F1 GP Australia | Ferrari, Vasseur ammette: “Mercedes di un altro pianeta”
"Hanno un chiaro vantaggio", ha detto il francese
Melbourne – Il sabato di Albert Park restituisce una fotografia nitida, seppur amara per i tifosi della Rossa: Frederic Vasseur vedrà le sue vetture schierarsi in griglia nella quarta e settima casella. Una qualifica intensa, segnata da temperature asfalti mutevoli e da una gestione elettronica della potenza che sta riscrivendo le gerarchie in pista.
Charles Leclerc riesce a conquistare la seconda fila, chiudendo con un crono che lo pone alle spalle delle due imprendibili Mercedes e di un sorprendente Isack Hadjar, capace di issarsi in terza posizione grazie a un giro perfetto e a una Red Bull che sembra aver ritrovato lo smalto dei giorni migliori con il giovane talento. Solo settimo, invece, Lewis Hamilton: il sette volte campione del mondo comincia bene la sessione di qualifica, mostrando un feeling immediato con la SF-26 nelle prime fasi della Q1, ma si perde sul finale lasciando in pista decimi preziosi proprio nel momento in cui il grip dell’asfalto richiedeva la massima precisione.
Il rebus del Super Clipping e il dominio Mercedes
È un risultato, per certi versi, atteso in casa Ferrari. Che la scuderia di Maranello fosse stabilmente inserita nel gruppo dei quattro top team non c’erano già dubbi, così come appare evidente il vantaggio indiscusso delle Frecce d’Argento. Il nuovo regolamento tecnico lo aveva preannunciato: siamo di fronte a una Formula 1 estremamente conservativa. Non è più una questione di pura ricerca del limite meccanico o aerodinamico, ma di gestione dei flussi energetici.
Ad oggi, solo i tedeschi possono permettersi di guidare senza troppi pensieri, spremendo la power unit senza incappare in cali improvvisi di potenza. Il resto della griglia, Ferrari inclusa, deve preoccuparsi costantemente di risparmiare energia per non restare “piantati” in rettilineo. Il fenomeno del Super Clipping si è rivelato il vero protagonista della sessione di qualifica, affliggendo la scuderia di Maranello in particolare nel tratto veloce tra le curve 10 e 11. In quel punto, la richiesta di ERS è massima e le rosse sono arrivate sistematicamente a corto di energia, costringendo i piloti a subire una vistosa decelerazione prima della staccata.
Vasseur: “Mercedes di un altro pianeta”
Ci vorrà tempo per risolvere questi problemi e Vasseur, team principal della Ferrari, è consapevole di essere ancora qualche passo indietro rispetto al team di Toto Wolff. Il manager francese non cerca scuse, ma analizza con la solita lucidità una situazione che vede Maranello costretta a rincorrere sul piano dell’efficienza ibrida.
“È stata una sessione difficile,” ha ammesso Vasseur nel paddock di Melbourne. “Abbiamo commesso qualche piccolo errore di esecuzione, ed è un peccato perché penso ci fosse il margine tecnico per strappare almeno il terzo posto a Hadjar. La Mercedes, però, al momento è su un altro pianeta: dobbiamo fare dei passi avanti sostanziali per poter lottare con loro ad armi pari.”
Vasseur ha poi posto l’accento sulla gestione delle temperature, un fattore che ha penalizzato Hamilton più di Leclerc: “Onestamente la sessione è stata caotica per tutti. Lewis ha faticato molto a trovare la corretta finestra di temperatura delle gomme nell’ultimo tentativo. Fa più freddo rispetto alle libere di ieri e questo influisce pesantemente su ciò che accade già in curva 1. Non è solo una questione di telaio, ma di come l’uso dell’energia influisce sulla trazione e, di conseguenza, sul riscaldamento delle mescole.”
Vasseur: “Dobbiamo massimizzare il nostro potenziale”
Nonostante una qualifica non brillante, la speranza in casa Ferrari resta legata alla gestione del passo gara e alle incognite della nuova procedura di partenza. Con vetture così dipendenti dal software di gestione energetica, il rischio di affidabilità o di errori sotto pressione è dietro l’angolo.
“La gara è domani e, se guardiamo la quantità di problemi avuti dai team oggi, potrebbe essere davvero un caos,” continua Vasseur. “La partenza sarà la nostra prima grande sfida: finora le macchine con la nuova procedura partono bene, ma la finestra di attivazione è strettissima. Se indoviniamo lo stacco, possiamo recuperare posizioni immediatamente. Dobbiamo però concentrarci su noi stessi. A volte è necessario accettare un compromesso tra motore e telaio; non si possono più fare suddivisioni nette. Se guardiamo alla velocità di punta, Mercedes ha un vantaggio chiaro in rettilineo dovuto proprio a una migliore gestione del clipping, ma noi dobbiamo fare il meglio con il pacchetto attuale. Siamo solo alla prima fase dello sviluppo di queste vetture, non dobbiamo guardare troppo gli altri, ma massimizzare il nostro potenziale.”
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