F1 | Coronavirus, Hamilton accusa il governo britannico: “Sconvolto dalla gestione della pandemia”

"Molte vite sarebbero state salvate, abbiamo bisogno di leader migliori", ha detto il britannico

Hamilton si sfoga ancora su Instagram
F1 | Coronavirus, Hamilton accusa il governo britannico: “Sconvolto dalla gestione della pandemia”

Continua senza sosta la furia di Lewis Hamilton sui social network. Il campione della Mercedes, dopo la vicenda Floyd, ha preso di mira il governo britannico, reo secondo lui di aver gestito in maniera pessima la questione Coronavirus. Effettivamente, il premier Boris Johnson all’inizio della pandemia non si è comportato proprio in maniera eccellente, ma dopo aver contratto il virus ha letteralmente cambiato il proprio pensiero. Adesso in Gran Bretagna vige l’obbligo di quarantena di due settimane per chi arriva nel Regno, ma secondo Hamilton non si è stati tempestivi e precisi nelle decisioni.

“Sono sconvolto da come il governo britannico abbia gestito il Coronavirus – ha detto Hamilton. Avrebbero dovuto chiudere i confini già mesi fa, invece hanno lasciato che la gente arrivasse da ogni Paese senza essere testato, è sconcertante. Molte vite sarebbero state salvate, abbiamo bisogno di leader migliori”.

Poi torna sulla morte di George Floyd e su come il mondo stia reagendo a questa assurda vicenda: “Vedo notizie sulla statua distrutta ieri: se quella gente non avesse abbattuto quel monumento in onore di un razzista, non sarebbe mai stata rimossa! Dicono che andrà in un museo, ma la statua di quell’uomo dovrebbe rimanere nel fiume come quelle 20.000 anime africane che morirono durante il viaggio e furono gettate in mare, senza sepoltura o funerale degni di questo nome. Li ha rubati alle loro famiglie, non deve essere celebrato: dovrebbe essere sostituito con un qualcosa in memoria per tutte quelle persone che ha venduto e che hanno perso la vita”.

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