Le pagelle del GP d’Ungheria

Le pagelle del GP d’Ungheria

Lewis Hamilton – 10 – Si dice fortunato in gioco e sfortunato in amore e Lewis non fa eccezione a quanto pare. Finita dopo cinque anni la storia con la bella Nicole Scherzinger, il campione britannico prova a dimenticarla gettandosi a capofitto nel lavoro e i risultati lo premiano. All’Hungaroring il pilota Mercedes ottiene il primo successo della stagione. Una vittoria meritata e voluta, cercata in tutti i modi, in un fine settimana in cui la Mercedes, inutile nasconderlo, non si aspettava un simile trionfo. O forse no? Quel che è certo è che con questo successo il la stella a tre punte lancia un vero e proprio avvertimento a Vettel in ottica Mondiale: la Mercedes c’è, Lewis pure.

Nico Rosberg – 5 – Il rovescio della medaglia in casa Mercedes, tanto forte Hamilton, quanto impalpabile il suo compagno di team. Impalpabile però non rende l’idea della gara corsa da Rosberg sin dalla partenza che lo vede protagonista di un contatto con Massa. Il motore che si rompe, un principio d’incendio e il conseguente ritiro concludono un fine settimana da dimenticare per Nico.

Kimi Raikkonen – 9 – Parte sesto e chiude secondo con una strategia a due soste e nonostante le gomme usurate, tenendo dietro la più rapida Red Bull del campione del mondo Sebastian Vettel. Niente male per colui che viene accreditato proprio come prossimo compagno di team del tedesco. Se così fosse non avrebbe vita facile Vettel, ma già, forse, se ne sta accorgendo. D’altronde Iceman non è una sorpresa ma una felice conferma.

Romain Grosjean – 6.5 – Chiude sesto e come al solito non risparmia emozioni, nel bene e nel male. Il talento c’è, inutile negarlo, la spregiudicatezza pure e il drive trough rimediato in gara è un’ulteriore conferma. Di sicuro con lui non ci si annoia, ma dopo le qualifiche di sabato, forse, con un po’ meno d’irruenza poteva ottenere qualcosa di più…

Sebastian Vettel – 8 – Per gran parte della gara sogna – e lotta – per il primo gradino del podio, ma alla fine chiude terzo, “sbeffeggiato”, in senso buono naturalmente, dal vecchio Kimi che con gomme meno nuove riesce comunque a tenerlo dietro. Non sarà stata la sua migliore gara, ma sicuramente conquista punti preziosi e si conferma leader del Mondiale, con 38 punti di vantaggio proprio su Raikkonen.

Mark Webber – 8.5 – Parte decimo e chiude quarto, facendo anche tremare per un po’ il team che non sa che pesci pigliare se l’australiano decidesse di tentare l’assalto al compagno di team. Il problema, però, non si pone e Mark, comunque, la sua bella figura la fa eccome. Campione fino alla fine, nonostante sia l’ultimo anno nel circus. Speriamo che ci ripensi.

Fernando Alonso – 6 – Una sufficienza data soprattutto per la posizione con cui termina la gara più che per la prestazione, certo non da campione. Sicuramente la macchina non l’aiuta e la speranza dalle parti di Maranello è ora tutta rivolta verso Spa.

Felipe Massa – 5 – Girano voci su Massa e la Ferrari, un rapporto che va avanti da ormai dieci anni e che, come spesso accade ai lunghi rapporti, prosegue per inerzia. Forse è arrivato il momento di tagliare il cordone, anche perché, con una vettura non particolarmente competitiva, a Nando manca anche un compagno che possa aiutarlo all’occorrenza. In Ungheria non è cambiato molto, anzi, parte settimo e chiude ottavo, rompe l’ala e si fa sorpassare. Manca qualcosa?

Jenson Button – 7 – Ancora un Gran Premio in cui il pilota britannico chiude davanti al compagno di team. Ancora un Gran premio in cui la classe di Button viene fuori. Un contatto con Grosjean quand’era in seconda posizione e finchè le gomme reggono, con una vettura decisamente inferiore, riesce comunque a tenere dietro Vettel. Qualche miglioramento in casa McLaren e un po’ di ottimismo in vista della seconda parte della stagione. Button rimane, senza dubbio, una certezza.

Sergio Perez – 6 – Gara senza infamia e senza lode per il pilota messicano che termina nella stessa posizione da cui è partito, ma da lui ci si aspetta qualcosa in più.

Pastor Maldonado – 6.5 – Primo punto per la Williams, e alla luce della stagione a cui abbiamo assistito finora, non è poco, anzi. L’aveva detto il pilota venezuelano che c’erano stati alcuni passi in avanti in Ungheria e l’ha dimostrato anche in pista, chiudendo decimo dopo essere partito 15esimo. Il merito è anche del pilota che quando vuole e guida come sa, regala qualche sorpresa.

Valtteri Bottas – 5 – Costretto al ritiro, paga sempre rispetto al compagno di team.

Nico Hulkenberg – 6 – Ci piace, ci piace e tanto. Con la vettura che guida, senza stipendio e con il rischio di essere silurato, riesce a conquistare qualche punto o comunque termina a ridosso dei primi dieci. Davvero sprecato! (Esteban Gutierrez – 4 –)

Adrian Sutil – s.v – Dopo appena una ventina di giri è costretto a ritirarsi per un guasto idraulico, nel frattempa ha collezionato un contatto con Massa e accusato problemi durante il pit-stop. Sfortunato.

Paul di Resta – 5 – Gara incolore per il pilota Force India, come il compagno di team costretto al ritiro per un guasto idraulico, ma sicuramente meno performante e convincente per tutto il weekend.

Jean-Eric Vergne – 5.5 – Due le note positive per il pilota Toro Rosso: aver migliorato la posizione di partenza, da 14esimo a 12esimo, e aver superato il compagno di team, al termine di giorni molto caldi soprattutto dal punto di vista delle voci di mercato…

Daniel Ricciardo -5 – Occasione persa per il pilota australiano in quel dell’Ungheria; nonostante una buona posizione in griglia deve combattere con problemi di gomme e di ritmo e alla fine chiude dietro al compagno di scuderia che se la ride, almeno per una volta.

Giedo van der Garde – 6- -, Charles Pic – 5.5 – Con la Caterham non può pretendere più di tanto, però van der Garde finisce 14esimo alle spalle delle Toro Rosso e davanti alle Marussia, che poi era l’obiettivo da raggiungere, ottenendo il miglior risultato in f1. Il suo compagno di team parte davanti, ma alla fine termina dietro. Ecco la risposta migliore di Giedo a chi lo vede già con la valigia in mano.

Jules Bianchi – 5.5 – , Max Chilton – 5 – Entrambe le monoposto passano sotto la bandiera a scacchi, ma d’altronde, se mancano aggiornamenti e sviluppi, c’è francamente ben poco da fare. Mezzo punto in più al pilota della Ferrari Driver Academy per aver come sempre avuto la meglio sul compagno di team.

Lorenza Teti

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