F1 | Ferrari, Vasseur avverte: “Lo sviluppo del motore richiede molto tempo”

Il TP del Cavallino analizza le difficoltà nello sviluppo della power unit, chiarendo i limiti degli aggiornamenti ADUO

F1 | Ferrari, Vasseur avverte: “Lo sviluppo del motore richiede molto tempo”

Dopo Spa, la Ferrari sembra aver perso un po’ della competitività mostrata nella prima parte della stagione. Dal Gran Premio del Belgio, disputato lo scorso 19 luglio, la squadra del Cavallino non è più riuscita a salire sul podio. Ancor più datata è invece l’ultima vittoria, conquistata (sempre) da Charles Leclerc a inizio luglio sul tracciato di Silverstone.

La SF-26, soprattutto nei primi mesi del campionato, aveva comunque mostrato una buona competitività, non abbastanza per impensierire con continuità una Mercedes rivelatasi nettamente superiore alla concorrenza come dimostrano le leadership in entrambe le classifiche iridate, ma sufficiente per permettere alla Ferrari di giocarsi le proprie carte alle spalle delle Frecce d’Argento. Con il passare delle gare, però, il divario è tornato a essere più evidente.

Uno dei punti sui quali Maranello sta cercando di intervenire è la power unit. Gli aggiornamenti ADUO 1 e ADUO 2, introdotti rispettivamente nelle gare del Red Bull Ring e di Monza, non hanno prodotto il salto in avanti sperato e, secondo Frédéric Vasseur, non bisogna nemmeno aspettarsi che possano cambiare radicalmente i valori in campo.

“Non ci aspettiamo di recuperare terreno con ADUO 1 o ADUO 2”, ha spiegato il team principal Ferrari, citato da RacingNews365 – Stiamo procedendo attraverso piccoli passi”.

Il problema, secondo Vasseur, riguarda soprattutto i tempi necessari per intervenire sul motore. Se sul telaio una modifica può essere introdotta con relativa rapidità, sulla power unit il discorso è completamente diverso: “Il processo relativo al motore è estremamente lungo – ha sottolineato il TP della Ferrari – Per quanto riguarda il telaio, puoi introdurre un aggiornamento da un giorno all’altro molto rapidamente e tornare subito a essere competitivi”.

La situazione cambia quando si parla del propulsore, perché i tempi di produzione dei componenti e i vincoli legati alle spese rendono molto più complesso intervenire in corsa: “Per il motore, invece, il processo è estremamente lungo perché i tempi di produzione dei componenti sono elevati e il budget cap non rende le cose semplici: devi produrre il motore per la stagione. E se vuoi iniziare a fare lo sviluppo, devi produrre un nuovo lotto di motori”.

Questo spiega anche perché i progressi della Ferrari debbano essere valutati nel medio periodo. In Formula 1, infatti, anche un guadagno apparentemente ridotto può avere un peso importante quando le differenze tra una monoposto e l’altra si misurano in pochi centesimi.

“Se fai un piccolo passo avanti con il motore, bisogna tenere presente che dietro di noi si trattava di centesimi di secondo – ha aggiunto Vasseur – In termini di posizione, anche se guadagni un paio di cavalli, è un buon passo sulla griglia”.

La Ferrari, quindi, continua a lavorare sull’attuale power unit senza aspettarsi una svolta immediata. Il progetto più importante sarà però quello del prossimo anno, quando a Maranello arriverà un nuovo motore. L’obiettivo indicato da Vasseur è chiaro: ridurre il divario il più rapidamente possibile.

“Ora avremo un nuovo motore il prossimo anno. Per questo, l’obiettivo è recuperare terreno il prima possibile”, ha concluso il manager francese.

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