F1 | Renault e la media borghesia, in tanti sognano un posticino sul podio…

Renault, Alfa, Racing Point, Haas, la stessa McLaren: sono molte le scuderie che hanno alzato l'asticella in vista del 2019

F1 | Renault e la media borghesia, in tanti sognano un posticino sul podio…

La parolina magica è “podio”. Una specie di miraggio, di sogno, di oasi felice nel sudore polveroso della bagarre di centro gruppo. Il podio, appunto, è aspirazione per emanciparsi dalle sabbie mobili di metà schieramento, per alzare la testa e coronare il sogno di essere considerati top team o, quantomeno, outsider.

E’ tutto il fascino della middle class della Formula 1, quella fatta di squadre erranti che cambiano nome e colori, di bulloni qualche volta avvitati bene e talvolta male, delle imperfezioni e quindi dell’umanità che spesso si fa fatica a riscontrare nelle ricchissime e asettiche Mercedes, Red Bull e Ferrari, tre nobili scuderie fin troppo rodate negli ingranaggi per regalare imprevedibilità.

E’ il paradiso delle ruotate e del corpo a corpo, appartiene per natura a squadre che si sono “fatte” così (Renault, Sauber), e altre che sono nobili decadute (McLaren, Williams). Fatto sta che dietro ai tre quarti di nobilità di cui sopra c’è tutta una griglia che ribolle, una borghesia che scalpita sognando una Bastiglia che mai potrà essere nemmeno sfiorata, ma che è bello poter pensare in fiamme anche solo nelle dichiarazioni un po’ spaccone della vigilia.

Ed ecco che la mente va subito a Sergio Perez, classe ’90, talento della terra di mezzo, tanto da esaltare per ben cinque volte la Force India portandola sul podio: “Abbiamo fatto molto bene in passato, e ora ripartiamo daccapo come Racing Point – ha dichiarato il messicano alla presentazione della nuova “pantera rosa” canadesema vogliamo dimostrare di saper fare ancora bene le cose, puntiamo ad arrivare quarti nel Costruttori, a conquistare qualche podio e, perché no, a vincere la nostra prima gara”.  Sarà stata l’atmosfera calda del teatro di Toronto, ma signori: Perez ha appena detto che vuol vincere una gara con la (ex) Force India!

Poche ore prima, nella fitta e brumosa campagna inglese, la francese più british della F1, al secolo Renault, si faceva ammirare nel suo classico color giallonero. Forte dell’ingaggio di Daniel Ricciardo, funambolo australiano col numero 3, la Renault è piena di entusiasmo e ambizioni: “Non è un salto nel buio, ma una squadra con grandi potenzialità che cresce giorno dopo giorno ha dichiarato Dani, e alle sue parole hanno fatto eco quelle dell’amministratore delegato Abiteboul: Come telaio siamo vicini ai top team, ma quello che mi rende più orgoglioso sono i miglioramenti del motore, siamo vicino a quello della Ferrari”. Se non una dichiarazione di guerra, poco ci manca.

La lotta per il quarto posto Costruttori, quello “a ridosso dei top team” non può non essere allargata alla Haas, la Ferrarina indipendente che ha già dimostrato di saperci fare, tutt’è che i due alfieri trovino una certa costanza di rendimento. Ci sono poi grandi attese e aspettative per la Alfa Romeo Racing di Antonio Giovinazzi e Kimi Raikkonen. La monoposto italosvizzera marchiata Biscione, progettata da Simone Resta e Luca Furbatto, con cuore e retrotreno Ferrari e verosimilmente molto innovativa, è una delle principali candidate a stupire nel 2019, inserendosi per potenziale e risorse di diritto tra le pretendenti a quel quarto posto nel Costruttori per il quale c’è già la fila.

Vedi mai che alla porta non bussino anche McLaren e Williams, troppi titoli mondiali e vittorie per stare a guardare gli altri senza salire sul ring. Su su, non siate timidi, a centro gruppo c’è spazio per tutti, basta saper sgomitare un po’. Forse è questa la F1 brutta, sporca e cattiva che ci piace di più.

Antonino Rendina


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