Formula 1 | Rubato l’ultimo kart di Jules Bianchi, l’appello del papà
"Oltre al valore dei mezzi, è il valore sentimentale che ci colpisce", ha detto Philippe
Il mondo del motorsport si è ritrovato scosso da un gesto che va oltre il semplice reato e colpisce la memoria, il rispetto e il valore umano. Nelle scorse ore Philippe Bianchi, padre del compianto Jules Bianchi, ha reso pubblico il furto di diversi kart legati alla carriera del figlio, lanciando un appello accorato affinché possano essere ritrovati.
Jules resta una figura profondamente rispettata nel paddock e tra gli appassionati. Cresciuto nel vivaio Ferrari, aveva debuttato in Formula 1 nel 2013 con la Marussia, lasciando un segno indelebile nel 2014 quando, a Monaco, conquistò uno storico nono posto, regalando alla squadra i primi punti della sua storia. Pochi mesi dopo, il tragico incidente di Suzuka gli causò un grave trauma cranico; dopo nove mesi di coma farmacologico, Jules si spense il 17 luglio 2015.
Da allora, la famiglia Bianchi ha scelto di trasformare il dolore in impegno concreto, dando vita a una fondazione dedicata al sostegno dei giovani piloti. Proprio per questo, il furto denunciato nelle ultime ore assume un peso ancora più grave, perché colpisce simboli che custodiscono ricordi, sacrifici e un’eredità sportiva e umana condivisa da un’intera comunità.
A rendere noto l’accaduto è stato lo stesso Philippe Bianchi, che sui social ha spiegato come siano stati sottratti nove telai JB17 Forever e, soprattutto, l’ultimo kart con cui Jules aveva corso, oltre ai mezzi utilizzati dai nipoti. Parole che trasmettono dolore, ma anche una comprensibile indignazione per un atto privo di qualsiasi rispetto.
“Cari amici, stasera mi rivolgo alla mia famiglia del kart. Ieri sera siamo stati derubati e i ladri senza scrupoli sono scappati con nove telai JB17 Forever. Ancora peggio, hanno rubato l’ultimo kart di Jules, un modello KZ 125 ART GP, così come i mini kart dei miei nipoti. Oltre al valore dei mezzi, è il valore sentimentale che ci colpisce. Se vedete dei kart JB17 in circolazione, fatemelo sapere. Grazie in anticipo”.
Un appello che non è soltanto una richiesta di aiuto, ma una denuncia morale. Il furto di oggetti così carichi di significato appare come un gesto particolarmente vile, perché priva una famiglia e l’intero ambiente del karting di pezzi di storia che non possono essere sostituiti. Ora l’auspicio condiviso è che la sensibilità di chi vive questo mondo possa fare la differenza e riportare quei kart dove appartengono.
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