Formula 1 | Russell e il rinnovo con Mercedes: “Mi sono sentito un po’ sottovalutato”

"Nel momento in cui abbiamo firmato la situazione si è chiarita rapidamente", ha detto l'inglese

Formula 1 | Russell e il rinnovo con Mercedes: “Mi sono sentito un po’ sottovalutato”

Il rinnovo di George Russell con la Mercedes non è stato un passaggio immediato né privo di interrogativi. Il pilota britannico ha attraversato una fase delicata della propria carriera, caratterizzata da prestazioni solide in pista e da un contesto esterno reso complesso dalle indiscrezioni sul suo futuro nel team di Brackley. Una situazione che ha richiesto lucidità, equilibrio e una gestione attenta delle pressioni.

Il britannico ha iniziato la stagione con il contratto in scadenza, e i risultati ottenuti nella prima parte dell’anno sembravano rafforzare la sua posizione, ma il prolungarsi delle trattative e il riemergere di voci legate a un possibile interesse per Max Verstappen hanno inevitabilmente spostato l’attenzione sul suo ruolo all’interno della squadra.

La definizione ufficiale è arrivata soltanto a metà ottobre, quando la Mercedes ha annunciato Russell e Kimi Antonelli come piloti per il 2026, ponendo fine a una fase di incertezza che aveva alimentato interpretazioni e letture contrastanti. Un ritardo che il pilota inglese (il quale ha firmato un annuale con opzione in suo favore) non ha nascosto di aver vissuto con una certa ambivalenza.

Parlando di quel periodo, Russell ha ammesso: “Sì, in parte mi sono sentito sottovalutato, ma non lo collegherei direttamente alle conversazioni in corso, perché non la vedo come una vera e propria saga contrattuale. Alla fine è tutto piuttosto semplice: ti senti apprezzato quando pensi di ottenere il massimo, mentre la percezione cambia quando questo non accade, a prescindere da ciò che viene detto attorno. Nel momento in cui abbiamo firmato, la situazione si è chiarita rapidamente e per me è stato naturale andare avanti senza distrazioni, concentrandomi solo sulle gare”.

Con il senno di poi, quell’esperienza ha rappresentato anche un passaggio di crescita personale. Russell ha spiegato come il confronto con le voci esterne lo abbia portato a rafforzare un approccio più distaccato, basato esclusivamente sul rendimento in pista: “Per me è stata anche una lezione importante: qualunque sia il rumore che arriva dall’esterno, non c’è motivo di dargli troppo peso. Puoi essere visto nel modo più positivo o più negativo possibile, ma quando sali in macchina e fai il tuo lavoro, tutto il resto passa in secondo piano. Alla fine contano solo i tempi sul giro”.

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