F1 | Williams, Kubica non cambia idea: “Non sarò un insegnante per Sirotkin e Stroll”

"Risponderò alle loro domande, ma questo è un percorso che devono intraprendere con le proprie gambe" ha aggiunto

F1 | Williams, Kubica non cambia idea: “Non sarò un insegnante per Sirotkin e Stroll”

Nonostante la poca esperienza di Sergey Sirotkin e Lance Stroll, Robert Kubica non si considera un insegnante all’interno della Williams. La squadra inglese è stata pesantemente criticata per la scelta del russo Sirotkin, dovuta soprattutto ai dollari provenienti da SMP Racing, ma nonostante la scelta di affidargli il ruolo di terzo pilota, Kubica non intende fare da insegnante ai titolari. Il polacco sta aiutando Stroll e Sirotkin nella comprensione della nuova auto, rispondendo a domande e rilasciando alcuni input in termini di bilanciamento della FW41, ma non darà nessuna indicazione in termini di guida. Lance e Sergey devono intraprendere questo percorso con le proprie gambe, adattandosi il più velocemente possibile alla nuova monoposto della Scuderia di Grove.

Ecco le parole del polacco: Non mi ritengo un insegnante e nella maniera più assoluta vedo i titolari come dei miei studenti. Purtroppo la Formula 1 è uno sport complicato e quando sei alle prime armi, come appunto Sergey e Lance, ammetto che è difficile trovare il bandolo della matassa. Vengono da me con alcune domande e cerco di immetterli nella direzione giusta, ma non è nulla che non potrebbero fare con le proprie gambe. Lance è molto più preciso con i quesiti, grazie anche all’esperienza dell’anno scorso, ma in generale sa focalizzarsi sull’obiettivo. Sergey deve crescere, ma ha il talento per poter fare bene”.

Sul Gran Premio d’Australia ha aggiunto: Quando siamo partiti per Melbourne ci aspettavamo qualcosa di diverso. L’unico aspetto positivo è che in qualifica non eravamo lontani dai nostri rivali, ragion per cui la vettura ha certamente del potenziale. Dobbiamo essere bravi a tirarlo fuori, progredendo in termini di performance. A Melbourne abbiamo sofferto, ma spero sia stato solo un passo falso”.

Roberto Valenti

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