Formula 1 | Lawrence Stroll difende Newey: “Condividiamo ogni cosa per il progetto Aston Martin”

"Non abbiamo un team principal "standard" per una scelta ben precisa", ha detto il canadese

Formula 1 | Lawrence Stroll difende Newey: “Condividiamo ogni cosa per il progetto Aston Martin”

Il quartier generale dell’Aston Martin F1 a Silverstone è diventato, nelle ultime ore, l’epicentro di un intenso dibattito mediatico che coinvolge i vertici della scuderia e i futuri assetti organizzativi del team. In un momento delicato della stagione 2026, segnato da una monoposto, la AMR26, che fatica a trovare la quadratura tecnica necessaria per competere con il resto della griglia, il proprietario Lawrence Stroll ha deciso di intervenire pubblicamente. L’obiettivo è duplice: cristallizzare la posizione di Adrian Newey all’interno dell’organigramma e rispondere indirettamente ai rumors che vedono Jonathan Wheatley, fresco di addio ufficiale al progetto Audi, ormai prossimo a vestire i colori della scuderia britannica.

La narrazione che circonda il team di proprietà di Stroll ha subito una brusca accelerazione dopo i risultati più che deludenti di questo inizio di stagione, che hanno evidenziato la necessità di una distinzione più netta tra la gestione sportiva e quella puramente ingegneristica. Sebbene il team abbia inizialmente cercato di minimizzare la portata dei cambiamenti interni, la complessità delle sfide poste dal nuovo regolamento tecnico e dalla partnership con Honda ha reso indispensabile un chiarimento definitivo sulla catena di comando.

La parola a Lawrence Stroll: la partnership con Newey

Attraverso una nota ufficiale dai toni fermi e istituzionali, Lawrence Stroll ha voluto ribadire il legame indissolubile che lo unisce al progettista più vincente della Formula 1 moderna, definendo i contorni di una collaborazione che va oltre il semplice rapporto di lavoro:

“Alla luce delle insistenti voci che si sono rincorse circa il compito affidato ad Adrian Newey nel nostro organico, avverto la necessità di intervenire personalmente per fare la dovuta chiarezza – ha detto il canadese. Nella mia funzione di presidente esecutivo e azionista di riferimento, desidero confermare che Adrian Newey non rappresenta soltanto un mio socio, ma è a tutti gli effetti un azionista di grande rilievo per l’azienda. Lui opera come Managing Technical Partner di AMR e tra noi vige un rapporto di collaborazione autentica, alimentato da una visione di successo che entrambi condividiamo con estrema convinzione”.

Le parole di Stroll puntano a rassicurare l’ambiente sulla stabilità del genio di Stratford-upon-Avon, la cui figura era stata parzialmente messa in discussione da chi ipotizzava un eccessivo carico di responsabilità amministrative. Il riferimento alla partecipazione azionaria di Newey sottolinea quanto il tecnico sia coinvolto nel destino a lungo termine della squadra, non solo come consulente di alto profilo, ma come colonna portante della proprietà stessa.

Uno dei punti più controversi della gestione Aston Martin nel 2026 riguarda l’assenza di un team principal nel senso classico del termine. Dopo Mike Krack, ora ufficialmente in altri ambiti all’interno della struttura di Silverstone, le funzioni di coordinamento sono scivolate in parte proprio sulle spalle di Newey, creando quella situazione di sovraccarico che potrebbero essere alla base dei problemi tecnici della vettura. Stroll, però, difende questa originalità organizzativa, pur lasciando uno spiraglio aperto a future integrazioni.

Per Lawrence Stroll, la scelta di non avere un capo scuderia tradizionale è del tutto intenzionale: “Nella la nostra struttura abbiamo adottato una metodologia di lavoro differente dagli standard e, se in questa fase non stiamo ricorrendo alla figura canonica del team principal che si osserva solitamente in altre scuderie, si tratta di una valutazione strategica ben precisa”.

“Trattandosi del tecnico che ha riscosso il maggior successo nella storia di questo sport, l’impegno principale di Adrian resta focalizzato sulla direzione strategica e tecnologica, settori nei quali le sue competenze risultano insuperabili. Al suo fianco opera un gruppo dirigente di altissimo livello, capace di amministrare ogni sfaccettatura dell’attività aziendale, sia all’interno del campus tecnologico che direttamente sui campi di gara”.

Le chance di Jonathan Wheatley e la crisi tecnica

Jonathan Wheatley ha appena concluso il suo rapporto con Audi, una mossa che ha alimentato i sospetti di un pre-accordo con Aston Martin. L’ex direttore sportivo della Red Bull rappresenterebbe l’uomo d’ordine ideale per permettere a Newey di svincolarsi dalle beghe politiche e burocratiche del muretto, tornando a fare ciò che sa fare meglio: progettare macchine vincenti.

Questa necessità è diventata impellente dopo i disastri di Melbourne e Shanghai. La AMR26 soffre di vibrazioni strutturali che hanno reso la vita impossibile ai piloti. Fernando Alonso ha denunciato problemi di intorpidimento agli arti dovuti alle risonanze trasmesse dalla power unit Honda, arrivando a temere per la propria incolumità fisica. In un contesto tecnico così critico, l’assenza di un gestore sportivo a tempo pieno ha evidenziato limiti comunicativi tra il reparto motori e il telaio, ritardando la risoluzione di problemi che sembrano minare alla base la competitività del team.

Stroll, pur non confermando apertamente il nome di Wheatley, ammette che il richiamo del suo progetto è fortissimo tra i dirigenti della concorrenza: “Veniamo contattati costantemente da profili manageriali di vertice provenienti da altri team, professionisti desiderosi di unirsi al progetto Aston Martin Aramco; tuttavia, seguendo quella che è la nostra politica aziendale consolidata, non abbiamo intenzione di rilasciare commenti ufficiali su chiacchiere o ipotesi giornalistiche”.

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