F1 GP Cina | Leclerc deluso: “Ho perso quattro decimi in rettilineo e non so il perché”

"La Mercedes ha un vantaggio enorme in qualifica grazie alla loro power unit", ha detto il monegasco

F1 GP Cina | Leclerc deluso: “Ho perso quattro decimi in rettilineo e non so il perché”

Il venerdì di Shanghai ha restituito un’immagine nitida e per certi versi impietosa dei rapporti di forza che stanno caratterizzando questa prima fase della stagione 2026 di Formula 1. Le qualifiche della Sprint Race in Cina hanno eletto la Mercedes W17 a regina assoluta del cronometro, confermando di fatto quanto visto in Australia. La superiorità motoristica della scuderia di Brackley è apparsa evidente, quasi imbarazzante, lasciando agli avversari solo le briciole di una sessione dominata dalle Frecce d’Argento. In questo scenario di supremazia tecnologica, la Ferrari si ritrova a gestire una situazione complessa, con un Charles Leclerc visibilmente amareggiato che non è andato oltre la sesta posizione, accusando distacchi pesanti proprio nei tratti dove la potenza pura fa la differenza.

Il sesto posto del monegasco, infatti, non racconta solo di un giro imperfetto, ma evidenzia un deficit di velocità che preoccupa i tecnici di Maranello. Evidentemente la famosa “strategia energetica” fa ancora le bizze sulla SF-26 in configurazione qualifica, anche se Hamilton è riuscito a fare meglio del compagno di squadra.

Il rebus tecnico: Ferrari rimanda l’ala rotante

Uno dei temi centrali della vigilia era l’atteso impiego dell’ala posteriore rotante, ribattezzata “ala Macarena”, una soluzione tecnica estrema pensata proprio per mitigare la resistenza all’avanzamento nei lunghi rettilinei di Shanghai. Dopo averla testata intensamente durante la sessione di prove libere della mattina, la Ferrari ha però deciso di fare un passo indietro. I dati raccolti non devono aver fornito le certezze sperate, oppure il bilanciamento globale della vettura è apparso troppo precario per rischiare il tutto per tutto in una sessione di qualifica senza appello.

Il ritorno alla configurazione standard per le qualifiche Sprint suggerisce che l’innovazione, pur promettente sulla carta, necessiti di ulteriore affinamento prima di essere considerata affidabile per la competizione. Al di lò di questo, la SF-26 è apparsa scoperta proprio nel settore 3, dove il rettilineo infinito ha esaltato la straordinaria efficienza della power unit Mercedes, capace di una ricarica energetica e di una spinta elettrica che al momento sembrano appartenere a una categoria superiore.

La delusione di Charles Leclerc: “Persi quattro decimi nel dritto”

Charles Leclerc non ha nascosto il proprio disappunto al termine della sessione. Il monegasco ha vissuto una qualifica tormentata, segnata da piccoli errori di guida ma soprattutto da una mancanza di velocità di punta che ha reso vani i suoi sforzi nei tratti più tecnici del circuito.

“È stata una sessione decisamente frustrante per me. Ho commesso un errore durante il primo tentativo, mentre nel secondo giro ho riscontrato una perdita inspiegabile di quattro decimi nei tratti rettilinei e dobbiamo ancora analizzare a fondo le cause tecniche dietro questo calo. Non ritengo che l’utilizzo o meno dell’ala posteriore sperimentale avrebbe stravolto l’andamento della nostra giornata, poiché resto convinto che il nostro ritmo in configurazione gara sarà decisamente più solido rispetto a quello mostrato oggi”.

“Sul giro secco è innegabile che la Mercedes disponga di un vantaggio immenso rispetto a tutta la concorrenza grazie alla loro power unit, mentre noi fatichiamo a trovare quella stessa efficienza; tuttavia, sulla lunga distanza i valori dovrebbero riequilibrarsi e spero vivamente di poter rimontare diverse posizioni domani”.

La sfida tecnologica del 2026: power unit contro telaio

Il risultato di Shanghai ripropone il grande interrogativo di questo nuovo ciclo regolamentare: quanto conta il pilota e quanto l’efficienza dei sistemi ibridi? La Mercedes W17 sembra aver trovato la chiave per gestire il bilanciamento 50/50 tra motore termico ed elettrico, garantendo ai suoi piloti una costanza di spinta che gli avversari non riescono a eguagliare. Se la Ferrari SF-26 appare eccellente nelle zone guidate, segno di un telaio di altissimo livello, crolla non appena la strada si spiana.

Nonostante la sesta piazza, la Ferrari non vuole darsi per vinta. La convinzione nel box di Maranello è che, una volta stabilizzati i consumi energetici e con le vetture a pieno carico di carburante, le differenze abissali viste in qualifica possano attenuarsi, come visto anche in Australia. Sarà determinante ancora una volta la partenza, funto di forza della SF-26, e che potrebbe mettere in difficoltà i motorizzati Mercedes, non solo la W17 quindi, ma anche le due McLaren di Norris e Piastri, le quali si sono messe in mezzo un po’ a sorpresa, in barba a ogni richiesta di modifica delle procedure provenienti da Brackley.

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