakkinen sulla argentea McLaren Mercedes.

Nel 2002 la Ferrari schiacciasassi già campione a luglio con Schumacher, regala una giornata di gloria a Barrichello, mentre il tedesco due anni dopo otterrà la sua quarta vittoria in Ungheria (solo la prima, nel ’94, con la Benetton, le altre su Ferrari) risultando a tutt’oggi il pilota con più affermazioni in questa gara. Il successo del 2004 regala al Cavallino anche il quattordicesimo mondiale costrtuttori nell’anniversario della scomparsa del Drake.

Il 2003 è l’anno della prima vittoria della carriera per Alonso, che diviene fino a quel momento anche il più giovane vincitore di un Gran Premio, mentre la Renault torna al successo in Formula 1 vent’anni dopo la sua ultima affermazione come Costruttore totale. Nell’ultimo quinquennio c’è stata una prevalenza delle McLaren Mercedes, vittoriose nel 2005 con Raikkonen, poi due anni dopo con Hamilton (dopo le furiose polemiche con Alonso nelle qualifiche, che costano una penalità in classifica al team) che si ripete nel 2009, mentre nel 2008 è Kovalainen a trovare la sua grande giornata che lo porta a vincere il suo primo, e per ora unico, Gran Premio approfittando della sfortuna del ferrarista Massa, vittima di una rottura di motore nelle ultime fasi dopo aver dominato la gara sin dall’inizio.

La sequenza delle recenti vittorie delle Frecce d’Argento è interrotta solo dalla rocambolesca edizione 2006, l’unica finora disputata sotto la pioggia: già nelle qualifiche i due protagonisti della lotta iridata, Schumacher e Alonso, incappano in penalizzazioni che si tramutano in pesanti arretramenti in griglia. In gara Alonso va addirittura in testa ma si ritira per una ruota mal fissata, mentre Schumacher butta via un sicuro piazzamento rompendo lo sterzo in un contatto mentre tenta di resistere sull’asciutto con le gomme ormai finite. Ad emergere dalla lotteria è Jenson Button, che coglie la sua prima vittoria in Formula 1 e regala alla Honda l’unico successo da quando è rientrata nel Mondiale come costruttore.

Tornando al presente il circus della Formula 1 si interroga sullo stato di forma della Ferrari, il Cavallino è risorto o si è trattato di un fuoco di paglia? E soprattutto, come reagirà Massa dopo i fatti di Hockenheim? Domande da una difficile risposta, di sicuro il brasiliano avrà voglia di far bene sulla pista che lo scorso anno stava per stroncargli la carriera a seguito dell’impatto contro il suo casco di una molla persa dalla Brawn di Barrichello, e Alonso di certo non ci sta a fare la parte di quello che vince grazie ai favori degli altri.

A tutto ciò vanno aggiunti i dissidi tra i team sulle ali di Ferrari e Red Bull ed ecco che ci sono tutti gli ingredienti per un weekend davvero esplosivo.

Domenico Della Valle – Francesco Ferrandino

INFO
Lunghezza del circuito: 4,381 km
Giri da percorrere: 70
Distanza totale: 306,630 km
Numero di curve: 14 – 8 destra, 6 sinistra
Mescole Bridgestone: supersoffici/medie

RECORD
Giro prova: 1:18.436 – R Barrichello – Ferrari – 2004
Giro gara: 1:19.071 – M Schumacher – Ferrari – 2004
Distanza: 1h35:26.131 – M Schumacher – Ferrari – 2004
Vittorie pilota: 4 – M Schumacher
Vittorie team: 9 – McLaren
Pole pilota: 7 – M Schumacher
Pole team: 7 – McLaren, Ferrari
Km in testa pilota: 1.215 – M Schumacher
Km in testa team: 2.467 – McLaren
Migliori giri pilota: 4 – M Schumacher
Migliori giri team: 9 – Williams
Podi pilota: 7 – M Schumacher, A Senna
Podi team: 20 – McLaren
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Albo d’oro

1936 T Nuvolari – Alfa Romeo
01. 1986 N Piquet – Williams Honda
02. 1987 N Piquet – Williams Honda
03. 1988 A Senna – McLaren Honda
04. 1989 N Mansell – Ferrari
05. 1990 T Boutsen – Williams Renault
06. 1991 A Senna – McLaren Honda
07. 1992 A Senna – McLaren Honda
08. 1993 D Hill – Williams Renault
09. 1994 M Schumacher – Benetton Ford
10. 1995 D Hill – Williams Renault
11. 1996 J Villeneuve – Williams Renault
12. 1997 J Villeneuve – Williams Renault
13. 1998 M Schumacher – Ferrari
14. 1999 M Hakkinen – McLaren Mercedes
15. 2000 M Hakkinen – McLaren Mercedes
16. 2001 M Schumacher – Ferrari
17. 2002 R Barrichello – Ferrari
18. 2003 F Alonso – Renault
19. 2004 M Schumacher – Ferrari
20. 2005 K Raikkonen – McLaren Mercedes
21. 2006 J Button – Honda
22. 2007 L Hamilton – McLaren Mercedes
23. 2008 H Kovalainen – McLaren Mercedes
24. 2009 L Hamilton – McLaren Mercedes
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Gli orari del Gran Premio d’Ungheria

Venerdì 30 Luglio
10:00-11:30 – Prove Libere 1
14:00-15:30 – Prove Libere 2

Sabato 31 Luglio
11:00-12:00 – Prove Libere 3
14:00-15:00 – Qualifiche – Diretta Rai Due

Domenica 1 Agosto
14:00 – Gara – Diretta Rai Uno

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