F1 | Cosa ci lascia in eredità la gara di Imola

Dalle parole sibilline di Hamilton sul suo futuro al settimo titolo costruttori Mercedes, passando per il podio di Ricciardo alle difficoltà Ferrari con Vettel

F1 | Cosa ci lascia in eredità la gara di Imola

Il titolo di questo pezzo sembra un lascito, ma non potrebbe essere altrimenti. C’è voluta purtroppo la pandemia per ritrovarci un calendario spettacolare che contesse piste tecniche ed esigenti come quella di Imola. Inutile nasconderlo: ci siamo emozionati tutti rivedendo le monoposto tornare a rombare sul tracciato del Santerno ( e chissà quando torneremo a rivederle…) e rimembrando così i fasti passati della Formula Uno. Nostalgia sì, ma anche tanta tristezza quello che ha rappresentato Imola nel Circus dal 1 maggio 1994. Il prima e il dopo. Un autentico spartiacque: dalla Formula Uno pericolosa a quella sicura, malgrado la componente rischio non potrà mai essere debellata.

Lewis Hamilton ci teneva a vincere la gara emiliana, con tutti gli annessi e connessi storici che comportavano per lui trionfare sul tracciato dove il suo idolo Ayrton Senna è salito sull’altare dell’immortalità diventando leggenda. La rabbia e lo sconforto di ieri, dove non ha avuto nessun problema a etichettare il suo tentativo per la pole con l’aggettivo schifoso, ha lasciato spazio al talento e l’orgoglio con una gestione gomme straordinaria delle gomme medie nel primo stint. I maligni, purtroppo ce ne sono tanti, hanno abbinato e abbineranno questo successo di Lewis esclusivamente alla “fortunosa” Virtual Safety Car. Niente di più falso! Hamilton ha costruito la sua rimonta, dopo una partenza da dimenticare, martellando come solo lui sa fare e rimarcando ancora una volta una visione di gara da grandissimo. La fortuna aiuta gli aiutaci, vero. Ma la fortuna bisogna anche sapersela conquistare e meritare.

Ma il successo di Lewis, e con esso il settimo titolo costruttori consecutivo della Mercedes (roba che si farà fatica a vedere in futuro in Formula Uno), è stato offuscato dalle parole del diretto interessato sul suo futuro e sul rinnovo che tarda ad arrivare con la Stella. “Non so se resterò qui anche l’anno prossimo”. Una frase che lascia spazio a mille interrogativi. Il 2021 è dietro l’angolo e sarebbe clamoroso un addio da parte di un campione che può ancora scrivere pagine importanti, aggiornando ulteriori record a una carriera già straordinaria. Sarebbe come fallire un rigore a porta vuota. Ora bisogna solo aspettare e capire se è una frase gettata lì per uno scopo preciso (ottenere il massimo da quello che si presuma possa essere il suo ultimo contratto in carriera) oppure c’è un fondo di verità: Hamilton è saturo di questa Formula Uno e dei successi finora conseguiti.

Dalla Mercedes e da Lewis Hamilton alla Renault e Daniel Ricciardo. Il sorriso più bello del Circus è tornato a podio dopo la parentesi del Nurburgring. Un po’ fortunato, forse, con la Top3 arrivata grazie al ritiro di Max Verstappen e alla scelta – che si fa fatica a comprendere – della Racing Point di richiamare ai box Sergio Perez. Al netto di queste doverose sottolineature, è innegabile la crescita della monoposto francese quest’anno. Ne sarà contento Fernando Alonso che dal prossimo anno erediterà il sedile dell’australiano, con quest’ultimo che malgrado l’addio certo continua a lavorare in stretta sinergia con la Renault. Al contrario della Ferrari e di Sebastian Vettel.

La Rossa e il tedesco sono oramai due separati in casa. Oggi Seb aveva risposto presente, malgrado la partenza dalla settima fila e l’ala anteriore danneggiata, disputando una buona gara fino a quel pit stop da dimenticare che non gli ha permesso di ottenere un buon piazzamento finale. Eppure Seb, e ne aveva tutto il diritto, avrebbe potuto arrabbiarsi a fine gara e invece ha rincuorato la squadra nel team radio conclusivo. La caratura di un pilota si misura anche dai gesti e dalle parole, in questo campo il tedesco non ha rivali. L’augurio è che possa chiudere in modo decoroso la sua avventura in Ferrari, perché un epilogo così amaro non lo merita assolutamente per tutta l’abnegazione mostrata nei confronti del Cavallino.

Chiosa finale su Kimi Raikkonen. Non potevamo non citare Iceman, autore di una grandissima gara alla prima post rinnovo festeggiata con il meritatissimo riconoscimento di Pilota del giorno. Il campione del mondo 2007 continua a divertirsi e farci divertirci. Ed è quello che conta. L’età, 41 anni, è solo un aspetto secondario che non sta minimamente ledendo il suo talento. Ci vorrebbero più Raikkonen in questa Formula Uno.

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