F1 | Nuova Williams FW48, Albon: “L’organizzazione del team va nella direzione giusta”
Il thailandese sarà il pilota con più presenze nella storia del team: "Fa un certo effetto"
La Williams ha presentato con alcune foto la FW48, la vettura che dovrebbe rappresentare il punto di arrivo di un lavoro iniziato anni fa, ma in realtà si tratta dell’inizio di una fase che, almeno nelle prime settimane del 2026, ha mostrato crepe inattese. La squadra britannica non ha infatti preso parte ai test di Barcellona di fine gennaio dopo non aver superato i crash test FIA nei tempi previsti, un intoppo che ha inevitabilmente acceso interrogativi sul reale stato di preparazione della vettura.
Il 2026 di Alex Albon si apre con un primato simbolico e una sfida tutt’altro che semplice. Con l’inizio della nuova stagione, il thailandese diventa il pilota con il maggior numero di partenze nella storia recente della Williams, un dato che racconta continuità e fiducia reciproca, ma che arriva in un momento delicato per il team di Grove, alle prese con un avvio di nuova era più complesso del previsto.
“Fa un certo effetto pensarmi come il pilota più longevo della Williams (90 GP disputati finora, il record è di Mansell con 95, ndr), soprattutto perché non è qualcosa che ho mai cercato – ha raccontato Albon durante la presentazione della FW48. Probabilmente il numero di gare oggi incide, ma per me questo dato riflette soprattutto quanto credo in questo progetto. Sono stato parte di questo percorso fin dall’inizio della ricostruzione e continuo a crederci, ed è per questo che sono ancora qui”.
Il thailandese non nasconde la portata della sfida: “Guardando indietro, il 2025 è stato probabilmente il nostro anno migliore e ogni stagione abbiamo fatto un passo avanti. Quest’anno però sarà diverso, e non è un segreto per nessuno. Una nuova power unit e una macchina completamente nuova stanno mettendo alla prova tutti i team, e noi non facciamo eccezione. Sarà interessante capire dove ci posizioneremo quando tutto sarà finalmente in pista”.
Il ritardo non previsto della Williams FW48
Il ritardo iniziale ha alimentato dubbi anche sulla configurazione con cui la Williams si presenterà ai test del Bahrain, tra voci di una vettura inizialmente in sovrappeso e di soluzioni tecniche ancora in fase di affinamento. Temi che contrastano con i proclami ottimistici dei mesi precedenti da parte di James Vowles e del management, e che rendono il debutto stagionale un passaggio chiave per valutare la reale competitività del progetto.
Nonostante tutto, Albon continua a indicare nella fabbrica il principale motivo della sua fiducia: “La convinzione nasce da quello che vedo ogni giorno a Grove. I cambiamenti introdotti da James, il modo in cui sta evolvendo la cultura del team e l’organizzazione interna stanno andando nella direzione giusta. Non siamo ancora dove vogliamo essere e sappiamo che serviranno anni, ma il percorso è quello corretto per diventare una squadra vincente”.
In pista e fuori, la Williams potrà contare su una delle coppie di piloti più esperte del centro gruppo. Albon e Carlos Sainz affrontano il loro secondo anno insieme, con un livello di allineamento che, nelle intenzioni, dovrà aiutare a superare anche le difficoltà iniziali.
“Con Carlos il secondo anno porta automaticamente più esperienza e una conoscenza reciproca molto più profonda. Ci capiamo meglio su ciò che serve alla squadra e su dove dobbiamo concentrare gli sforzi. Non è comune, per un team nella nostra posizione, avere due piloti con questo livello di esperienza combinata, e credo che questo ci permetta di focalizzarci davvero sullo sviluppo della vettura e della struttura”.
Il quinto posto nel campionato costruttori 2025 resta il riferimento più concreto da cui ripartire, anche se il reset regolamentare rende ogni confronto diretto con il passato parziale. “Quel risultato è stato importante soprattutto per la squadra. Ha dimostrato che, gara dopo gara, sappiamo essere costanti e reagire anche nei momenti difficili. Per anni siamo stati un team poco stabile, mentre quel quinto posto ha dato a tutti la sensazione di avere finalmente basi solide su cui costruire”.
Con il nuovo regolamento, però, l’adattabilità diventa la parola chiave: “Già dalla metà dello scorso anno abbiamo iniziato a lavorare al simulatore per capire che tipo di approccio sarebbe servito. Bisogna essere pronti a mettere in discussione ciò che si è imparato, mantenendo però una mente aperta. Potrebbe essere un gioco completamente diverso e serviranno molte discussioni e aggiustamenti nelle prime fasi”.
In questo contesto incerto, il concetto di successo assume contorni più sfumati: “Per me una stagione positiva significa vedere progressi. Sappiamo da dove partiamo e dovremo essere resilienti, adattarci rapidamente e ridurre il gap dai rivali. Se a fine anno saremo più vicini a dove vogliamo arrivare rispetto all’inizio, allora avremo costruito qualcosa di importante per il futuro”.
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