F1 GP Australia | Ferrari, Hamilton: “Raggiungere la Mercedes non è impossibile”
"Non volevo il quarto posto, ma mi sono sentito alla grande sin dal primo giro" ha aggiunto Lewis
Melbourne – Quello visto oggi tra i muretti e il verde dell’Albert Park sembra un Lewis Hamilton diverso, ma soprattutto è apparso evidente a tutti di essere al cospetto di una Ferrari diversa. La performance andata in scena nel Gran Premio d’Australia è nuovamente quella di un grande campione a bordo di una macchina competitiva; una monoposto che oggi ha finalmente espresso il suo reale potenziale, riscattando una qualifica decisamente sottotono e costellata da imprevisti tecnici che avevano fatto temere il peggio.
Il sette volte campione del mondo e Charles Leclerc hanno dato la sveglia all’Italia con una partenza incredibile. Al via, le due Rosse hanno sbaragliato la concorrenza della Mercedes, che scattava dalla prima fila con George Russell e il giovane Kimi Antonelli. I cinque secondi aggiuntivi previsti dalla nuova procedura di partenza — un’incognita per molti — non hanno aiutato la Stella a tre punte, apparsa meno reattiva allo spegnimento dei semafori. La Ferrari ne ha approfittato con una manovra da manuale: Leclerc ha preso immediatamente la leadership della corsa, seguito a ruota da un Lewis arrembante che è risalito fino alla terza posizione.
Sandwich Ferrari e l’occasione persa
Per tutta la prima parte di gara, la Mercedes è rimasta intrappolata nel sandwich delle due SF-26. Il ritmo imposto dai piloti in rosso sembrava poter gestire la situazione, ma la Formula 1 moderna è una partita a scacchi che si gioca sui centesimi di secondo anche durante le neutralizzazioni. È stata infatti la Virtual Safety Car a riportare Russell davanti: in una domenica in cui la competitività era estrema, la Ferrari ha peccato nuovamente sul fronte della strategia.
Il muretto di Maranello ha mancato per ben due volte la possibilità di smarcare una sosta praticamente “gratuita” sotto regime di VSC. Un’esitazione che è costata cara: perso il vantaggio temporale nei confronti delle Frecce d’Argento, Hamilton si è ritrovato a inseguire anziché dettare il passo. E se è vero che forse, a livello di pura velocità massima, non sarebbe cambiato drasticamente il risultato finale, Lewis avrebbe certamente potuto agguantare il podio. Una frustrazione, la sua, che non ha mancato di segnalare via radio con messaggi piuttosto espliciti rivolti al team.
Hamilton e la SF-26: un feeling ritrovato
Strategia a parte, il weekend di Melbourne lascia in dote una Ferrari solida. La Scuderia conclude la trasferta con una buona gestione energetica — risolvendo i problemi di clipping visti in qualifica — e un’altrettanto convincente gestione delle gomme sulla lunga distanza. Ma la notizia più importante è il ritorno di un campione ritrovato, un Lewis Hamilton lontano anni luce dalla versione opaca e sofferente vista nella passata stagione.
Il britannico è apparso finalmente a proprio agio con il bilanciamento di questa vettura, in grado di spingersi al limite per quanto il nuovo regolamento conservativo lo permetta. Negli ultimi giri della gara, Lewis ha mostrato un ritmo martellante: se avesse avuto a disposizione ancora una manciata di chilometri, sarebbe stato in grado di agguantare il compagno di squadra Leclerc e di contendersi quel podio che oggi gli è sfuggito per contingenze esterne.
Hamilton: “Mercedes non è imbattibile”
La sensazione che si respira a ruote ferme, nel paddock di Melbourne, è che la Mercedes conservi ancora un vantaggio tecnico, soprattutto nell’efficienza del recupero di energia. Tuttavia, Hamilton è fermamente convinto che la Ferrari abbia imboccato la strada giusta per raggiungerla e, nel breve periodo, superarla. Quello di oggi non può e non deve essere considerato un fallimento, quanto piuttosto un solido punto di partenza per una stagione che si preannuncia come una lunga guerra di logoramento e sviluppo.
Le parole del pilota al termine della gara confermano questo spirito combattivo:
“Penso che siamo stati forti per tutto il weekend, anche se in qualifica non abbiamo dimostrato il nostro vero passo a causa di quei problemi tecnici che ci hanno relegato più indietro di quanto meritassimo,” ha spiegato Hamilton. “Oggi non volevo questo quarto posto, puntavo a qualcosa di più, ma mi sono sentito alla grande sin dal primo giro. La macchina rispondeva bene e alla fine stavo riprendendo Charles; in un paio di giri lo avrei superato sicuramente”.
Lewis ha poi rivolto un pensiero alla squadra e alla sfida tecnologica con il suo ex team:
“Ci sono tantissimi aspetti positivi da registrare dopo questa gara. Sappiamo che c’è tanto lavoro da svolgere per colmare il gap con la Mercedes, ma non è assolutamente un’impresa impossibile. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato duramente in fabbrica per darci questa base tecnica. Ora non dobbiamo fermarci: continuiamo a spingere già dalla prossima gara”.
Il campionato è appena iniziato e, se queste sono le premesse, la lotta tra Maranello e Brackley promette di infiammare l’intera stagione 2026. La Ferrari ha ritrovato il suo fuoriclasse; ora spetta al team metterlo nelle condizioni di non dover più recriminare per una strategia mancata.
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui









