F1 | Ricciardo: “Grato a Red Bull per aver deciso al posto mio”
"Sarebbe stato difficile per me ammettere che era finita", il commento dell'australiano
Nel mondo della Formula 1, anche i piloti più esperti prima o poi si trovano davanti a un momento di verità. È quello che è successo a Daniel Ricciardo, uno dei volti più amati del paddock, che nel 2024 ha deciso definitivamente di appendere il casco al chiodo. Una fine che, sorprendentemente, lo stesso australiano oggi racconta con un certo sollievo. Dopo anni vissuti tra aspettative altissime, cambi di squadra e prestazioni altalenanti, Ricciardo ha ammesso di aver raggiunto un punto in cui continuare sarebbe stato più difficile che fermarsi. E il fatto che la decisione sia arrivata dal team, piuttosto che da lui, ha reso tutto, almeno a livello emotivo, un po’ più semplice da accettare.
In un video, realizzato in collaborazione con Ford, l’ex pilota ha ripercorso le tappe decisive che lo hanno poi portato a decidere di smettere definitivamente con le corse. L’otto volte vincitore di un Gran Premio, ha disputato la sua ultima gara a Singapore nel 2024 con la Racing Bulls. La stagione ha segnato la fine del suo breve ritorno in F1, iniziato dopo che la McLaren aveva interrotto anticipatamente il suo contratto alla fine del 2022. Ricciardo era tornato con entusiasmo, perchè come obiettivo principale, c’era il sogno di ritornare alla Red Bull al fianco di Max Verstappen ma il destino aveva altri piani: un infortunio lo ha costretto a fermarsi quasi subito.
“Alla terza gara (nel 2023, ndr) mi sono rotto la mano. È stato un incidente da nulla, ma ho saltato diverse gare, sono rimasto fuori per circa 10 settimane. E mi sono chiesto se non fosse un segnale, forse avrei dovuto smettere finché ero ancora in una buona posizione? E ho pensato: ‘No, c’è ancora qualcosa in sospeso e ho continuato a lottare”.
“Sono rimasto ancora un anno in F1 e poi alla fine sono stato lasciato a casa. Questa era la realtà in quel momento”.
La decisione della Red Bull di licenziarlo, gli ha evitato una scelta difficile:
“Quando è successo, ero già stato lasciato a casa due volte negli ultimi due anni. Mi aveva anche prosciugato molto. Avevo messo tantissima anima in tutto questo e mi sentivo davvero esausto. Ripensandoci, sono stato grato che abbiano preso loro la decisione per me, perché credo sarebbe stato difficile ammettere che era finita.
Il 36enne di Perth, ora ambasciatore Ford, ha riconosciuto che non si sentiva più al massimo della forma e che era giusto ascoltare i segnali:
“Credo di aver capito che probabilmente era finita perché sapevo che per me era diventato più difficile fare bene con il livello che avevo. Certo, Alonso e altri sono ancora in F1 a quarant’anni e competono ad altissimo livello. Per qualche motivo, io ho perso un po’ qualcosa ed è giusto ammetterlo, va bene così”
Nonostante continuasse a ricevere incoraggiamenti dagli altri, Ricciardo ha detto che sapeva fosse il momento di fermarsi:
“Ci sono persone che ti vogliono bene e continueranno a dirti che sei forte e che puoi farcela. Ma per quanto tu voglia bene a loro, devi chiudere quella porta e prendere la decisione da solo, ed essere davvero onesto con te stesso. Se fossi arrivato alla fine dello scorso anno, credo che avrei avuto comunque questi pensieri e questa conversazione con me stesso, perché sapevo che stava diventando più difficile e dovevo scavare davvero a fondo per ottenere un risultato di cui fossi orgoglioso. Vuoi sempre credere che tutti stiano parlando per il tuo bene, e probabilmente è così, ma non sanno cosa significhi essere te e vivere la tua situazione”.
Un talento come Daniel Ricciardo avrebbe sicuramente meritato di più nella sua carriera, dettata anche da scelte sbagliate (come quella di lasciare la Red Bull per approdare in Renault nel 2019). Il suo approccio alla fine della carriera mostra maturità nel riconoscere i propri limiti, accettare la realtà e trovare un senso di gratitudine anche in una scelta dolorosa. La sua storia è la dimostrazione che, in uno sport dominato dai record e dai numeri, anche l’aspetto umano che spesso non si considera, invece conta moltissimo e che per quanto dure possano essere le decisioni personali, contano quanto le vittorie in pista.
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui











