F1 | Hamilton, Vettel e l’elogio del manico

L'inglese e il tedesco sono stati protagonisti di due grandi prestazioni in una gara dalle mille insidie

Hamilton ha messo la sua firma con l'ennesima gestione gomme impeccabile, Seb è stato bravo a rimontare e a rimanere nella parte alta della classifica
F1 | Hamilton, Vettel e l’elogio del manico

Quanto abbiamo aspettato di (ri)vivere una gara del genere! Vero, l’asfalto non sarà certamente uno degli elementi promossi ma il Gran Premio di Turchia ci ha regalato emozioni e colpi di scena a ripetizione. In una Formula Uno sempre più “automatica”, dove è il mezzo meccanico a prevalere sull’uomo, la corsa dell’Istanbul Park ci ha consegnato una bella lezione: il manico dei piloti può ancora far la differenza in determinate condizioni. La pioggia, utilizzando il gergo calcistico, ci ha chiaramente fornito un bell’assist ma non è un caso che a emergere tra le curve turche piene zeppe d’acqua sono stati due piloti della vecchia guardia, nonché i più vincenti e i più talentuosi in pista: Lewis Hamilton e Sebastian Vettel.

Su avanti, continuate a dire che le vittorie dell’inglese sono solamente frutto della monoposto! Ok, la Mercedes è una schiacciasassi ma senza Hamilton forse non avrebbe vinto così tanto. L’inglese e la Stella formano infatti un binomio vincente che si completa a vicenda. Oggi il caro Luigino avrebbe potuto limitarsi a un comodo piazzamento a punti e invece ha voluto lanciare un segnale ben preciso: ottenere la matematica certezza del titolo, il settimo come un certo Michael Schumacher, sfoderando la specialità della casa: la gestione (impeccabile) delle gomme. Infatti ha effettuato una sola sosta ai box, percorrendo la bellezza di 50 giri su gomme intermedie. Si dice che i campioni sanno accontentarsi, ma in questo caso Hamilton ha voluto mettere la sua firma indelebile su questo storico trionfo.

Come dargli torto. Potrà anche non essere simpatico a tutti, ma in quanto a talento ne ha da vendere e bisogna avere l’onestà intellettuale di riconoscerlo e di celebrarlo. Chi vince ha sempre ragione e riuscirci stracciando record su record, come ha fatto e sicuramente continuerà a fare Lewis, è qualcosa di unico e forse di irrealizzabile in futuro. Da un pluri-campione proiettato sempre più nella leggenda come Hamilton a un campione ritrovato come Vettel.

Nessuno avrebbe mai potuto immaginare – dopo le scialbe qualifiche di ieri – che il tedesco e in generale la Ferrari avrebbero potuto essere una delle note lieti del Gran Premio di Turchia. Se nelle scorse settimane abbiamo celebrato il gran primo giro di Raikkonen in quel di Portimão bisogna fare la stessa cosa per Vettel. Partire da centro gruppo e poi dopo qualche curva  rimontare fino alla quarta posizione significa essere ancora un pilota valido, con la testa ben salda nelle corse, che rivendica il proprio talento quando conta. Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare, recita un vecchio adagio, e Vettel ha dimostrato di poter dare ancora tanto a questa Formula Uno. Magistrale la difesa e il mantenimento della posizione su Hamilton nella prima parte di gara: senza quell’errore durante la sosta forse avrebbe potuto raccogliere un piazzamento migliore. Il podio meritato, anche se i detrattori del tedesco lo assoceranno all’errore di Leclerc alla penultima curva, è sicuramente un toccasana per Seb che può finalmente sorridere in una stagione difficile – la sua ultima al volante della Ferrari – dove non era mai riuscito a instaurare un certo feeling con la SF1000. Un piazzamento che profuma di riscatto e che dovrebbe finalmente placare il giudizio di taluni personaggi su Vettel, che il più delle volte parlano per partito preso.

Grazie Lewis. Grazie Seb. Ci avete regalato una gran bella gara.

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