F1 GP Cina | Prima pole per Antonelli: “Sarebbe bello portare l’Italia sul primo gradino del podio”

"Ho capito dove ho sbagliato in partenza, cercherò di non complicare le cose domani", ha detto Kimi

F1 GP Cina | Prima pole per Antonelli: “Sarebbe bello portare l’Italia sul primo gradino del podio”

Il sabato di Shanghai rimarrà impresso negli annali della Formula 1 come il giorno in cui il talento di Kimi Antonelli ha centrato la sua prima pole position in carriera alla seconda gara del suo secondo anno nella massima categoria. Un risultato che non è solo una statistica sportiva, ma un vero e proprio passaggio di consegne generazionale: Antonelli è diventato ufficialmente il pilota più giovane di sempre a scattare davanti a tutti in un Gran Premio, polverizzando il precedente primato che apparteneva a Sebastian Vettel.

Per l’automobilismo italiano, il traguardo raggiunto da Antonelli mette fine a un digiuno che durava da ben quindici anni. L’ultimo rappresentante del tricolore capace di issarsi in cima alla lista dei tempi in una qualifica era stato Giancarlo Fisichella nel weekend di Spa-Francorchamps nel 2009, culminato con un podio alle spalle della Ferrari di Raikkonen, il quale sarebbe diventato poi suo compagno di squadra la settimana dopo a Monza. Oggi, su un tracciato tecnico e selettivo come quello cinese, Kimi ha dimostrato di avere la stoffa, pur beneficiando di una Mercedes W17 che, in questa fase del campionato, appare come il punto di riferimento tecnico indiscutibile per l’intera griglia.

Una sessione tra nervi saldi e problemi tecnici

La caccia alla pole del giovane italiano è stata facilitata, in parte, dai problemi occorsi nel box a fianco. George Russell, apparso fino a quel momento il favorito naturale per la prima posizione, ha dovuto fare i conti con un’anomalia tecnica durante la decisiva fase della Q3, che gli ha impedito di giocarsi le proprie carte con la stessa efficacia del compagno. Antonelli, tuttavia, ha avuto il merito di non lasciarsi deconcentrare dall’assenza del termine di paragone più diretto, costruendo un giro quasi perfetto proprio quando la pressione si faceva importante.

“Posso dirmi estremamente soddisfatto della sessione di oggi, che è scivolata via in modo piuttosto lineare – ha detto Kimi. Sono dispiaciuto per quanto accaduto a George; avrei preferito potesse giocarsi le sue carte con due treni di pneumatici nuovi, ma da parte mia ho cercato di restare concentrato per non commettere sbavature. Sapevo del suo problema tecnico, ma la mia priorità è stata mantenere la calma fino alla bandiera a scacchi, e ora guardo con fiducia alla giornata di domani”.

Nonostante la gioia per il risultato, la sessione di Antonelli è stata tutt’altro che una passeggiata. Sin dalla Q2, il pilota ha avvertito sensazioni contrastanti provenienti dall’avantreno della sua monoposto, sollevando dubbi sulla integrità meccanica della vettura che hanno tenuto con il fiato sospeso i tecnici di Brackley fino all’ultimo secondo utile.

“Rispetto alla pole ottenuta nella Sprint di Miami, questa qualifica ha avuto una dinamica differente, poiché sono riuscito a incrementare il mio ritmo costantemente senza incappare in errori. Il bilanciamento della monoposto non è stato impeccabile: ho avvertito un forte sottosterzo sin dalla Q2, tanto da domandare via radio al team se ci fosse un danno strutturale. Probabilmente era solo l’effetto del vento, che ha reso tutto più complesso, ma in Q3 ho finalmente trovato la quadra per chiudere il giro. Partire davanti a tutti è un’emozione bellissima”.

Il dilemma della partenza: il tallone d’Achille della Mercedes

Se il giro secco ha eletto Antonelli re di Shanghai, la gara di domenica presenta un’incognita che non può essere sottovalutata: lo scatto al via. Sia nel primo appuntamento stagionale a Melbourne che nella Sprint Race disputata poche ore prima delle qualifiche, la fase di stacco della frizione si è rivelata il vero punto debole del pacchetto Mercedes. La W17 sembra soffrire di una cronica difficoltà nel trasferire la potenza a terra nei primi metri, una problematica a cui Antonelli ha aggiunto delle sbavature personali nella gestione delle procedure.

Domani c’è la necessità di difendere la leadership sin dalla prima curva, e il pilota italiano dovrà dimostrare di aver appreso la lezione. La rimonta mostrata nella gara breve del mattino testimonia un passo gara eccellente, ma perdere posizioni al via su una pista dove la gestione termica delle gomme è fondamentale potrebbe complicare drasticamente i piani della Freccia d’Argento.

La responsabilità verso l’Italia e il focus sulla gara

Il pragmatismo sembra essere la bussola che guida Antonelli in questo momento di gloria. La consapevolezza di poter riportare l’Italia sul gradino più alto del podio, evento che manca ormai da troppo tempo, è un pensiero per Kimi, che cerca di trasformare in energia positiva piuttosto che in un fardello emotivo.

“Adesso ho intenzione di godermi questo momento, ma senza esagerare, perché la mia mente è già rivolta alla gara. Ottenere la pole è un traguardo importante, ma il compito deve essere portato a termine domani. Rappresento l’Italia e sarebbe magnifico riportare il tricolore sul gradino più alto del podio; darò il massimo per riuscirci. Sappiamo di avere un buon passo, come dimostrato dalla rimonta nella Sprint, ma la partenza rimane il nostro tallone d’Achille”.

“Stamattina ho capito dove abbiamo sbagliato; per la corsa principale cercherò di non complicare eccessivamente le operazioni, puntando a una fase di stacco pulita e a un corretto riscaldamento delle gomme. Dopo una mattinata vissuta tra errori e confusione, questo risultato è il miglior modo per resettare tutto e puntare alla vittoria. Mi piace complicarmi la vita a volte, ma sono felice di come ho gestito questa sessione”.

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