Prost: “Troppi i giri sotto safety car a Silverstone”

Il quattro volte iridato invita il Circus a rivedere il sistema in caso di pioggia

Prost: “Troppi i giri sotto safety car a Silverstone”

Come tutti gli amanti e i puristi del motorsport che domenica scorsa a Silverstone hanno assistito ad un’incomprensibile partenza sotto stafey car anche Alain Prost è rimasto colpito dalla decisione della direzione gara malgrado nel cielo fosse ormai apparso il sole (unica volta nel weekend).

“E’ vero che la strada intrapresa dalla F1 moderna è questa ma da spettatore ci sono rimasto male” – ha ammesso a Canal +.

“La Federazione avrà avuto le sue ragioni, forse legate alla complessità di gestione di queste auto in caso di fondo molto bagnato, il che è già di per sé un problema da approfondire, tuttavia cinque giri sono troppi! – ha ribadito il Professore.

“A mio parere bisognerebbe rivedere la regola, magari limitare la presenza della vettura di sicurezza ad una/due tornate in caso di start sotto la pioggia e dare un nuovo avvio da fermi – la proposta del grande rivale di Senna – Comunque anche con una soluzione del genere avremmo aquaplaning e altri problemi che oggi il nostro sport non vuole desiderando solo limitare i rischi al massimo. E’ un po’ un peccato oltre ad essere frustrante per i fan” .

Chiara Rainis

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4 commenti
  1. atta4519

    14 Luglio 2016 at 21:39

    basta fare come faccio io e tanti altri
    CAMBIARE CANALE E SNOBBARE LA F1

  2. Ray74

    14 Luglio 2016 at 23:56

    Le gomme Rain fanno pena, hanno fatto bene a fare i 5 giri, vede solo la corsa ormai il professore pensa solo al figlio e la FormulaE …magari una “vera”partenza con le intermedie si!

  3. kimi-kimino

    15 Luglio 2016 at 08:59

    Ogni tanto anche il Professore di Lorette dice qualcosa di sensato come il cricetone. La F1 attuale ormai è ridotta proprio male.

  4. iceman82

    15 Luglio 2016 at 12:38

    allora, qualche giorno fa ho letto un articolo in cui si riportava il parere sfavorevole di lauda su halo, e affermava come sarebbe difficile poi giustificare “i 30 milioni di stipendio dati ad un pilota per guidare”.
    Ha ragione.
    Lui ha fatto parte di una f1 da eroi, oggi i rischi sono ridotti al minimo. Sarebbe come fare un incontro di boxe per il titolo e dire ai pugili “colpite piano”.
    Rimpiango la vecchia f1, in cui il pilota contava tanto. Molti di questi drivers, con quella formula 1, mostrerebbero i loro limiti: primo fra tutti Vettel.

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