F1 | 25 marzo 1990, 30 anni fa il primo successo di Prost con la Ferrari

Il francese trionfa a Interlagos, sulla pista di casa del rivale Senna

Prost sale sul gradino più alto del podio alla seconda gara con la tuta del Cavallino
F1 | 25 marzo 1990, 30 anni fa il primo successo di Prost con la Ferrari

Sono passati esattamente 30 anni da quel 25 marzo 1990, giorno in cui Alain Prost conquista la prima storica vittoria con la Ferrari salendo sul gradino più alto del podio nel Gran Premio del Brasile.

Il 1990 è anno di cambiamenti a Maranello. John Barnard, il progettista ideatore della F1-89 la prima monoposto di Formula Uno dotata di cambio semi-automatico, saluta il Cavallino e viene sostituito da Enrique Scalabroni. Il comparto tecnico di Maranello vede anche l’arrivo di Steve Nichols dalla McLaren, un trasferimento mal digerito da Ron Dennis che non risparmia frecciate sia al suo ex ingegnere e alla Rossa (“Non voglio che nessuno dica che Nichols ha lasciato la McLaren, è sbagliato, è partito per i soldi – sottolinea Dennis -. La stessa cosa è già successa con Barnard. Non è corretto, ma i soldi non sostituiscono il know-how”).

Nichols raggiunge così Alain Prost che, dopo le tensioni e la dura convivenza con Ayrton Senna, alza i tacchi e lascia la McLaren a fine 1989, portandosi il numero 1 di campione del mondo sulla F1-90. L’avventura in rosso del Professore non inizia nel migliore dei modi, a causa del ritiro maturato nel primo GP della stagione disputato sul tracciato cittadino di Phoenix. Dunque il francese è chiamato al pronto riscatto nell’appuntamento successivo di Interlagos, a casa del rivale Senna.

Le qualifiche vedono la netta supremazia delle McLaren-Honda che sul tracciato di Interlagos, tornato in calendario dopo profondi lavori di restyling al posto di Jacarepaguá, dove Ayrton Senna conquista la pole position – mandando in estasi la torcida paulista – seguito dal compagno di squadra Gerhard Berger. Solamente terza fila per le Ferrari con Nigel Mansell che precede Prost.

In gara non mancano emozioni e colpi di scena come quello che cambia l’inerzia del GP al giro numero 41, quando Senna si tocca con il doppiato Satoru Nakajima (teammate del brasiliano in Lotus nel 1987) ed è costretto a rientrare ai box per sostituire l’ala anteriore danneggiata dopo il contatto con la Tyrrell-Ford. La leadership della corsa viene così presa dalla Williams di Riccardo Patrese, ma il padovano è costretto ad alzare bandiera bianca per un problema alla pressione dell’olio alla tornata numero 65.

Passa così in testa Prost che conserva la prima posizione fino alla bandiera a scacchi. Il francese ottiene così la sua prima vittoria con la Ferrari alla seconda gara con il Cavallino, precedendo sul podio Berger e Senna, la 40esima in carriera. Per Senna invece, dopo la partenza al palo, sfuma la possibilità di vincere nella sua San Paolo.

Interlagos è solamente la seconda tappa del lungo duello iridato 1990 che vede contrapposti Senna e Prost, con il Professore che dopo la vittoria di Interlagos ne otterrà altre quattro in stagione (memorabile quella di Città del Messico, dove trionfa dopo aver rimontato dalla tredicesima posizione), fino alle battute finali del campionato. Difatti a Suzuka, penultima gara del Mondiale, Senna tocca Prost e i due sono costretti al ritiro poco dopo la partenza.

Una manovra che genera non poco polemiche, ma la FIA decide di archiviare l’episodio come un normale contatto di gara. Un doppio zero che permette al brasiliano si laurearsi campione del mondo (“Le corse sono fatte così, a volte finiscono subito dopo il via, a volte a sei giri dalla fine”, dichiara a caldo Senna), vendicandosi così della decisione presa in favore di Prost 12 mesi prima.

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